<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-20098079</id><updated>2012-01-30T17:54:08.260+01:00</updated><category term='guerre'/><category term='pensieri in libertà'/><category term='correre'/><category term='Marx'/><category term='killer'/><category term='Ricordi di militanza narrati'/><category term='Violenza pacifismo estremismo'/><category term='politica'/><category term='politica resistenza'/><category term='kilombo'/><category term='viaggi'/><category term='privato'/><category term='quiz'/><category term='Sionismo'/><category term='economia'/><category term='CRONACA'/><category term='mexico y guatemala'/><category term='romanzo'/><category term='Diritti civili'/><category term='Commenti in viva voce'/><category term='ambiente'/><category term='OGM'/><category term='statistiche'/><category term='Umorismo'/><category term='Culture ed opinioni'/><category term='Canzoni'/><title type='text'>astratti pensieri e mondo concreto</title><subtitle type='html'>"Ci sono battaglie perse in partenza. Questo non vuol dire che non si debbano combattere fino alla fine. Qualche volta, molto raramente, si vince."</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pensareinprofondo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20098079/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensareinprofondo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20098079/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18198700332010812211</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_GkH27oJFYrY/SxDqKVrnhxI/AAAAAAAABp4/MfQJP_48cq0/S220/fight.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1191</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20098079.post-4614481257408032</id><published>2012-01-30T17:53:00.002+01:00</published><updated>2012-01-30T17:54:08.271+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Monti, il liberismo e la ricetta messicana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggo che Monti vuole riformare le tanti leggi sul precariato in cambio della cancellazione dell'articolo 18 per i giovani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In buona sostanza si legittima il precariato a vita nelle aziende con piu' di 15 dipendendenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che i salari cresceranno del 12% e la disoccupazione non ci sara' piu'.Neanche il nano era arrivato a tanto in tempi migliori nel prefigurare il paese del bengodi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dire che quel signore ha la faccia come il culo e come lui i tanti che trasversalmente ne appoggiano le politiche e' lecito o no?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui da dove sono, in Mexico, leggere che le politiche neoliberiste proposte hanno&amp;nbsp; l'obiettivo&amp;nbsp; di salvare capre e cavoli di questo sistema e' surreale. Dove vivo in questo momento tutto e' lecito e possibile. Puoi aprire un'attivita' senza intoppi burocratici, metterti un banco con due fornelli ed iniziare a cucinare. Le tasse sono basse per questo tipo d'imprenditoria e non vanno oltre il 3% (non ho ancora capito se sul reddito o sul fatturato).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il paese del bengodi. Le statistiche recitano che la disoccupazione non supera il 5%, grazie al cazzo dico io. Basta stare con un po' di tacos da vendere sul ciglio di un marciapiede e ufficialmente sei un lavoratore a tutti gli effetti. Puoi sempre andare a dormire a Tepito o in uno degli innumerevoli slums di questa metropoli infinita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell'andare dal terminal Nord dei pullamn all'albergo ho visto due cartelli, nel primo veniva offerto un appartamento di 25 mq a 60 pesos al mq (il cambio e' di 17 pesos per 1 euro), nel secondo un parto in una clinica privata costava 6900 pesos.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi risparmio le statistiche sul reddito medio, il tasso di poverta' e le storie di violenza quotidiana. Vi lascio alle letture sulla vostra Repubblica perche' so che non ve ne frega un emerito cazzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pero' hermanos quello e' l'orizzonte. Quello e' il liberismo senza se e senza ma. La ricetta magica. Un paese di pesci muti senza neanche piu' le palle per scrivere su un muro la propria incazzatura perche' anche quello costa galera. La differenza tra qui e li' e che qui i pesci non sono muti e s'incazzano in un modo che il buon Fassino e quelli come lui definirebbe "terrorista".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine di questo giro mi chiedo cosa rimmarra' del belpaese. Una massa di precari a vita, per quelli che hanno il culo di trovare un impiego. Per il resto dei pezzenti la strada luminosa del fai da te, in fondo la pizza e' una roba mica tanto difficile da fare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Alberto, che soffre di diabete e ha contratto un glaucoma in prigione, è apparso qualche giorno dopo in un carcere di massima sicurezza a 2.000 km dalla sua famiglia, gli si rifiuta assistenza medica ed è soggetto ad isolamento totale per 23 ore al giorno. Il tuo aiuto è vitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Richiediamo al governo che rimetta in libertà il professor Alberto Patishtan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Utilizza il modulo di questo link:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://oiga.me/campaigns/exige-la-liberacion-del-profesor-alberto-patishtan" style="color: #1155cc;" target="_blank"&gt;http://oiga.me/campaigns/&lt;u&gt;&lt;/u&gt;exige&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;-la-liberacion-del-&lt;u&gt;&lt;/u&gt;profesor-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;alberto-patishtan&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per scrivere una mail per chiedere la liberazione del professor Alberto Patishtan e la invieremo al presidente della Repubblica del Messico, al Governatore del Chiapas, al Ministro dell'Interno e alla Procura Generale di Giustizia del Chiapas. Puoi scrivere un testo a parole tue o, se preferisci, copiare e incollare questo messaggio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libertà immediata per Alberto Patishtán!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manifesto il mio sostegno affinchè il professor Patishtán venga messo in libertà e le trasmetto la mia severa condanna alle irregolarità giudiziarie e penitenziarie che si verificano in Messico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alberto Patishtan è un maestro di origine Tzotzil di quarant'anni, aderente alla Sesta Dichiarazione Zapatista, che ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti dei popoli indigeni in Messico. Undici anni fa e dopo un torvo processo guidiziario, è stato condannato a 60 anni di prigione. Ciò nonostante, il professore ha incontrato dall'altra parte, un altro spazio dal quale cominciare una mobilitazione e smuovere le coscienze in merito al rispetto dei diritti dei detenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo contesto e come membro dell'organizzazione "La Voz del Amate", il professor Alberto si è reso protagonista di numerose attività di protesta pacifica. I più recenti sono stati uno sciopero della fame e digiuni cominciati lo scorso 29 settembre insieme ad altri compagni, con l'obiettivo di denunciare non solo le irregolarità processuali ma anche i casi di tortura e minacce subite da moltitudini di prigionieri e prigioniere politiche. Alberto ha partecipato all'azione sin dall'inizio rischiando di accusare debolezza a causa del diabete e del glaucoma di cui soffre. Quest'ultimo, contratto in prigione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante l'azione di protesta, all'alba del 20 ottobre, il maestro fu allontanato dalla prigione del Chiapas, senza previo avviso al Centro per i Diritti Umani Fray Bartolome de Las Casas, ente giuridico responsabile di rappresentarlo, nè comunicazione alla sua famiglia che con angoscia per alcune ore, ha temuto fosse scomparso. Alla fine è ricomparso nella prigione federale n° 8, a Guasave, Sinaloa, un centro di massima sicurezza a più di 2.000 km dal suo stato di origine, il Chiapas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, non solo si sa dove si trova ma addirittura è stato accertato che il professor Patishtán non riceve assistenza medica e che è obbligato a subire 23 ore al giorno di isolamento totale nella sua cella individuale. Se questa situazione dovesse protrarsi, Alberto potrebbe rimanere cieco in poco tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il maestro ha presentato il caso alla Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) e conta sull'enorme sostegno di organizzazioni internazionali e nazionali come Amnesty International o Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità, così come quello dei suoi compagni, familiari e reti di aiuto. A causa di tutto ciò, il governo non ascolta le sue denunce e continua coi metodi repressivi contro i membri di piattaforme come L'Altra Campagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli arresti all'insegna della noncuranza delle garanzie processuali di base e le denunce per torture e pratiche vessatorie sui prigionieri politici si ammassano e si dimenticano. Attraverso questa campagna, vogliamo trasmettere ai colpevoli di questa situazione, in particolare a Felipe Calderon (presidente del consiglio) e a Juan Sabines (governatore del Chiapas), l'indiscutibile sostegno della società civile internazionale a favore dei diritti dei prigionieri e delle prigioniere politiche messicane e l'assoluta condanna delle irregolarità giudiziarie e penitenziarie che si verificano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libertà per i prigionieri politici!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È possibile mettersi in contatto direttamente con loro tramite i contatti twiters&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Lic. Felipe de Jesús Calderón Hinojosa (Presidente della Repubblica)&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Twitter: @FelipeCalderon y @GobFed&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Lic. José Francisco Blake Mora (Ministro dell'Interno) Twitter: @FBlakeM y @SEGOB_mx&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Lic. Juan José Sabines Guerrero (Governatore Costituzionale dello Stato del Chiapas)&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Twitter: @Juansabinesg y @gubernaturachis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Dr. Noé Castañón León (Segretario Generale del Governo dello Stato del Chiapas)&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Twitter: @gobiernochiapas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Lic. Raciel López Salazar (Procura Generale di Giustizia del Chiapas) Twitter: @pgjechiapas&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Ne bruciano le baracche e le roulotte, tengono fuori i pompieri che provavano ad intervenire. Poi, una volta che il fratello della "vittima" racconta loro che la ragazza ha raccontato una balla, quelli alla spicciolata tornano nelle loro luride fogne.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché loro sono fatti così, prendono il primo titolo di giornale e poi basta che sia uno zingaro, un romeno o un marocchino e si attrezzano per fare la spedizione punitiva. Di solito in tanti contro gente inerme.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Queste merde saranno in prima fila, tra un po', ad agitare "le folle" con le loro parole d'ordine. Le solite su chi ruba il lavoro, l'Europa di merda e tutto quello che è l'armamentario classico. Basta sapere con chi si divide la strada quando si parla di certi argomenti per prendere un'altra via.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Naturalmente la Stampa ha capito di averla fatta grossa e, quindi, con la coscienza lurida pubblica questo articoletto:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="autore-girata" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #404140; font-family: Tahoma, Verdana, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: bold; line-height: 13px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 6px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-transform: uppercase;"&gt;GUIDO TIBERGA&lt;/div&gt;&lt;div class="luogo-girata" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #404140; font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 1.1em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-transform: uppercase;"&gt;TORINO&lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #404140; font-family: Georgia, Rekha; font-size: 13px; line-height: 20px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none;"&gt;&lt;span class="articolo" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif, 'Nimbus Roman No9 L'; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none;"&gt;Il razzismo di cui più dobbiamo vergognarci è quello inconsapevole, irrazionale, che scatta in automatico anche quando la ragione, la cultura, le convinzioni più profonde dovrebbero aiutarci a tenerlo lontano.