Il tipo mi ha consegnato una saponetta minuscola rosa, un asciugamano ed il comando del televisore.
"Qui trovi acqua calda, la connessione ad internet, stanze grandi e puoi vedere la Tv"
Due rampe di scale con in cima un cartello che dice che quella oltre ad essere l'unica via d'entrata e' anche l'unica via di fuga. Il televisore c'e' e trasmette solo un canale inguardabile. Il resto ha rispettato la promessa.
astratti pensieri e mondo concreto
"Ci sono battaglie perse in partenza. Questo non vuol dire che non si debbano combattere fino alla fine. Qualche volta, molto raramente, si vince."
sabato, febbraio 04, 2012
lunedì, gennaio 30, 2012
Monti, il liberismo e la ricetta messicana
Leggo che Monti vuole riformare le tanti leggi sul precariato in cambio della cancellazione dell'articolo 18 per i giovani.
In buona sostanza si legittima il precariato a vita nelle aziende con piu' di 15 dipendendenti.
Che i salari cresceranno del 12% e la disoccupazione non ci sara' piu'.Neanche il nano era arrivato a tanto in tempi migliori nel prefigurare il paese del bengodi.
sabato, gennaio 07, 2012
Il fascista di Torino
Quello che distingue i fascisti del nuovo millennio, dai loro padri, è il fatto che fanno percorsi accidentati per cercare una qualche giustificazione alla miseria del loro pensiero. Prendete il caso di quel crotalo di Torino che di mestiere fa il professore di filosofia (sic!). Lui è un fascista, scrive robe (che giustificano qualche bel calcio nel culo) tipo "Ho avuto l'onore di visitare la tomba del camerata Hess nel 1989" oppure "non voglio pagare l'ICI per l'assistenza ai negri agli zingari etc..." gente che confonde il sionismo con l'ebraismo, che farnetica di complotti mondiali come fece Hitler a suo tempo. Bene, questo pezzente si appella alla costituzione. Pure io ma a quella espressa un bel giorno a piazzale Loreto e insieme a lui a fargli compagnia ci metterei volentieri chi gli fa da sponda e lo giustifica. Questo per capirci bene con simboli chiari ed inequivocabili, perché questi sono tempi in cui c'è bisogno di chiarezza.
sabato, dicembre 24, 2011
Libertà per un prigioniero politico del chiapas, firmate.
5000 messaggi per il prigioniero politico Alberto Patishtan:
http://www.autistici.org/nodos olidale/news_det.php?l=it&id= 2150
*Pretendiamo la liberazione del professor Alberto Patishtan*
Il professor Alberto Patishtan, conosciuto per il suo attivismo a difesa dei diritti degli indigeni in Messico, è stato fatto sparire lo scorso 20 ottobre dal carcere del Chiapas, dove ha scontato 11 anni di pena, in seguito a una sentenza contestata per gravi irregolarità. Alberto, che soffre di diabete e ha contratto un glaucoma in prigione, è apparso qualche giorno dopo in un carcere di massima sicurezza a 2.000 km dalla sua famiglia, gli si rifiuta assistenza medica ed è soggetto ad isolamento totale per 23 ore al giorno. Il tuo aiuto è vitale.
Richiediamo al governo che rimetta in libertà il professor Alberto Patishtan.
Utilizza il modulo di questo link:
http://oiga.me/campaigns/exige -la-liberacion-del-profesor- alberto-patishtan
per scrivere una mail per chiedere la liberazione del professor Alberto Patishtan e la invieremo al presidente della Repubblica del Messico, al Governatore del Chiapas, al Ministro dell'Interno e alla Procura Generale di Giustizia del Chiapas. Puoi scrivere un testo a parole tue o, se preferisci, copiare e incollare questo messaggio:
---
Libertà immediata per Alberto Patishtán!!!
Manifesto il mio sostegno affinchè il professor Patishtán venga messo in libertà e le trasmetto la mia severa condanna alle irregolarità giudiziarie e penitenziarie che si verificano in Messico.
---
Alberto Patishtan è un maestro di origine Tzotzil di quarant'anni, aderente alla Sesta Dichiarazione Zapatista, che ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti dei popoli indigeni in Messico. Undici anni fa e dopo un torvo processo guidiziario, è stato condannato a 60 anni di prigione. Ciò nonostante, il professore ha incontrato dall'altra parte, un altro spazio dal quale cominciare una mobilitazione e smuovere le coscienze in merito al rispetto dei diritti dei detenuti.
In questo contesto e come membro dell'organizzazione "La Voz del Amate", il professor Alberto si è reso protagonista di numerose attività di protesta pacifica. I più recenti sono stati uno sciopero della fame e digiuni cominciati lo scorso 29 settembre insieme ad altri compagni, con l'obiettivo di denunciare non solo le irregolarità processuali ma anche i casi di tortura e minacce subite da moltitudini di prigionieri e prigioniere politiche. Alberto ha partecipato all'azione sin dall'inizio rischiando di accusare debolezza a causa del diabete e del glaucoma di cui soffre. Quest'ultimo, contratto in prigione.
Durante l'azione di protesta, all'alba del 20 ottobre, il maestro fu allontanato dalla prigione del Chiapas, senza previo avviso al Centro per i Diritti Umani Fray Bartolome de Las Casas, ente giuridico responsabile di rappresentarlo, nè comunicazione alla sua famiglia che con angoscia per alcune ore, ha temuto fosse scomparso. Alla fine è ricomparso nella prigione federale n° 8, a Guasave, Sinaloa, un centro di massima sicurezza a più di 2.000 km dal suo stato di origine, il Chiapas.
Ora, non solo si sa dove si trova ma addirittura è stato accertato che il professor Patishtán non riceve assistenza medica e che è obbligato a subire 23 ore al giorno di isolamento totale nella sua cella individuale. Se questa situazione dovesse protrarsi, Alberto potrebbe rimanere cieco in poco tempo.
Il maestro ha presentato il caso alla Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) e conta sull'enorme sostegno di organizzazioni internazionali e nazionali come Amnesty International o Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità, così come quello dei suoi compagni, familiari e reti di aiuto. A causa di tutto ciò, il governo non ascolta le sue denunce e continua coi metodi repressivi contro i membri di piattaforme come L'Altra Campagna.
Gli arresti all'insegna della noncuranza delle garanzie processuali di base e le denunce per torture e pratiche vessatorie sui prigionieri politici si ammassano e si dimenticano. Attraverso questa campagna, vogliamo trasmettere ai colpevoli di questa situazione, in particolare a Felipe Calderon (presidente del consiglio) e a Juan Sabines (governatore del Chiapas), l'indiscutibile sostegno della società civile internazionale a favore dei diritti dei prigionieri e delle prigioniere politiche messicane e l'assoluta condanna delle irregolarità giudiziarie e penitenziarie che si verificano.
Libertà per i prigionieri politici!
È possibile mettersi in contatto direttamente con loro tramite i contatti twiters
Lic. Felipe de Jesús Calderón Hinojosa (Presidente della Repubblica)
Twitter: @FelipeCalderon y @GobFed
Lic. José Francisco Blake Mora (Ministro dell'Interno) Twitter: @FBlakeM y @SEGOB_mx
Lic. Juan José Sabines Guerrero (Governatore Costituzionale dello Stato del Chiapas)
Twitter: @Juansabinesg y @gubernaturachis
Dr. Noé Castañón León (Segretario Generale del Governo dello Stato del Chiapas)
Twitter: @gobiernochiapas
Lic. Raciel López Salazar (Procura Generale di Giustizia del Chiapas) Twitter: @pgjechiapas
http://www.autistici.org/nodos
*Pretendiamo la liberazione del professor Alberto Patishtan*
Il professor Alberto Patishtan, conosciuto per il suo attivismo a difesa dei diritti degli indigeni in Messico, è stato fatto sparire lo scorso 20 ottobre dal carcere del Chiapas, dove ha scontato 11 anni di pena, in seguito a una sentenza contestata per gravi irregolarità. Alberto, che soffre di diabete e ha contratto un glaucoma in prigione, è apparso qualche giorno dopo in un carcere di massima sicurezza a 2.000 km dalla sua famiglia, gli si rifiuta assistenza medica ed è soggetto ad isolamento totale per 23 ore al giorno. Il tuo aiuto è vitale.