&lt;br /&gt;Ieri, nel titolo dell’articolo che raccontava lo «stupro» delle Vallette abbiamo scritto: «Mette in fuga i due rom che violentano sua sorella». Un titolo che non lasciava spazio ad altre possibilità, né sui fatti né soprattutto sulla provenienza etnica degli «stupratori». Probabilmente non avremmo mai scritto: mette in fuga due «torinesi», due «astigiani», due «romani», due «finlandesi». Ma sui «rom» siamo scivolati in un titolo razzista. Senza volerlo, certo, ma pur sempre razzista. Un titolo di cui oggi, a verità emersa, vogliamo chiedere scusa. Ai nostri lettori e soprattutto a noi stessi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi auguro che il suo direttore metta mano al portafoglio e paghi la casa a quella gente. Solo questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Vergognoso il comportamento di alcuni agenti che, nonostante la gravità della situazione, non hanno ritenuto opportuno chiamare i mezzi di soccorso; solo dopo 30 minuti &amp;nbsp;la situazione si è sbloccata e l’ambulanza è potuta intervenire portando il giovane presso il CTO di Torino dov’è stato trattenuto in osservazione.&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;L’altro ferito grave è un operaio cinquantenne di Padova,&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;anch’esso colpito da un candelotto lacrimogeno in pieno viso. I medici delle Molinette, hanno dovuto compiere questa mattina una delicata operazione tentando ti riattaccare la retina e asportarne i cristallini frantumati. I chirurghi che hanno compiuto l’operazione sono titubanti sul fatto che l’occhio si possa salvare mentre è certo che il recupero totale della vista non potrà più avvenire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969); color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Molti altri feriti sono stati causati dal lancio di enormi pietre tirate dalle forze dell’ordine stesse&lt;/b&gt;; per fortuna questa volta alcuni operatori del Tg3 nazionale, bersagli anche loro prima di lacrimogeni e poi di pietre, hanno trasmesso le immagini in tutta Italia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ai feriti più o meno gravi va chiaramente tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969); color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;- Dopo lo sgombero della baita/presidio&amp;nbsp;&lt;/b&gt;(durato solo la notte di ieri: oggi la baita è di nuovo saldamente nelle mani del movimento)&amp;nbsp;&lt;b&gt;c’è stato un altro episodio inqualificabile: le forze dell’ordine sono entrate nella costruzione rovesciando una stufa ancora accesa,&amp;nbsp; svuotando le pentole con il cibo sul pavimento, distruggendo piatti e suppellettili e in seguito, come se non bastasse, hanno fatto arrivare un camion caricandolo di zaini, giacche e qualunque cosa potesse avere valore, compreso un generatore elettrico, alcuni telefonini, attrezzi per tagliare la legna e per la manutenzione del presidio come accette, seghe, falcetti, tenaglie ecc&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969); color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;- Continua l’abitudine di rilasciare fogli di via senza nessun motivo: ieri in 6 sono stati colpiti da questo assurdo provvedimento&amp;nbsp;&lt;/b&gt;con il divieto di poter andare nei comuni dell’alta valle e ad Avigliana per 3 anni. Nelle macchine di queste “pericolose” persone sono stati rinvenuti una punta da trapano e alcuni kaway.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969); color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp; Infine ancora oggi un brutto episodio di prepotenza da parte delle forze dell’ordine: un lavoratore di una cooperativa sociale della Valle è stato fermato mentre stava raggiungendo l’ecocentro di San Giorio che doveva essere aperto al pubblico.&lt;/b&gt;&amp;nbsp;La cooperativa si occupa, tra le altre cose, anche di giardinaggio e sul furgoncino usato dall’addetto erano presenti alcuni attrezzi di lavoro (falcetti, piccoli coltellini, vestiti di ricambio…). La polizia ha pensato bene di sequestrare il materiale tenendo il malcapitato fermo due ore e facendo così ritardare l’apertura dell’ecocentro creando così un danno non indifferente alla cooperativa.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969); color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Dal 27 giugno, giorno dello sgombero della Maddalena, abbiamo promesso che continueremo&lt;/b&gt;&amp;nbsp;a organizzare iniziative concrete di lotta fino a quando quelle reti non cadranno con il loro contenuto di distruzione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969); color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Oggi, rafforzati dalla mobilitazione di questi giorni, ribadiamo ancora più forte che non faremo un passo indietro!&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969); color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Comitato no tav spinta dal bass – spazio sociale libertario takuma&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: rgba(255, 255, 255, 0.917969); color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Concedo il fatto che dal momento in cui qualcuno impose, ad una massa di persone, regole e comportamenti con cui condividere i metri quadri all'interno dei quali conviver,e in nuce emersero gli elementi che hanno caratterizzato la base della storia per come si è sviluppata negli ultimi 7000 anni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;Chiamateli come volete, sacerdoti, principi guerrieri, re, padroni o borghesi il succo alla fine è quello.C'è un corpo organizzato che vive di rendita sulla massa delle persone in &amp;nbsp;virtù del potere che riescono ad esercitare su questi ultimi. Il presupposto è la frantumazione negli interessi di quel corpo sociale, farli sentire individualmente un unicum rispetto al resto e governarli grazie all'apparato che consente l'applicazione delle leggi, la repressione di chi non ci sta e la trasmissione dei valori fondativi con strumenti che tengono conto di come la comunicazione pervasiva possa essere più efficace se usata nel giusto modo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;E come potremmo spiegarci altrimenti secoli di comportamento brutale che ha come unico obiettivo la sottomissione di qualcun altro per sfruttarne le risorse di dove abita o vive, o la forza lavoro, con l'unica meta che è quella di accrescere la propria ricchezza e la disponibilità di risorse per continuare ad andare avanti, a queste condizioni, su questo pianeta?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;Certo la democrazia è un esercizio complicato. E come si coniuga l'economia liberale con la democrazia?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;Non si coniuga affatto a vedere quello che accade, o quantomeno una delle due ha un falso fondativo nel suo svilupparsi concretamente giorno dopo giorno. Costringe l'altra ad essere un simulacro ed un concetto vuoto e falso. E, tra le due, quella che perde è la democrazia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;L'economia non può essere liberale (liberista o come pensate sia meglio usare questo termine), non può lasciare libero arbitrio all'individuo perché i risultati stanno lì a dimostrare che quello che si sviluppa è un mostro con mille teste, che divora il corpo sociale, lo costringe &amp;nbsp; in angoli angusti, produce una società che ha di fronte a sé solo orizzonti cupi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;Ed in questo orizzonte cupo bisogna scegliere, osare e rompere la macchina, essere brutali perché quel mostro è già brutale. Rivoltare e rivoluzionare le basi e le fondamenta recuperando il senso comune e di comunità. Costringere l'altro ad esser uno dei tanti strumenti per lo sviluppo della "democrazia" e non il contrario.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;Esempio di giullare che fa ridere di gusto una "nobile" impiegata dello stato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/0Jshsm7J-FM?rel=0" width="350"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Lo vorrei fare senza scendere nel turpiloquio ma, e questa è la domanda, come cazzo posso fare?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già, come cazzo posso fare a non bestemmiare di fronte alla tensione emotiva della Fornero mentre ci racconta il modo in cui diventeremo più miserabili? Come posso farlo senza dare un'occhiata a quella pubblicità delle assicurazioni generali che mi sollecita a coprire la parte di pensione che mi mancherà,per sopravvivere,aderendo ad uno dei suoi prodotti? E mi dice questo con un bel grafico in cui il rapporto tra quello che è un salario medio e l'assegno da vecchio sarà equivalente a meno del 60% del primo?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, soprattutto, come cazzo faccio a risparmiare soldi per anni e per il futuro per evitare la mensa dei poveri se già oggi quello che ho non mi basta per andare avanti?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ditemi come cazzo faccio a non bestemmiare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dice che 'sta roba è equa, e lo dice pure quella faccia di merda della presidentessa degli industriali. Aggiunge, con il suo faccino a cazzo abbronzato, che così abbiamo il sistema pensionistico migliore del mondo. Migliore pure di quelli della Georgia e del Guatemala immagino io.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come sono contento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sono proprio contento che me lo dica una che ha una miriade di società all'estero per non pagare le tasse in Italia, un papà che è stato indagato per smaltimento illecito rifiuti pericolosi ( a proposito come è andata quella vicenda?). Una che a proposito dello scudo fiscale disse che era un "male necessario".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così questa gente, figli di un sistema che si è consolidato nei secoli sulle rapine a danno dei poveracci, ci prende per il culo e noi lì muti e pippe senza reagire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Loro sono quelli che appartengono alla classe dei privilegiati che hanno sempre rapinato il poveraccio di turno. Ci hanno sviluppato una rivoluzione industriale, i loro parenti stretti inglesi, con il metodo della rapina. E sì, perché vale la pena ricordarselo qual'è la filosofia di fondo che li ha sempre accompagnati.Basta leggere i libri di &amp;nbsp;storia. Anche quelli scritti da 'ste merde per capire qual'è il senso dell'ambaradan.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ti fotto perché ho un esercito di servi e tanto denaro che me lo consentono, e tu sei un povero sfigato"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così il sangue torna agli occhi, e non c'è più un cazzo voglia di stare a mediare e fare discorsi complicati, cercare le ragioni del perché e del percome. Basta applicare il senso pratico di un bambino per rendersi conto che è sempre peggio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci vogliono convincere che siamo tutti nella stessa barca, che lo dobbiamo fare per i nostri figli etc.etc.etc.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi le cose stanno lì in tutta la loro evidenza, i preti continuano a non pagare un cazzo, continuiamo a fare la guerra a quattro pastori in Afghanistan, ci comperiamo qualche centinaio di aerei per bombardare meglio e in modo più intelligente, i mafiosi e le le loro confraternite continuano a fare affari senza il problema della ricevuta fiscale, i dentisti e gli avvocati pure, per non parlare della miriade di parassiti che ti succhia il sangue tutta la vita per tutte le scoreggete che ti scappano dal culo in questo percorso di vita di merda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le loro meravigliose idee di sviluppo negli ultimi venti anni (tanto per fermarsi lì) hanno prodotto una società ancora più diseguale, con più poveri, più problemi e più gente sola e senza speranza.