Richiediamo al governo che rimetta in libertà il professor Alberto Patishtan.
Utilizza il modulo di questo link:
http://oiga.me/campaigns/exige
per scrivere una mail per chiedere la liberazione del professor Alberto Patishtan e la invieremo al presidente della Repubblica del Messico, al Governatore del Chiapas, al Ministro dell'Interno e alla Procura Generale di Giustizia del Chiapas. Puoi scrivere un testo a parole tue o, se preferisci, copiare e incollare questo messaggio:
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Libertà immediata per Alberto Patishtán!!!
Manifesto il mio sostegno affinchè il professor Patishtán venga messo in libertà e le trasmetto la mia severa condanna alle irregolarità giudiziarie e penitenziarie che si verificano in Messico.
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Alberto Patishtan è un maestro di origine Tzotzil di quarant'anni, aderente alla Sesta Dichiarazione Zapatista, che ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti dei popoli indigeni in Messico. Undici anni fa e dopo un torvo processo guidiziario, è stato condannato a 60 anni di prigione. Ciò nonostante, il professore ha incontrato dall'altra parte, un altro spazio dal quale cominciare una mobilitazione e smuovere le coscienze in merito al rispetto dei diritti dei detenuti.
In questo contesto e come membro dell'organizzazione "La Voz del Amate", il professor Alberto si è reso protagonista di numerose attività di protesta pacifica. I più recenti sono stati uno sciopero della fame e digiuni cominciati lo scorso 29 settembre insieme ad altri compagni, con l'obiettivo di denunciare non solo le irregolarità processuali ma anche i casi di tortura e minacce subite da moltitudini di prigionieri e prigioniere politiche. Alberto ha partecipato all'azione sin dall'inizio rischiando di accusare debolezza a causa del diabete e del glaucoma di cui soffre. Quest'ultimo, contratto in prigione.
Durante l'azione di protesta, all'alba del 20 ottobre, il maestro fu allontanato dalla prigione del Chiapas, senza previo avviso al Centro per i Diritti Umani Fray Bartolome de Las Casas, ente giuridico responsabile di rappresentarlo, nè comunicazione alla sua famiglia che con angoscia per alcune ore, ha temuto fosse scomparso. Alla fine è ricomparso nella prigione federale n° 8, a Guasave, Sinaloa, un centro di massima sicurezza a più di 2.000 km dal suo stato di origine, il Chiapas.
Ora, non solo si sa dove si trova ma addirittura è stato accertato che il professor Patishtán non riceve assistenza medica e che è obbligato a subire 23 ore al giorno di isolamento totale nella sua cella individuale. Se questa situazione dovesse protrarsi, Alberto potrebbe rimanere cieco in poco tempo.
Il maestro ha presentato il caso alla Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) e conta sull'enorme sostegno di organizzazioni internazionali e nazionali come Amnesty International o Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità, così come quello dei suoi compagni, familiari e reti di aiuto. A causa di tutto ciò, il governo non ascolta le sue denunce e continua coi metodi repressivi contro i membri di piattaforme come L'Altra Campagna.
Gli arresti all'insegna della noncuranza delle garanzie processuali di base e le denunce per torture e pratiche vessatorie sui prigionieri politici si ammassano e si dimenticano. Attraverso questa campagna, vogliamo trasmettere ai colpevoli di questa situazione, in particolare a Felipe Calderon (presidente del consiglio) e a Juan Sabines (governatore del Chiapas), l'indiscutibile sostegno della società civile internazionale a favore dei diritti dei prigionieri e delle prigioniere politiche messicane e l'assoluta condanna delle irregolarità giudiziarie e penitenziarie che si verificano.