&lt;br /&gt;E' la bellezza della democrazia, ti rendono povero e miserabile, ci fanno un po' di statistiche, i loro figli le studiano all'università facendo "OOOOOOOHHHHHHHHHHHHHH!!!!" e poi te lo raccontano contriti come ha fatto l'OCSE.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure imperterriti vanno avanti e n l loro cranio microcefalo non sorge neanche il più piccolo dei dubbi. Magari una piccola domanda "Aho'! ma se devono campà in media 79 anni ma è proprio necessario costruì 'na società de gente 'ncazzata che sta male?"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Di mestiere, tra le altre cose, fanno armi che ammazzano gente in giro per il mondo. In un'altra un tomo&amp;nbsp;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;che una volta faceva il sindacalista oggi fa l'amministratore delegato delle ferrovie dello stato che, per incentivare l'alta velocità, manda a casa 800 lavoratori.Un tizio che guadagna 6 milioni di euro all'anno e non riesce a vendere macchine perché fanno cacare se la prende con gli operai che gli rompono i coglioni dopo aver chiuso un paio di fabbriche, ricattato qualche decina di migliaia di lavoratori e messo in cassa integrazione tutti gli altri.In tutto questo sembra che il problema di questo paese siano i padri che rubano il futuro ai figli. E, stando alla popolarità che gode il nuovo governo, parrebbe che i figli diano ragione a chi sostiene questa tesi. Sarà mica un paese pieno di giovani cervelli rincoglioniti questo?.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Probabilmente sì. Ammetto che non è facile resistere alla manipolazione continua fatta dai media, da quello che ti scorre davanti tutti i giorni e che continua a martellarti il cervello in tutto ciò che ha sembianza di messaggio. Che sia un cartellone pubblicitario o il parere di qualche esperto che ascolti in TV quando ne hai voglia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Ieri sera per un attimo ho sentito Severigni (un fighetto con capelli tutti bianchi e che parla con la erre moscia da New York) dire le solite cose ripetute mille volte. Bisogna lavorare di più e per più anni, rinunciare ad un sacco di cose che nella vita di uno qualsiasi di noi segnano la differenza tra vivere con il naso sopra il livello dell'acqua e respirare o morire affogato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;E non vale niente che quelle cose dette così ed in quel modo sono solo un cumulo di cazzate e non sono, soprattutto, vere.Ma chi può contrastare uno come quello là? Uno che quando finirà con il suo mantra ne avrà mille altri pronti a sostituirlo nel suo dire? Io, voi? E come? Con quale forza e con quale attenzione da parte di chi avrebbe tutto l'interesse ad andare fino in fondo su certe questioni?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Chi glielo racconta ai più che i Greci in media lavorano più dei tedeschi così come gli Italiani, che un operaio non decide sul grado d'innovazione e sulla qualità delle cose da produrre e vendere sul "famoso mercato". Che in pensione siamo messi e lo siamo stati né più e né meno come quelli del nord e meglio dei francesi. Che tutta la flessibilità del mondo non ha salvato gli yankee da questa roba che chiamano crisi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Manca la voglia di interrogarsi e capire, hanno spogliato le persone dalla voglia di indagare. Il terrorismo che corre quotidianamente a botte di grafici e spread che salgono impetuosamente, gli scenari foschi e la mancanza di prospettiva che non sia nell'orizzonte che ti hanno incollato davanti alla tua finestra hanno ridotto gran parte delle persone, che vivono in questo paese, in una massa acefala che cammina con le mani sulle orecchie quasi a proteggersi e con la bocca spalancata in un urlo liberatore &amp;nbsp;dire:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;"fate qualsiasi cosa ma lasciatemi sopravvivere, sono disposto a tutto".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;E loro qualcosa lo stanno facendo. Una lenta spoliazione dei più a vantaggio di pochi. una roba che in questo cesso di mondo non è una novità da secoli. Riescono a tirare fuori argomenti vecchi che servono sempre, e che di solito salutano l'esercito di infanti che parte per una guerra in cui morire a vantaggio di qualche monarca assoluto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Con un vecchio novantenne, famoso per aver fatto la cresta anche sul biglietto aereo che doveva pagare con il suo ricco rimborso da parlamentare europeo, dire con il dito alzato a mò di ammonimento "La comunità, facciamolo per l'Italia, ce la dobbiamo fare."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Ma per chi? Per noi o per loro? No. Per lui, per il mercato. Quell'entità imponderabile che governa la vita di milioni d'individui. Una roba che risponde a logiche di efficienza, vantaggio competitivo e affidabilità. Metti insieme tutta questa roba e non riesci a capire come l'uomo (in senso lato) dopo essere riuscito a dominare quelle che lui chiama "le forze della natura", cambiato il paesaggio di tanti luoghi, imbrigliato la forza di tanti fiumi, maree ed uragani non riesca a mettere ordine in modo razionale a quella roba che chiamano economia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;C'è finzione in tutto questo e la cosa è chiara, avvertita inconsciamente od epidermicamente. Però chi può riannodare i fili di un discorso, rispolverare e dare il giusto senso a parole come comunità? Lavorare e produrre soluzioni per noi in quanto soggetto collettivo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline;"&gt;Forse abbiamo bisogno del cataclisma, dell'azzeramento e del default. Il problema, per come la vedo io, e che ripartiremo da punto in cui tutto e crollato, ripetendo gli stessi errori e che quel macello servirà a rendere più ricco chi già lo è e più disperato chi lo sta diventando ogni giorno che passa. A meno che la rivoluzione non sia tale sul serio con il suo tributo di martiri e teste mozzate, e non una passeggiata a Zuccotti Park. Come lo fu a favore della borghesia qualche secolo fa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; font-weight: normal; line-height: 14px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: left; word-break: break-word; word-wrap: break-word;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline; font-size: xx-small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;la l'appropriazione="" ma="" privata="" produzione="" resta="" sociale,="" è=""&gt;&lt;/la&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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C'è qualcuno in Italia che gode di questo privilegio tra i lavoratori? Cioè che puo' permettersi di avere l'equivalente di 30 anni di contributi per avere una pensione da scialacquare a 55 anni che vale tra il 60 ed il 70% della sua busta paga (perché se vale la regola versi per due ti pago 1 anno 30:2=15)?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Magari qualche onorevole o senatore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;veniamo a cose serie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi mediamente si va in pensione, con le regole attuali,a 59 anni e rotti (età anagrafica).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se uno però guarda un po' in giro scopre che:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px;"&gt;&amp;nbsp;"Nel 2010 la Commissione europea per gli affari economici e finanziari ha elaborato dati riferiti al 2008. Intanto per tutti i paesi europei risulta una differenza tra l’ età fissata dalla legge e l’ età reale di pensionamento. In Germania, per esempio, l’ età media del pensionamento reale era di 61,7 anni; la Francia di 59,3 anni; l’ Italia di 60,8; la Danimarca di 61,3. Come si può vedere in Germania andavano in pensione alcuni mesi dopo di noi, per converso noi andavamo in pensione alcuni mesi (17) dopo la Francia e la Danimarca (5). Ci sono delle differenze, ma le nostre non sono così drammatiche come vengono presentate.&amp;nbsp;"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px;"&gt;Quindi abbiamo un documento della commissione europea che dice già qualcosa di diverso rispetto al sentito dire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo scalino dell'età di pensionamento è destinato a crescere nel tempo stante che, pur a fronte di un minimo di 40 anni di contributi, con il meccanismo delle finestre di uscita oggi devi lavorare un anno e tre mesi in più (quindi siamo già ai famosi 41 anni) senza che per questo lo stato ti riconosca alcunché sulla pensione. Infatti continui a pagare il 33% di contributi sul tuo salario, per quell'anno e tre msei in più di lavoro, senza che ciò influisca su quanto incasserai come assegno pensionistico. Possiamo dire che sono i lavoratori, in questo caso, a regalare il 33% dei loro soldi a qualcun altro?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Veniamo alla questione relativa all'aspettativa di vita partendo da una distinzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #666699; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 16px; text-align: justify;"&gt;"Nell'Unione Europea, la speranza di vita è di 78,6 anni (74,7 anni per gli uomini e 82,5 per le donne).&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #666699; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 16px; text-align: justify;"&gt;Nell'Unione Europea, la speranza di vita in buona salute è di 70,4 anni per tutti i cittadini (68,2 per gli uomini e 72,6 per le donne).&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #666699; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 16px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #666699; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 16px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px;"&gt;Al momento in Italia l'aspettativa di vita per un italiano medio è di 79,12 anni ponendosi al secondo posto nella classifica europea, mentre sale al primo posto per l'aspettativa di vita in salute che è pari a 71,20 anni."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rifacendo un po' i calcoli di Brunetta possiamo dire che oggi un lavoratore che versa contributi per 40 anni, e che di fatto ne lavora 41,3, andando in pensione a 59 anni (che significa aver iniziato a lavorare a 18) è in grado di pagarsi la sua pensione (il 60/70 percento spannometrico del suo salario) senza per questo dover ringraziare nessuno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Deve avere la fortuna di godere di buona salute, cosa che stando alle statistiche non è certa, visto che con buona probabilità dai 70 anni in su avrà la necessità di qualcuno che l'assista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prospettiva, in ogni caso per gli altri, è quella di lavorare fino a 67 anni (perché così vogliono i tecnocrati) con la bellezza di tre anni alla grande ed il resto nella merda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma tutto questo a fronte di che tipo di società e di mercato del lavoro?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo Brunetta non lo dice ed a quelli come lui e come Ichino non interessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per loro conta che qualcuno (i giovani) regala a qualcun altro (i vecchi) una roba che lascerà i primi in mutande. Si perché la questione non è che quelli come Brunetta, Ichino, Marchionne e soci costruiscono un sistema di bassi salari, in cui se va bene inizi a lavorare seriamente dai 30 anni in poi se non te la sfanghi con una partita IVA ed il bollino di imprenditore e libero professionista sul berretto. No, la questione non è quella. Il problema sono quei rincoglioniti dei loro padri che hanno la pretesa, dopo 41 anni di lavoro, di godersi qualche anno senza rotture di coglioni prima di morire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Questa “omissione” diventa particolarmente sorprendente quando si osserva che, negli ultimi venti anni, nell’economia italiana si è verificato un deciso rallentamento dell’accumulazione di capitale, soprattutto di tipo innovativo, e che questo ha avuto ripercussioni particolarmente negative sulla dinamica della produttività.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #555555; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #555555;"&gt;In breve, la nostra tesi è che a partire dagli anni novanta&lt;/span&gt;&lt;b style="background-color: white;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt; la maggiore flessibilità del mercato del lavoro, assieme ad altri mutamenti profondi del funzionamento di questo mercato, come l’immigrazione, abbia fornito minori incentivi all’accumulazione di capitale, frenandone il ritmo di crescita e influenzando negativamente la produttività. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #555555;"&gt;Il legame tra i due fenomeni (la decelerazione nel ritmo di crescita del capitale e la stagnazione della produttività del lavoro) ha avuto due snodi importanti: il rallentamento dell’intensità di capitale, cioè del rapporto capitale/lavoro; il fatto che questo rallentamento, interessando in particolar modo il capitale innovativo, abbia prodotto effetti negativi sulla produttività, sia diretti (attraverso l’intensità di questo tipo di capitale) che indiretti (non favorendo il progresso tecnico e dunque la crescita della PTF).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.nelmerito.com/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=992&amp;amp;Itemid=73"&gt;il resto qui&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2° punto: ma quanto lavorano i tedeschi?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #4d4d4d; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 22px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;ROMA – Le considerazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel secondo cui nei paesi dell’Europa latina come Grecia, Spagna e Portogallo regna il “lassismo sociale” sono state confutate da un’analisi della banca francese Natixis, che ha scoperto come i “tedeschi lavorano molto meno rispetti agli europei meridionali e non lavorano più intensamente”, come ha sottolineato Patrick Artus, capo economista di Natixis.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #4d4d4d; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 22px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;L’analisi fa una chiara panoramica delle ore di lavoro e delle età medie di pensionamento: in media un tedesco lavora 1390 ore l’anno e va in pensione a 62,2 anni, al contrario di Grecia dove le ore lavorative annuali sono in media 2119 e con 61,5 anni in media di età per la pensione. Il Portogallo è il paese dove l’età media di pensionamento è più alta con i suoi 62,6 anni in cui il lavoratore in un anno è impegnato per 1719 ore, situazione simile a quella spagnola con età media di pensionamento pari a 62,3 anni e le sue 1654 ore di lavoro. Anche l’Italia è un paese meno “lasso socialmente” di quanto la cancelliera Merkel possa pensare con le sue 1773 ore lavorative in media all’anno, anche se la pensione arriva prima, in media attorno ai 60 anni di età.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #4d4d4d; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 22px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;Se dunque i paesi dell’Europa latini sono tutt’altro che “lassi”, rimane il dubbio sulla profonda differenza in termini di guadagni tra uno stato come la Germania e ad esempio la Grecia, paese in cui la crisi economica ha suscitato profondi disagi. La risposta secondo Artus è da cercare nella “qualità” del lavoro, poiché lo stato tedesco da sempre punta sull’innovazione e la ricerca, investendo nella specializzazione dell’industria di alto livello, agevolato anche dai risparmi elevati del settore privato, oltre che dalla manodopera altamente qualificata, al contrario di Grecia, Spagna e Portogallo.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #4d4d4d; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 22px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;Il numero di brevetti che ogni anno la Germania deposita supera di 70 volte il numero di brevetti depositati da Spagna, Portogallo e Grecia messi insieme, una testimonianza significativa delle differenti scelte economiche attuate dai vari paesi, da cui si evince che il netto divario non è delineato dal “lassismo sociale”, bensì dal mancato investimento in ricerca ed innovazione da parte dei paesi delle’Europa latina, che a fronte di una maggiore produzione rispetto alla Germania non ottengono gli stessi guadagni.&lt;/div&gt;&lt;div class="data_articolo" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; clear: both; color: #4d4d4d; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 22px; margin-bottom: 10px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;6 giugno 2011&lt;/div&gt;&lt;div class="data_articolo" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; clear: both; color: #4d4d4d; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 22px; margin-bottom: 10px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;Fonte:http://www.blitzquotidiano.it/&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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L’ideologia fascista da sempre si è alimentata di discorsi rivoluzionari per virarli verso l’autoritarismo. Per questo la resistibile ascesa dell’estrema destra porta con sé persistenti fenomeni di collaborazionismo e mimetismo politico. Per questo i neofascisti sono tanto interessati a fare discorsi “di sinistra”, “anticapitalisti”, “rivoluzionari”, “antimperialisti”. Non da oggi è la loro&amp;nbsp;&lt;a href="http://staffetta.noblogs.org/post/2010/01/10/uscita-la-controrivoluzione-preventiva-di-luigi-fabbri" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #cc6600; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;strong style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;strategia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, tanto più in tempi di crisi economica e crescente disagio sociale. Ripubblichiamo da&amp;nbsp;&lt;strong style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2010/07/003561.html#003561" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #cc6600; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"&gt;Carmilla&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;un articolo che fa il punto sulle organizzazioni neofasciste “rosso-brune”.&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 13px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;I rosso-bruni: vesti nuove per una vecchia storia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;di Valerio Evangelisti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;[Questo breve articolo di tono divulgativo, apparso sul numero di giugno della rivista&amp;nbsp;&lt;em style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;Su la testa&lt;/em&gt;, legata al PRC, non doveva apparire su Carmilla. Esistono in rete inchieste sullo stesso tema molto più accurate, di cui fornirò i riferimenti. Se mi risolvo a pubblicarlo qui è perché, a scoppio ritardato, ha causato nei diretti interessati reazioni scomposte, ai limiti dell’isteria. In particolare, ciò è avvenuto per le tre righe piuttosto neutre consacrate a Costanzo Preve, elencato tra i marxisti sedotti dall’ipotesi rosso-bruna. In appendice, fornirò qualche indicazione bio-bibliografica sui curiosi difensori che, per l’occasione, l’illustre “filosofo marxista” ha trovato. Naturalmente, a tutti è lecito cambiare idea, ma se la schiera dei “versipelle” è troppo folta dà adito a sospetti.]&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;L’ultimo, sconcertante prodotto della strana famiglia che sto per descrivere ha per nome “autonomi nazionalisti”. Si tratta in effetti di giovani neonazisti che fanno propri alcuni simboli esteriori non tanto dell’autonomia, quanto dell’anarchismo più radicale.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;a href="" name="more" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #cc6600; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;" title="more"&gt;&lt;/a&gt;Vestono le tutine nere dei “Black Bloc”, si fregiano della A cerchiata. Di recente hanno occupato una casa rurale abbandonata nei pressi di Pavia, con l’intento di farne un centro sociale. Inalberano l’insegna del movimento internazionale “Antifa Aktion”, rappresentata da una bandiera rossa giustapposta a una nera, se i militanti sono in prevalenza marxisti, o una nera su una rossa, se prevalgono gli anarchici. L’emblema vuole comunque indicare l’unità di anarchici e marxisti contro il fascismo. Non è così per gli “autonomi nazionalisti”. Nella loro versione, la bandiera nera copre la rossa, ma la scritta attorno è “Anti-Antifa Aktion”. Il nemico è dunque l’antifascismo militante.&lt;span id="more-174" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Si tratta, in Italia, di un pugno di giovanotti, per di più invisi a Casa Pound, che li ha trattati a male parole. In realtà il piccolo movimento è nato in Germania, dove, visto il successo degli “Antifa”, alcuni militanti di estrema destra hanno pensato che fosse solo questione di&amp;nbsp;&lt;em style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;look&lt;/em&gt;; poi il nucleo iniziale si è ramificato, raggiungendo persino l’Australia. Prassi di questi gruppi? Infiltrarsi nelle manifestazioni degli Antifa e causare il maggior numero possibile di danni insensati, con obiettivi certamente diversi da quelli dei Black Bloc propriamente detti.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Restano comunque un’esigua minoranza, come gli “anarchici nazionalisti” che li avevano preceduti. Ben diverso – anche se numericamente ancora marginale – il peso esercitato dalla tendenza fascista detta “rosso-nera”, o “comunitarista”, o “nazional-bolscevica”, o “socialista nazionale”. In Italia è una&amp;nbsp;&lt;em style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;lunatic fringe&lt;/em&gt;, eppure può contare su un quotidiano, qualche rivista, diverse case editrici e molti siti web, che alcuni, in buona fede, credono di estrema sinistra. Il fatto è che questo filone ha una sua storia e, qui e là per l’Europa, persino un suo radicamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Un recente numero del Bollettino Aurora di Alex Lattanzio – pubblicazione “rosso-bruna” in rete molto ben dissimulata, tanto che prende nome dal famoso incrociatore che appoggiò gli insorti della Rivoluzione d’Ottobre – rievocava i “padri nobili” in quei comunisti nazionalisti che negli anni ’20, in Germania, ebbero un qualche seguito, fino a venire cancellati dai nazisti hitleriani. In realtà, l’origine della corrente è più recente. Il fondatore autentico è il belga Jean-François Thiriart (1922-1992), ex combattente delle SS valloni, collaborazionista in nome di gruppuscoli provenienti dall’estrema sinistra approdati al sostegno al Terzo Reich. Nel dopoguerra, Thiriart pagò le sue scelte con alcuni anni di carcere. Tornato in libertà, fondò alla fine degli anni ’50 il movimento Jeune Europe (avente per simbolo la croce celtica, poi divenuta di uso comune a destra), che si opponeva alla decolonizzazione del Congo belga, dell’Algeria e degli altri possedimenti europei in Africa. In Italia, Jeune Europe ebbe quale primo referente Ordine Nuovo, mentre all’interno dell’OAS (Organisation Armée Sécrète) franco-algerina, trovò un discepolo brillante e intelligente in Jacques Susini, l’ideologo del gruppo terroristico.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Lentamente, tuttavia, le idee di Thiriart, inizialmente tanto antiamericane quanto antisovietiche e centrate sulla nozione di Europa quale culla della civiltà, mutarono. Cominciò a leggere l’URSS quale baluardo nazionalista, specialmente nella figura di Stalin, e a considerare con simpatia la Cina. Formulò la nozione di “Eurasia”, entità politica e culturale in fieri capace di dare scacco all’imperialismo americano, ormai quasi il solo nemico (con la sua appendice ebraica, Israele). Accantonò il filocolonialismo per appoggiare i movimenti di resistenza dell’America Latina e del Medio Oriente.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;In Italia i referenti cambiarono. Per i dettagli rimando a un saggio di Claudia Cernigoi,&amp;nbsp;&lt;strong style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;a href="http://www.nuovaalabarda.org/dossier/comunitaristi_e_nazimaoisti.pdf" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #cc6600; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"&gt;La strategia dei camaleonti: comunitarismo e nazimaoismo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, apparso nel 2003 sulla rivista triestina La Nuova Alabarda e facilmente reperibile sul web. Vi si trova anche un dizionario con i nomi più significativi, sempre ricorrenti. Riassumendo almeno tre decenni, chi traspose in Italia le nuove idee di Thiriart fu in primo luogo “Lotta di popolo”, il più noto gruppo detto nazi-maoista. Seguirono “Lotta Studentesca”, in parte “Terza Posizione”, la rivista “Orion” di Milano (facente capo alle edizioni Barbarossa e alla Libreria del Fantastico di viale Plinio), fino all’ala estrema e armata, i NAR di Giusva Fioravanti. Più raggruppamenti minori, misticheggianti o aventi radicamento locale, in forma di circoli e associazioni culturali.