Libertà per i prigionieri politici!
È possibile mettersi in contatto direttamente con loro tramite i contatti twiters
Lic. Felipe de Jesús Calderón Hinojosa (Presidente della Repubblica)
Twitter: @FelipeCalderon y @GobFed
Lic. José Francisco Blake Mora (Ministro dell'Interno) Twitter: @FBlakeM y @SEGOB_mx
Lic. Juan José Sabines Guerrero (Governatore Costituzionale dello Stato del Chiapas)
Twitter: @Juansabinesg y @gubernaturachis
Dr. Noé Castañón León (Segretario Generale del Governo dello Stato del Chiapas)
Twitter: @gobiernochiapas
Lic. Raciel López Salazar (Procura Generale di Giustizia del Chiapas) Twitter: @pgjechiapas
mercoledì, dicembre 14, 2011
Jovanotti, ed il suo mondo new age
«Per la precisione una media di 6,5 euro all'ora», corregge Paolo Rizzi, il presidente della Cooperativa On Stage per cui lavorava Pinna: «Era in regola sia dal punto di vista della sicurezza che da quello del contratto di lavoro. Avrebbe lavorato anche gratis, tanta era la sua passione. Ma noi abbiamo sempre pagato regolarmente».
«Francesco Pinna è morto costruendo una festa. Lavorando al montaggio di una struttura fatta per far divertire migliaia di persone. La sua morte è una immensa tragedia per una famiglia e per il mondo dei concerti» Jovanotti
domenica, dicembre 11, 2011
Un titolo di giornale e fascisti in azione
La Stampa di Torino fa un titolo così, sì quello che vedete a destra, ed in un quartiere di torino ieri si è scatenato l'inferno.
Cinquanta fascisti ( e come potremmo chiamarli altrimenti?) pensano bene di farsi giustizia da soli, indossano passamontagna, impugnano spranghe e invadono un campo Rom. Ne bruciano le baracche e le roulotte, tengono fuori i pompieri che provavano ad intervenire. Poi, una volta che il fratello della "vittima" racconta loro che la ragazza ha raccontato una balla, quelli alla spicciolata tornano nelle loro luride fogne.
Perché loro sono fatti così, prendono il primo titolo di giornale e poi basta che sia uno zingaro, un romeno o un marocchino e si attrezzano per fare la spedizione punitiva. Di solito in tanti contro gente inerme.
sabato, dicembre 10, 2011
A proposito degli scontri in Valle di Susa di ieri
COMUNICATO SULLE MANIFESTAZIONI
8 DICEMBRE 2005…..8 DICEMBRE 2011-12-09
Il movimento no tav ha voluto ricordare la liberazione di Venaus con una giornata straordinaria di lotta.
Da una parte l’accerchiamento alle reti e dall’altra il blocco autostradale della A32 andato avanti per ben 14 ore.
venerdì, dicembre 09, 2011
giovedì, dicembre 08, 2011
La società medievale del 2011
Siamo messi peggio o come nel medioevo, come allora una cerchia ristretta di nobili governa il resto della società, come allora questa cerchia vive di rendita a scapito di chi sopravvive con il suo pezzo di terreno, come allora una cerchia di cortigiani impiegati dello stato protegge quella gente, come allora i preti predicano nelle chiese la virtù della sopportazione per evitare che il popolo si ribelli, come allora i giullari intrattengono i nobili facendoli ridere dei loro paradossi a scapito del popolo. la differenza è che c'è la televisione ed i lobotomizzati ridono insieme ai nobili invece che dare fuoco a tutto.
martedì, dicembre 06, 2011
La crisi economica ed una reazione tranquilla
Vorrei tanto scrivere qualcosa che commenti quello che sta accadendo nella sfera politica ed economica di questa beneamata nazione. Lo vorrei fare senza scendere nel turpiloquio ma, e questa è la domanda, come cazzo posso fare?