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Più interessante vedere gli sviluppi attuali. Non senza avere notato che quella componente, sicuramente minoritaria, del fascismo “di sinistra”, ha comunque contagiato l’intero arco della destra extraparlamentare, o parzialmente extraparlamentare in quanto associata elettoralmente ai partiti del centrodestra. Se ne trovano tracce in Fiamma Tricolore, in Forza Nuova, in Casa Pound-Blocco Studentesco (l’espressione più “moderna” e originale) e in molte formazioni assenti dalla scena nazionale. Una rassegna dei gruppi e dei siti che sto per citare è compresa in un saggio, L’arcipelago della destra radicale, presente nel sito web L’Avamposto degli Incompatibili (ora&amp;nbsp;&lt;strong style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;a href="http://www.laltralombardia.it/public/docs/rifiuti3.html" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #cc6600; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;). Quello che tento ora è un rapido aggiornamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Anzitutto è d’obbligo il rimando a una delle maggiori formazioni che agiscono a livello europeo, a dimostrazione che siamo di fronte a una piccola Internazionale. Si tratta del&amp;nbsp;&lt;strong style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;a href="http://www.pcn-ncp.com/" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #cc6600; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"&gt;Partito Comunitario Nazional-Europeo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, i più diretti eredi di Jean-François Thiriart. Quando si accede in rete al loro sito, si è accolti dall’inno sovietico. Si passa poi a una pagina fitta di ritratti di Stalin e Che Guevara. Il partito sembra avere molte filiazioni soprattutto nell’Est europeo, e, quanto all’Europa occidentale, in Francia. Qui pubblica un periodico, Les Causes du Peuple. Fa il verso a La Cause du Peuple, il noto settimanale maoista francese diretto, negli anni successivi al ’68, da Jean-Paul Sartre. Per comprendere l’ispirazione autentica basta esaminare il dossier dedicato a Thiriart, in termini osannanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il PCN non sembra avere relazioni dirette con il russo&amp;nbsp;&lt;strong style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;a href="http://www.nazbol.ru/" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #cc6600; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"&gt;Partito Nazional-Bolscevico&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;fondato dal poeta e scrittore Eduard Limonov (eccellente, va detto, in entrambe le sue espressioni artistiche). Questo è un partito slavofilo, aggressivo, trasgressivo, che di comunista non ha molto, a parte il solito richiamo alla grandezza di Stalin. Raccoglie giovanissimi sotto bandiere curiose: falce e martello in un cerchio rosso (o nero) che ricorda le insegne naziste, o, addirittura, l’immagine di Jean Marais con maschera verde nel film “Fantomas ‘70”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli italiani sono più seri e, pur condividendo in certa misura le idee dei loro confratelli dell’Europa orientale, sono più abili a camuffarsi. Prima di catalogarli, vediamone le idee di fondo (non comuni a tutti i nuclei, ma alla maggior parte):&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;- L’unione di Europa e Asia (“Eurasia”) è in grado di sconfiggere l’imperialismo statunitense. Chiaramente, l’attuale Unione Europea non è un passo avanti in quella direzione (e qui mi sento di concordare);&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;- A questo fine, va bene l’alleanza con tutti gli Stati e le forze che perseguono il medesimo obiettivo, dagli integralisti islamici, ai nazionalisti slavi, a paesi socialisti o socialisteggianti come Cuba, il Venezuela o altri dell’America Latina;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;- Il capitalismo è aborrito, ma identificato in sostanza con le banche e i grandi fondi di investimento. Nella maggior parte dei casi nelle mani di ebrei;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;- Il conflitto di classe è taciuto o considerato “superato”. Non rientra negli schemi interpretativi. I rapporti di forza sono diventati “geopolitici”, e la Russia di Putin, la Cina o il Vietnam che promuovono il neocapitalismo, l’Iran ecc. sono oggettivamente oppositori del sistema globale. Le classi escono dal quadro. Si parla di “nazioni”, “etnie” o “popoli” come surrogato delle classi;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;- Nessun “comunitarista” si definirebbe razzista. Ogni comunità deve mantenere la sua identità culturale, e nel proprio ambiente va più che bene. Gli esodi di massa verso i paesi più ricchi sono dovuti non a miseria, ma un piano americano per piegare l’Europa – e la futura Eurasia. Ovviamente con l’appoggio della finanza internazionale e dei suoi organi di controllo, che mirano a soffocare la nostra cultura e ad averci in pugno per debolezza di fronte all’invasione;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;- Israele è identificato con gli ebrei&amp;nbsp;&lt;em style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;in toto&lt;/em&gt;, e comanda in pratica il mondo intero. La resistenza alla politica del governo israeliano è indifferenziata. Contro gli israeliani, per i rosso-bruni, va bene di tutto: i palestinesi veri e propri (in tutte le loro componenti, spesso assai diverse), i talebani, gli estremisti islamici, Ahmadinejad, fino ai naziskin di quartiere. Il nemico sono “gli ebrei” in genere. Controllano il sistema finanziario, si sono inventati l’Olocausto per tenerci sotto ricatto perenne. Ciò li coinvolge come “genus” potenzialmente pericoloso, a prescindere da età, sesso, cultura, fede religiosa o non religiosa effettiva, ecc.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Questo “corpus” di idee, condiviso in larga misura ma raramente in ogni punto, connota vari piccoli gruppi esistenti in Italia, maestri di confusione.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Il sito Aurora, già citato, è apparentato con la rivista Eurasia, che fin dal nome denuncia i suoi riferimenti nascosti. Quando Arcoiris TV trasmetteva via satellite, dedicò a Eurasia anche una rubrica settimanale, forse senza sospettare che si trattasse di “rosso-bruni”. Sia Aurora che Eurasia svolgono una cospicua attività editoriale. Sono fascisti almeno quanto a estrazione, ma lo nascondono con notevole abilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Ancora meglio lo nasconde il sito Comedonchisciotte. Chi lo seguì dalla nascita, ricorda che in principio offriva da scaricare I protocolli dei Savi di Sion. Adesso pare un sito di estrema sinistra, che colleziona articoli di ogni tendenza. Fulvio Grimaldi, la cui collocazione a sinistra non è in discussione, lo linka sul suo blog, quasi fosse affidabile. In effetti converge su molte valutazioni. Ma questo è un suo problema. In equivoci analoghi cade abbastanza spesso Giulietto Chiesa, che con i rosso-bruni condivide l’interpretazione – fondata o meno che sia – degli attentati dell’11 settembre 2001 come complotto maturato all’interno degli Stati Uniti. Antiamericanismo viscerale e antisionismo (da leggersi come detto sopra) sono i punti di forza di Comedonchisciotte, un sito che gode di una certa popolarità.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Qui va detto, per inciso, che non riconoscere il conflitto di classe come centrale priva la destra “nazional-bolscevica” della filosofia della storia propria della sinistra. A ciò sopperisce cercando il motore degli eventi in cospirazioni raffinate (a volte credibili in parte, altre volte no), e in gruppi di potere che nascostamente guidano le scelte palesi di Stati e coalizioni tra nazioni (Gruppo Bildeberg, Club di Roma, ecc.). Se l’11 settembre è il cavallo di battaglia, attraverso “personalità” come il saggista americano di estrema destra Webster Griffin Tarpley (autore tra l’altro di un libro contro Toni Negri, visto, tanto per cambiare, come manovratore delle BR), in siti che costeggiano l’area senza appartenervi integralmente, come Luogo Comune, ciò si estende anche a eventi come la spedizione dell’Apollo 11 sulla luna, frutto di manipolazione cine-televisiva. L’importante è che ci sia qualcuno che complotta nell’ombra, dai banchieri ai Savi di Sion attualizzati.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Malgrado simili bizzarrie, alcuni transfughi della sinistra sono finiti per approdare alle sponde rosso-brune, con maggiore o minore consapevolezza. È il caso dell’economista Gianfranco La Grassa, allievo di Antonio Pesenti (firmò con lui un cospicuo Manuale marxista di economia politica), sempre citato dai “nazional-bolscevichi”; di un altro economista radicale, Vittorangelo Orati, che a suo tempo collaborava alla Monthly Review (1); ma soprattutto è il caso del “filosofo marxista” Costanzo Preve, divenuto un autentico teorico del “comunitarismo”. Ha un suo sito, Comunismo e Libertà (prima si chiamava Comunitarismo.it), da cui divulga il nuovo verbo, sempre richiamandosi a Marx.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Tornando all’ala “militante” dei rosso-bruni, ecco Socialismo Nazionale e Gerarchia, vincolati a Militia, gruppuscolo (un tempo denominato Movimento Politico Occidentale) che di recente ha avuto guai giudiziari, anche per le sue connessioni con alcune curve calcistiche di tifosi; ed ecco Rinascita – Quotidiano di Sinistra Nazionale (da non confondere, è chiaro, con La Rinascita del PdCI). Il giornale ha una versione cartacea, non facile da reperire in edicola. Accanto al titolo riporta una citazione di Nietzsche; i contenuti sembrano di estrema sinistra. In realtà i fondatori hanno vecchi percorsi che ben poco hanno a che fare con la storia del movimento operaio. Rimandano invece al terribile vecchietto ex SS, Jean Thiriart, e alla sua Jeune Europe.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Potrei continuare pagine e pagine con l’elencazione. Mi limito invece a fare un breve riferimento a un’altra corrente rosso-bruna, di origini differenti. Si tratta dei seguaci, che si potrebbero definire “fascisti ecologisti”, del filosofo francese di destra Alain de Benoist. Costoro hanno circoli, siti e riviste, nonché una casa editrice di dimensioni non piccole, con sede a Bologna: Arianna Editrice (appoggiata a una catena distributiva, Macrolibrarsi). Arianna pubblica testi di medicina alternativa, libri su cospirazioni varie, saggi sulla decrescita e su forme di illuminazione interna, pamphlet contro il “signoraggio bancario”. Diffonde quotidianamente un bollettino in rete, in cui hanno ampio spazio il negazionismo dell’Olocausto, le tesi sul superamento delle distinzioni tra destra e sinistra, la geopolitica di impostazione “eurasiatica”.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Cosa pensare di tutto ciò? Ho inteso limitarmi a una semplice, sommaria rassegna. La mia idea è che la “crisi delle ideologie” non si sia abbattuta solo sulle forze del movimento di classe, ma abbia lasciato orfana anche parte della destra più aggressiva, desiderosa di scendere sul terreno del sociale a occupare le piazze lasciate vuote da una sinistra sfiancata. Lo fa ripescando teorie ambigue e tutt’altro che nuove, come si è visto. Vi riuscirà? Non ci si faccia illusioni sui numeri, i “rosso-bruni” sono pochi ma non mancano di potenziale di crescita. L’unico modo per impedirlo è che quelle piazze tornino a riempirsi di bandiere rosse.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;NOTE:&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(1) Può però darsi che talune collaborazioni di Orati, che è finissimo economista, al quotidiano rosso-bruno Rinascita siano state dovute a un equivoco – purtroppo frequente – sulla natura del giornale. In altri articoli ho avuto modo di lodare la perspicacia di Orati.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;APPENDICE: “OPERAZIONE BAYGON”&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Alle rassegne citate nel corpo dell’articolo, di Claudia Cernigoi e dell’Avamposto degli Incompatibili, ne va aggiunta una&amp;nbsp;&lt;a href="http://staffetta.noblogs.org/post/2010/04/10/i-fascisti-noglobal" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #cc6600; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"&gt;più recente&lt;/a&gt;, riedita in occasione del 2° Festival Sociale delle Culture Antifasciste di Bologna. Ha curato la riedizione il Nodo Sociale Antifascista bolognese.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Il mio pezzo sarebbe probabilmente passato sotto silenzio se alcuni dei “comunitaristi” chiamati in causa non si fossero messi a strillare, riempiendo la rete e Facebook di proteste, soprattutto in difesa della purezza del marxismo di Costanzo Preve (da me citato solo di sfuggita). Ecco i principali contestatori:&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;EUGENIO ORSO, fino al 2008 nel comitato di redazione della rivista Opposta Direzione, edita da All’Insegna del Veltro, casa editrice di estrema destra creata da Claudio Mutti. Per sapere chi sia Claudio Mutti, basta cercare su Wikipedia.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;MAURO NERI, in realtà Maurizio Neri: ex militante del gruppo nazi Costruiamo l’azione, indagato (ma poi prosciolto) per la strage di Bologna del 2 agosto 1980, appartenuto al Movimento Sociale Fiamma Tricolore e al Fronte Nazionale di Adriano Tilgher.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;RODOLFO MONACELLI, ex responsabile romano del Fronte Nazionale e webmaster del sito del gruppuscolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;STEFANO MORACCHI, amico, ammiratore e seguace di Maurizio / Mauro Neri.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;ALEX / ALESSANDRO LATTANZIO, ex pupillo di Pino Rauti, diventato d’improvviso “comunista”. Costui, in un articolo che rasenta la follia, avanza addirittura il sospetto che io sia agente di una “cospirazione sionista” (vecchio vizio) e, non sapendo nulla di me, mi chiama “bertinottiano meneghino” (???).&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Personaggi del genere possono dare lezioni di marxismo? Se fossi nei panni di Costanzo Preve, sarei seriamente imbarazzato.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #51555c; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 18px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Perché “Operazione Baygon”? Pensateci un attimo…&amp;nbsp;&lt;img alt=";-)" class="wp-smiley" src="http://staffetta.noblogs.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Quelli che mettono La Stampa in difficoltà hanno inizio il 24 Luglio scorso quando Alessandro Lupi, un reporter che sta filmando gli interventi della polizia contro i No Tav presso la centrale elettrica dell’Avanà, viene centrato in pieno volto da un proiettile lacrimogeno sparato da breve distanza. Lupi riporta 36 fratture a naso, denti e mandibola e deve sottoporsi a interventi multipli; se non avesse indossato la maschera antigas, che ha parzialmente attutito e deviato il proiettile metallico, sarebbe probabilmente morto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline; text-align: left;"&gt; Recuperato lo shock del primo ricovero e tornato in grado di scrivere mette una cronaca del suo incidente in rete su un circuito aperto frequentato da molti No Tav e anticipa una sua denuncia alla Questura. Tra i tanti messaggi di solidarietà, riceve a più riprese un messaggio firmato Alessio che, fingendosi in confidenza con persone citate con familiarità, tenta di fargli dire che si è ferito da solo cadendo, il tutto con linguaggio roboantemente antagonista (‘…questo Stato che fa schifo…la ‘bottiglia’ del 23 Giugno…ci stavano gasando come topi senza rispetto per nessuno,neanche per i bimbi…). Lupi stupito dall’insistenza nel volergli far dare una versione diversa conferma a più riprese di essere stato colpito da un lacrimogeno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="text_exposed_show" style="background-color: white; display: inline; text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nello stesso periodo, una delegazione No Tav, all’insaputa di questi scambi di mail, chiede un incontro alla redazione de La Stampa per discutere l’atteggiamento dei giornalisti nei confronti dei fatti della Val Susa. L’incontro è pacato finchè non interviene Massimo Numa, il cronista che descrive sempre in termini terroristici ed estremi gli accadimenti in Valle corredandoli esclusivamente delle versioni della Questura, contesta alcuni dati tra cui le cause del ferimento di Lupi che lui ritiene conseguente a una caduta e difende l’operato della polizia. Il tempo di venire al corrente della strana coincidenza ed ecco l’errore: forse pressato dalle numerose versioni conformi a quella di Lupi, arriva un messaggio non firmato ma in cui lo scrivente riprende il discorso ed il frasario di ‘Alessio’ che ‘stupito delle reazioni’ chiede scusa pur ribadendo la sua versione. Peccato che questo messaggio provenga direttamente dall’indirizzo di Numa alla Stampa. Una svista che rivela l’inganno. I No Tav indagano per via telematica e scoprono che i messaggi di Alessio provengono da almeno un IP de La Stampa. Chiedono un incontro al Direttore, Calabresi, richiesta che viene ignorata. A questo punto parte una querela contro ‘Alessio’ e si convoca la conferenza stampa. Sarà l’Escopost a confermare la provenienza dei messaggi e probabilmente l’Ordine dei Giornalisti ad essere informato con un esposto.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo punto sta al Direttore, se vorrà evitare una campagna di discredito su di lui e sul giornale, fare chiarezza sull’uso improprio dei mezzi del giornale per intraprendere iniziative di provocazione informatica al di fuori dei compiti del giornalista e sull’esistenza in redazione di una cellula ‘deviata’ che si dà come compito quello di coinvolgersi direttamente nelle vicende valsusine per facilitare e/o indirizzare l’intervento poliziesco.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: justify;"&gt;In questa luce si potranno forse interpretare altri fatti con Numa protagonista come la forzatura a velocità pericolosa del presidio della Maddalena (insieme ad un collega) apertamente in cerca dell’incidente con i No Tav presenti (tutto filmato) del giugno scorso o come altre ‘intrusioni’ informatiche volte a screditare singoli attivisti. Non è comunque un mistero che il soggetto pratichi un giornalismo a senso unico, sovente paradossalmente intimidatorio, sempre a senso unico, più proprio di un politico (tipo un Ghiglia o un Esposito) che di un cronista corretto. Del resto mai è stato visto, come altri suoi colleghi di testate pur favorevoli all’Alta Velocità, colloquiare con i manifestanti; sempre invece riparato dai Carabinieri o nascosto dietro i suoi adorati celerini ‘in assetto antisommossa’. Da questa vicenda, se confermata nei suoi aspetti deteriori, l’informazione pro tav ne uscirebbe senz’altro indebolita ma, una volta fatta pulizia, potrebbe tornare ad essere pura e semplice informazione e La Stampa sempre un giornale della lobby industriale ma onesto. Sarebbe comunque un passo avanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; line-height: 14px;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/XR_cFAv7wx4" width="360"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Come se le manovre di governo passate non abbiano segnato nel profondo questo paese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è uno che di mestiere ha fatto l'amministratore delegato di una banca (o forse più di una), che i risparmiatori di Cirio e Parmalat ricordano molto bene. Uscito indenne da quella vicenda perché quando si combattono certe consorterie di potere è difficile portare a casa un qualche risultato, a meno che i processi non si facciano dopo una bella rivoluzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un tizio famoso per aver ristrutturato le poste e del quale qualcuno dice:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;La ristrutturazione di Poste Italiane viene considerata uno delle sue maggiori performance. Ma qualche anno dopo il nuovo Presidente Sarmi incarica Mediobanca di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;verificare le operazioni in derivati effettuate dal 1999, l' anno in cui le Poste, allora sotto la guida di Corrado Passera, hanno iniziato ad indebitarsi a lungo termine con l' emissione di bond.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;Sono gli stessi obiettivi dell'&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;inchiesta della Procura di Roma&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;che sulla questione ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, momentaneamente affidato al procuratore reggente Ettore Torri. Sempre sotto la sua gestione, Poste Italiane trasformatasi celermente in immobiliarista di aree demaniali non sue&lt;/span&gt;&lt;strong style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;, è riuscita a farsi pagare due volte&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;, ad esempio, il Palazzo di Roma San Silvestro. Valutato a prezzi di mercato 89 miliardi, viene concordato con Passera a 165,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;ma avendo lo Stato (cioè i cittadini italiani) comprato dalle Poste immobili già suoi, in realtà il costo finale è stato di 330 miliardi di lire."&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;Fonte:&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=455&amp;amp;Itemid=1"&gt;http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=455&amp;amp;Itemid=1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è un'altra che si è distinta per un curriculum che Baruda illustra bene&lt;a href="http://baruda.net/2011/11/16/moriremo-democristiani-massoni-e-difensori-di-boia-una-dedica-alla-guardasigilli/"&gt; nel suo blog&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Ma lei, parliamo di lei. Del primo ministro della giustizia donna, nella storia di questo paese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La donna che ha difeso l’indifendibile nell’arco di TUTTA la sua carriera, una donna che dovrebbe farci vergognare di esser donne come lei, visto che boia è e quanti ne ha protetti, tutelati, difesi.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Paola Severino, è il vicedirettore dell’Università Luiss “Guido Carli”, ha difeso Cesare Geronzi, quel buon uomo di Caltagirone ma anche quell’altro brav’uomo di Salvatore Buscemi, capofamiglia mafioso di Passo di Rignano,condannato all’ergastolo nel processo per la strage di Capaci, e poi ancora nel processo sui fondi per la gestione della tenuta di Castel Poziano, in quello Cirio, in quello Imi-Sir.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le pareti della scuola Diaz, dopo l'arrivo di quelli che il nostro ministro della Giustizia ha difeso strenuamente in aula&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c’è processo italiano dell’ultimo ventennio dove la nostra nuova guardasigilli non ha difeso i peggiori elementi.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Però non abbiamo finito: titolare di cattedra di diritto penale nella scuola ufficiali Carabinieri e per 4 anni vicepresidente del Consiglio Superiore della magistratura militare ( è durante quest’incarico che “vince” la classifica dei menager pubblici più ricchi: nel ’98, poverina, ha dichiarato un reddito di 3 miliardi e passa delle vecchie lire, briciole probabilmente rispetto al suo attuale reddito).&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma siamo tutti felici, è donna."&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: x-small; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma questa è gente così, glorificata dal vaticano da Confindustria e da Marchionne. Amica dei vari Montezemolo e Della Valle perché insieme compari di merende su business come quello delle ferrovie.Trasversale non acaso al partito degli Ichino e dei Brunetta. Con un presidente del consiglio che a suo tempo si sperticò in lodi per la riforma scolastica della Gelmini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gente che non potrà evitare il collasso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli USA un sindaco miliardario che ha fatto i soldi con la finanza predatrice sgombera il popolo degli Indignados. Da noi un sistema di potere affida le chiavi della ristrutturazione lacrime a sangue a solerti kapò.