domenica, dicembre 04, 2011
sabato, dicembre 03, 2011
Tra rivoluzione e lobotomizzati
Vivo in un posto in cui un tizio si dimette per uno scandalo che ha a che fare con mazzette e lo mandano a casa con 5 milioni di euro di buona uscita, il tutto dopo che ha gestito per anni una società che ne controlla un'altra in cui ha piazzato sua moglie che lì fa l'amministratore delegato. Di mestiere, tra le altre cose, fanno armi che ammazzano gente in giro per il mondo. In un'altra un tomo che una volta faceva il sindacalista oggi fa l'amministratore delegato delle ferrovie dello stato che, per incentivare l'alta velocità, manda a casa 800 lavoratori.Un tizio che guadagna 6 milioni di euro all'anno e non riesce a vendere macchine perché fanno cacare se la prende con gli operai che gli rompono i coglioni dopo aver chiuso un paio di fabbriche, ricattato qualche decina di migliaia di lavoratori e messo in cassa integrazione tutti gli altri.In tutto questo sembra che il problema di questo paese siano i padri che rubano il futuro ai figli. E, stando alla popolarità che gode il nuovo governo, parrebbe che i figli diano ragione a chi sostiene questa tesi. Sarà mica un paese pieno di giovani cervelli rincoglioniti questo?.
venerdì, dicembre 02, 2011
Come funziona il sistema previdenziale, spiega il premio nobel Brunetta
Sentire il professor Brunetta spiegare perché il sistema previdenziale è iniquo e va riformato è il miglior spot possibile per chi, come me, pensa che dietro a questa questione c'è una truffa ai danni di chi lavora.
Il discorso che fa il tipo lo potete sentire qui.
Quello che non vi sfuggirà è il modo fumoso, contorto ed approssimativo che questo tizio ha usato per dare forza ai suoi argomenti.
Mi limito ad un'osservazione sui numeri che "l'economista" va sciorinando di fronte alla platea.
giovedì, dicembre 01, 2011
Falsi miti: i tedeschi lavorano di più
Questa mattina ho ascoltato un tizio (naturalmente del PD) sulla 7 dire che in Germania si lavora più che in Italia, per sottolineare questo ha detto che i tedeschi hanno questo vantaggio rispetto a noi e lo sfruttano.
Avevo in testa ancora quella piccola ricerca sulla produttività dalla quale si evinceva che il problema era nella produttività da capitale (macchine), nei processi d'innovazione che mancano e nella scarsa qualità del tipo di produzione a cui si sono convertite gran parte delle imprese e non tanto nel quanto la gente spendeva del suo tempo in fabbrica.
martedì, novembre 29, 2011
Fascisti rossobruni e nazionalismi
Fonte:http://staffetta.noblogs.org/
Come si sa, l’ideologia del Fascismo è nata storicamente da una rete di scambi e ibridazioni fra “destra” e “sinistra”, combinando lotta di classe e nazionalismo, dittatura del proletariato e stirpe eletta, socialismo e razzismo. L’ideologia fascista da sempre si è alimentata di discorsi rivoluzionari per virarli verso l’autoritarismo. Per questo la resistibile ascesa dell’estrema destra porta con sé persistenti fenomeni di collaborazionismo e mimetismo politico. Per questo i neofascisti sono tanto interessati a fare discorsi “di sinistra”, “anticapitalisti”, “rivoluzionari”, “antimperialisti”. Non da oggi è la loro strategia, tanto più in tempi di crisi economica e crescente disagio sociale. Ripubblichiamo da Carmilla un articolo che fa il punto sulle organizzazioni neofasciste “rosso-brune”.
lunedì, novembre 21, 2011
TAV, 'Ndrangheta, Economist e politici subalpini
A Torino è in corso un'inchiesta sulla 'ndrangheta calabrese. Indovinate chi ha chiesto voti per le primarie ad un capo bastone della 'ndrangheta? Tale on. Lucà del PD
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