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Noi non ci lasceremo portare al macello imbelli. Voi fate un po' come cazzo vi pare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Denaro, crisi e progresso sociale secondo un antropologo&lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header" style="background-color: white; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 1.6; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div class="post-header-line-1"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-2206940924941087978" style="background-color: white; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 16px; position: relative; width: 646px;"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; padding-bottom: 4px; padding-left: 4px; padding-right: 4px; padding-top: 4px; position: relative; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-gqU6380sB2I/TlqVxUTT5cI/AAAAAAAAAOw/-TTnnHP1EGw/s1600/DavidGraeber.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; color: #f02424; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-gqU6380sB2I/TlqVxUTT5cI/AAAAAAAAAOw/-TTnnHP1EGw/s200/DavidGraeber.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="font-size: 10px; text-align: center;"&gt;David Graeber&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su cosa si fonda il valore del denaro? Come si origina il debito? Di fronte alla crisi globale che scuote oggi le più potenti economie capitalistiche del pianeta, sono probabilmente molti i profani di economia che, come il sottoscritto, si sono posti magari per la prima volta nella loro vita domande del genere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho quindi deciso di realizzare e pubblicare su questo blog la traduzione di un'interessante intervista all'antropologo (nonché militante anarchico)&lt;b&gt;David Graeber&lt;/b&gt;, già professore associato di Antropologia a Yale e oggi assistente di Antropologia Sociale presso la Goldsmiths University di Londra.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La brillante carrellata storico-antropologica proposta da Graeber nel suo ultimo lavoro,&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.amazon.com/Debt-First-5-000-Years/dp/1933633867/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1314559491&amp;amp;sr=1-1" style="color: #f02424; text-decoration: none;"&gt;"Debt: the First 5.000 Years"&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;(MelvilleHouse Publ.), ci riporta alle origini del credito nell'Antica Mesopotamia e all'invenzione delle prime forme di moneta coniata da parte dei grandi imperi del passato, offrendo spunti particolarmente interessanti per interpretare la "crisi del debito" che sta sconvolgendo gli equilibri del mondo capitalistico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'intervista, disponibile in inglese sul blog&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.nakedcapitalism.com/2011/08/what-is-debt-%E2%80%93-an-interview-with-economic-anthropologist-david-graeber.html" style="color: #f02424; text-decoration: none;"&gt;naked capitalism&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, è stata realizzata dal giornalista e scrittore irlandese&amp;nbsp;&lt;b&gt;Philip Pilkington&lt;/b&gt;. Traduzione di&amp;nbsp;&lt;a href="http://sos-iety.blogspot.com/" style="color: #f02424; text-decoration: none;"&gt;&lt;b&gt;Don Cave&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Un grazie a&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;a href="http://duecents.blogspot.com/" style="color: #f02424; text-decoration: none;"&gt;DueCents&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;(aka Paul D-Boy Kondratiev) per la segnalazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;fonte:&lt;a href="http://sos-iety.blogspot.com/"&gt;http://sos-iety.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;________________________________________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;b&gt;Philip Pilkington&lt;/b&gt;:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;La maggior parte degli economisti sostiene che il denaro fu inventato per sostituire il sistema basato sul baratto. Ma le ricerche svolte hanno condotto a risultati completamente diversi, dico giusto?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; padding-bottom: 4px; padding-left: 4px; padding-right: 4px; padding-top: 4px; position: relative; text-align: justify;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-us_346ESGXk/TlqW2Fm0DhI/AAAAAAAAAO0/x9Sc-5CTPZM/s1600/adam+smith.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; color: #f02424; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-us_346ESGXk/TlqW2Fm0DhI/AAAAAAAAAO0/x9Sc-5CTPZM/s200/adam+smith.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="163" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="font-size: 10px; text-align: center;"&gt;Adam Smith&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;b&gt;David Graeber&lt;/b&gt;:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Sì, c'è una storiella convenzionale che è stata raccontata a tutti noi, un "c'era una volta" – nient'altro che una fiaba, in effetti. Non merita davvero di essere introdotta diversamente da così: secondo questa teoria, in origine tutti gli scambi erano fondati sul&amp;nbsp;&lt;b&gt;baratto&lt;/b&gt;. "Sai cosa ti dico? Ti darò venti galline per quella vacca. O tre punte di freccia per quella pelliccia di castoro o per qualcos'altro tu possa offrirmi." Questo creava degli inconvenienti, magari perché il tuo vicino non aveva bisogno di galline in quel momento, ragion per cui si dovette inventare il denaro.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Questa storia risale almeno ad&amp;nbsp;&lt;b&gt;Adam Smith&lt;/b&gt;&amp;nbsp;e a suo modo è il mito fondativo della scienza economica. Ora, io sono un antropologo e noi antropologi sappiamo da parecchio che si tratta di un mito, per il semplice fatto che, se ci fossero stati luoghi in cui gli scambi quotidiani si svolgevano secondo la formula "ti darò venti galline per quella vacca", avremmo scoperto almeno uno o due esempi di questa pratica. Dopo tutto, simili esempi sono stati cercati fin dal 1776, anno in cui fu pubblicata per la prima volta "La Ricchezza delle Nazioni". Ma se ci si pensa un attimo, difficilmente può sorprenderci il fatto che non si sia trovato nulla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Si pensi a cosa sottintende quest'idea. Fondamentalmente, che un qualche gruppo di contadini neolitici, i Nativi americani o altri per essi, effettuavano scambi fra loro soltanto attraverso quelle che noi oggi chiameremmo&amp;nbsp;&lt;b&gt;operazioni a pronto&lt;/b&gt;&amp;nbsp;[contrapposte alle operazioni "pronto contro termine", in cui un bene viene ceduto da A a B sul momento, in cambio di un bene di eguale o maggior valore che sarà ceduto nel futuro da B ad A,&amp;nbsp;&lt;i&gt;NdT&lt;/i&gt;]. Perciò, se il tuo confinante non ha quello che ti serve in questo momento, niente da fare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Ovviamente, nella realtà accadrebbe qualcosa di ben diverso – ed è esattamente questo che gli antropologi osservano quando dei confinanti si impegnano in qualcosa come uno scambio reciproco: se vuoi la vacca del tuo vicino, tu diresti "Accidenti che bel capo!", e lui risponderebbe "Ti piace? Prendilo!" – e tu ti troveresti in debito con lui. Abbastanza di frequente, poi, le persone non si impegnano affatto in uno scambio; se si trattasse di Irochesi o di altri Nativi americani, ad esempio, tutti questi beni sarebbero probabilmente redistribuiti dai Consigli delle donne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Perciò la vera domanda non è come il baratto generò un qualche mezzo di scambio, che assurse poi al rango di "denaro", quanto piuttosto&amp;nbsp;&lt;u&gt;come quel "sono in debito con te", nel suo senso più generale, diede origine ad un sistema preciso di misurazione, vale a dire al&amp;nbsp;&lt;/u&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;denaro come&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;unità di conto&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-iAUpjGJYhLs/TlqXleztezI/AAAAAAAAAO4/yg50_MY_Lx0/s1600/sumeri+commercio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; color: #f02424; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-iAUpjGJYhLs/TlqXleztezI/AAAAAAAAAO4/yg50_MY_Lx0/s200/sumeri+commercio.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="165" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;All'epoca cui risalgono i reperti storici dell'&lt;b&gt;antica Mesopotamia&lt;/b&gt;, intorno al 3.200 avanti Cristo, questa transizione è già avvenuta. Esistono già un sistema piuttosto elaborato di denaro di conto e un complesso sistema di credito. Soltanto il denaro inteso come mezzo di scambio o come un insieme standardizzato di unità circolanti in oro, argento, bronzo o altro, arriverà più tardi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Questa ricostruzione, piuttosto che la classica storiella - quella secondo cui prima sarebbe venuto il baratto, poi il denaro, infine il credito – è la migliore spiegazione oggi a nostra disposizione. Il&lt;b&gt;debito&lt;/b&gt;&amp;nbsp;e il&amp;nbsp;&lt;b&gt;credito&lt;/b&gt;&amp;nbsp;vennero per primi, quindi la&amp;nbsp;&lt;b&gt;coniazione di moneta&lt;/b&gt;&amp;nbsp;emerse a distanza di qualche millennio e infine, quando ti capita di trovare il sistema di baratto del tipo "ti darò venti galline per quella vacca", è di solito in luoghi dove prima c'erano mercati basati sul denaro, ma per qualche motivo – come nel 1998 in Russia, ad esempio – sono collassati, o nei quali la moneta è scomparsa dalla circolazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;b&gt;PP:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Lei sostiene che all'epoca cui risalgono i primi resoconti storici, redatti in Mesopotamia intorno al 3.200 A.C., c'era già in piedi una complessa architettura finanziaria. All'epoca quindi la società era già divisa in classi di debitori e creditori? Se la risposta è no, quando accadde ciò? Lei crede inoltre che sia questa la più fondamentale divisione in classi della storia umana?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;b&gt;DG:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Da un punto di vista storico sembrano esserci due possibilità. Una è quella scoperta nell'&lt;b&gt;Antico Egitto&lt;/b&gt;: uno stato fortemente centralizzato e un'amministrazione che riscuoteva delle tasse da chiunque non ne facesse parte. Per la maggior parte della storia egizia, l'usanza di prestare denaro ad interesse non si sviluppa affatto. Probabilmente non ne avevano bisogno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;In Mesopotamia le cose stanno diversamente perché lì lo stato emerse in modo discontinuo e incompleto. Inizialmente c'erano grandi templi in cui vigeva un controllo burocratico, poi fecero la loro comparsa anche dei sistemi di palazzo, ma non si trattava di veri e propri "governi" e non riscuotevano tasse dirette, che erano invece considerate un dovere dei popoli sottomessi. Piuttosto, possiamo dire si trattasse di enormi&amp;nbsp;&lt;b&gt;complessi industriali&lt;/b&gt;, con le loro terre, il loro bestiame e le loro fattorie. Fu qui che il denaro venne impiegato per la prima volta, come unità di conto; era utilizzato per redistribuire le risorse all'interno di questi complessi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-W9HuyyREtIQ/TlqYCk6RFFI/AAAAAAAAAO8/b1wt0oR8zNg/s1600/sumeri+commercio.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; color: #f02424; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="127" src="http://2.bp.blogspot.com/-W9HuyyREtIQ/TlqYCk6RFFI/AAAAAAAAAO8/b1wt0oR8zNg/s200/sumeri+commercio.jpeg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;I&amp;nbsp;&lt;b&gt;prestiti ad interesse&lt;/b&gt;, a loro volta, hanno probabilmente la loro origine negli accordi fra gli amministratori e i mercanti che trasportavano, poniamo, i manufatti in lana prodotti nelle fattorie di proprietà dei templi (che inizialmente erano almeno in parte delle imprese caritatevoli, offrendo ospitalità agli orfani, ai profughi o alle persone disabili, ad esempio) e commerciavano questi beni in terre lontane scambiandole con metallo, legno o pietre preziose. I primi mercati si formarono ai confini di questi complessi e pare funzionassero in larga misura sulla base del credito, utilizzando le unità di conto introdotte nei templi. Tuttavia questa circostanza offrì ai mercanti, agli amministratori dei templi e ad altri individui "ben piantati" l'opportunità di offrire prestiti per il consumo ai contadini per cui, se ad esempio il raccolto andava male, tutti cominciavano a restare invischiati nei debiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Fu questa la grande sciagura sociale dell'antichità – le famiglie si trovavano costrette ad ipotecare il bestiame e le terre e, dopo un po', persino le mogli e i figli potevano essere richiesti come pegno per i debiti. Spesso gli individui potevano trovarsi costretti ad abbandonare del tutto le città, unendosi a bande semi-nomadi, minacciando di tornare armati e di rovesciare del tutto l'ordine esistente. I governanti conclusero quindi che l'unico modo per prevenire un completo collasso sociale consisteva nel dichiarare&amp;nbsp;&lt;b&gt;bancarotta&lt;/b&gt;&amp;nbsp;o "pulire le tavolette", cancellando tutti i debiti dei consumatori per ricominciare da capo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Non è un caso che la prima parola che ci è stata tramandata con il significato di "libertà" sia il termine sumerico&amp;nbsp;&lt;i&gt;amargi&lt;/i&gt;, che stava per "libertà dai debiti" e che in senso letterale significava "ritorno alla madre": quando veniva dichiarata bancarotta, infatti, tutti i pegni offerti come garanzia del debito potevano "tornare a casa".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;PP:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Lei ha sottolineato nel suo libro che quello di "debito" era un concetto morale, ben prima di diventare un concetto economico. Ha inoltre notato che si tratta di una nozione morale piuttosto ambivalente, dal momento che può essere intesa sia in senso positivo che negativo. Potrebbe spiegare questo passaggio? Quale dei due aspetti ha svolto il ruolo più importante?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;DG:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Il concetto tende ad oscillare molto. Si potrebbe riassumere la storia in questo modo: ad un certo punto l'approccio egizio (tasse) e quello mesopotamico (usura) si fusero insieme, e le persone si trovarono a&amp;nbsp;&lt;u&gt;contrarre prestiti per pagare le tasse&lt;/u&gt;.&amp;nbsp;&lt;u&gt;Il debito fu istituzionalizzato&lt;/u&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-heM7N65T7Vc/TlqYh_N6oyI/AAAAAAAAAPA/1DLoV7N89iw/s1600/moneta+romana.gif" imageanchor="1" style="clear: left; color: #f02424; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-heM7N65T7Vc/TlqYh_N6oyI/AAAAAAAAAPA/1DLoV7N89iw/s200/moneta+romana.gif" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Anche le&amp;nbsp;&lt;b&gt;tasse&lt;/b&gt;&amp;nbsp;rappresentarono un passaggio-chiave per la creazione dei primi mercati fondati sulla moneta circolante; pare infatti che la coniazione di monete sia stata inventata, o quanto meno si sia diffusa su ampia scala, per pagare i soldati. Ciò accadde più o meno simultaneamente in Cina, in India e nel Mediterraneo, dove i governi scoprirono che il modo più semplice per garantire l'&lt;b&gt;approvvigionamento delle truppe&lt;/b&gt;&amp;nbsp;consisteva nel concedere loro piccole porzioni standard di oro o di argento, e quindi esigere che chiunque altro all'interno della giurisdizione adoperasse quelle stesse monete come mezzo di pagamento per le tasse. Fu così che il linguaggio del debito e quello della morale cominciarono a svilupparsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;In sanscrito, ebraico ed aramaico, per dire "debito", "colpa" e "peccato" si impiegava in effetti lo stesso termine. Buona parte del lessico dei grandi movimenti religiosi – giudizio, redenzione, equilibrio karmico e via dicendo – derivano dal linguaggio dell'antica finanza. Ma quel linguaggio risultava sempre mancante e inadeguato e cominciò ad essere travisato fino a trasformarsi in qualcosa di completamente diverso. È come se i grandi profeti e maestri di dottrina non avessero altra scelta che cominciare con quel genere di lessico perché era l'unico lessico disponibile all'epoca, ma che adottandolo l'abbiano stravolto, fino a trasformarlo nel suo opposto: come un modo per dire che i debiti non sono sacri&lt;/span&gt;&amp;nbsp;di per sé, ma che il condono dei debiti, o la capacità di azzerarli, o di fare in modo che i debiti non siano effettivi – questi atti sì che sono veramente sacri.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Come accadde ciò? In precedenza ho detto che la grande domanda sull'origine del denaro è come possa essere accaduto che un&amp;nbsp;&lt;b&gt;generico senso di obbligazione&lt;/b&gt;&amp;nbsp;("sono in debito con te") si sia potuto trasformare in qualcosa che poteva essere quantificato in modo preciso. La risposta sembra quindi essere: ciò accade dove c'è la possibilità che la controversia si risolva con la&lt;b&gt;violenza&lt;/b&gt;. Se si dà a qualcuno un maiale e in cambio si riceve soltanto qualche gallina, si potrebbe dire di aver a che fare con uno spilorcio, e schernirlo per questo; ma è improbabile che si riesca ad elaborare una formula matematica per misurare questa&amp;nbsp;&lt;/span&gt;semplice&amp;nbsp;percezione soggettiva. Ma se qualcuno colpisce il vostro occhio in un combattimento, o uccide vostro fratello, è in casi come questi che si comincia a dire "l'usanza prevede una compensazione di ventisette cavalle sane della migliore razza, e se non sono sane e della migliore razza, questo significa guerra!".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il denaro, nel senso di un&amp;nbsp;&lt;b&gt;esatto equivalente&lt;/b&gt;, sembra emergere da situazioni come queste, ma anche dalla guerra e dal saccheggio, dalla distribuzione del bottino, dalla schiavitù. Nell'Irlanda medievale, ad esempio, la valuta più pregiata era rappresentata dalle schiave. E, in una qualsiasi casa, si sarebbe potuto specificare il valore esatto di ogni cosa, anche se pochissimi di quegli oggetti erano realmente vendibili, per il semplice fatto che erano utilizzati per pagare multe o danni se qualcuno li rompeva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Ma una volta compreso che tasse e denaro cominciarono a diffondersi con la guerra, diventa più semplice capire cosa accadde realmente. Si tratta di una regola ben nota ai mafiosi.&amp;nbsp;&lt;u&gt;Se si vuole instaurare un rapporto di estorsione violenta, di potere assoluto, e quindi trasformarlo in qualcosa di "morale" – facendo addirittura sembrare che siano le vittime a doversi vergognare – quello che si deve fare è trasformare questo rapporto in uno fondato sul debito&lt;/u&gt;: "mi devi parecchio, ma per ora ti concedo ancora un po' di tempo...".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hm6w_OyAnR8/TlqZb2QIcLI/AAAAAAAAAPE/lWF9kStMbB8/s1600/mafia+mobster.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; color: #f02424; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-hm6w_OyAnR8/TlqZb2QIcLI/AAAAAAAAAPE/lWF9kStMbB8/s200/mafia+mobster.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Molti esseri umani nella storia devono aver sentito parole del genere dai loro creditori. Il punto cruciale è: che altra risposta potresti dare se non "aspetta un attimo, chi deve cosa a chi"? E naturalmente per migliaia di anni è precisamente questo che hanno detto le vittime; ma nel momento stesso in cui lo facevano, utilizzavano il linguaggio dei loro governanti, ed ammettevano quindi che debito e moralità erano davvero la stessa cosa. Era questa la situazione che teneva in scacco i pensatori religiosi, e fu per questo che, prendendo le mosse dal linguaggio del debito, essi cercarono di rigirarlo e di traformarlo in qualcos'altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;PP:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Questo modo di pensare somiglia molto a quello di Nietzsche. Nella sua "Genealogia della morale", il filosofo tedesco&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Friedrich Nietzsche&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;propose una celebre argomentazione secondo cui tutta la moralità si fondava sulla riscossione dei debiti sotto la minaccia della violenza. Il senso di obbligazione instillato nel debitore era, per Nietzsche, l'origine della civiltà in quanto tale. Lei ha studiato nel dettaglio come moralità e debito si intrecciano fra loro. Come le sembra l'argomentazione nietzscheana a distanza di più di 100 anni? E cosa ritiene sia venuto prima: la moralità o il debito?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;DG:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Per essere onesti, non sono mai stato tanto sicuro che&amp;nbsp;&lt;b&gt;Friedrich&amp;nbsp;Nietzsche&lt;/b&gt;&amp;nbsp;parlasse seriamente in quel passaggio, o se l'intera argomentazione non fosse piuttosto un modo per scandalizzare il suo pubblico borghese; un modo insomma per sostenere che se si parte dalle assunzioni del pensiero borghese riguardo alla natura umana, il ragionamento conduce in modo logico ad una conclusione che metterà a disagio gran parte di quel pubblico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;In effetti, Nietzsche fa partire il suo ragionamento esattamente dalle stesse premesse da cui aveva preso le mosse Adam Smith: gli esseri umani sono razionali. Ma qui razionalità significa calcolo e scambio, e dunque commercio e baratto; vendere e comprare è allora la prima espressione del pensiero umano ed è quindi antecedente a qualsiasi tipo di relazione sociale. Ma ciò rivela allora in modo esatto per quale motivo Adam Smith sosteneva che gli uomini neolitici interagissero attraverso il commercio "a pronto". Infatti, se non intratteniamo alcuna precedente relazione su basi etiche, e la moralità emerge soltanto attraverso lo scambio, allora le relazioni sociali in via di sviluppo fra due individui si formeranno solo se lo scambio è incompleto – ossia se qualcuno non ha pagato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;In questo caso, una delle due parti agisce in modo criminale, e la giustizia dovrà essere istituita per consentirne la punizione tramite vendetta. Da ciò ne consegue pertanto che tutti i codici di leggi, quando ricorrono a formule del tipo "venti cavalle per un occhio strappato", in origine implicavano precisamente il contrario. Se devi a qualcuno venti cavalle e non sei in grado di assolvere il tuo debito, costui è autorizzato a strapparti l'occhio. L'etica inizia con la "libbra di carne" di Shylock.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; padding-bottom: 4px; padding-left: 4px; padding-right: 4px; padding-top: 4px; position: relative; text-align: justify;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Odqb0UxExvQ/TlqZpsdg1BI/AAAAAAAAAPI/iPVl-PSTLvw/s1600/friedrich-nietzsche.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; color: #f02424; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-Odqb0UxExvQ/TlqZpsdg1BI/AAAAAAAAAPI/iPVl-PSTLvw/s200/friedrich-nietzsche.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="153" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="font-size: 10px; text-align: center;"&gt;Friedrich Nietzsche&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Inutile dire che non c'è alcuna prova di tutto questo – Nitezsche inventò il ragionamento da cima a fondo. La domanda è semmai se credeva davvero nella sua argomentazione. Forse sono un ottimista, ma preferisco credere che non ci credesse sul serio. In ogni caso, il ragionamento ha senso se si prendono per buone quelle premesse; ossia che tutte le interazioni umane sono basate sullo scambio e, quindi, che tutte le relazioni che si sviluppano a partire da lì, sono fondate sul debito. Queste assunzioni fanno a pugni con tutto quello che oggi sappiamo o di cui facciamo esperienza riguardo alla vita umana. Ma se si comincia a pensare che il mercato è il modello per tutto il comportamento umano, le conclusioni sono queste.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Se al contrario si abbandona del tutto il mito del baratto, si assume come premessa una&amp;nbsp;&lt;u&gt;comunità dove gli individui intrattengono relazioni morali anteriori allo scambio&lt;/u&gt;, e ci si chiede come accadde che queste relazioni finirono per essere inquadrate in termini di "debiti" – il che vuol dire come qualcosa di esattamente quantificabile, impersonale e quindi trasferibile – beh, in questo caso si pone una domanda completamente diversa. In questo caso sì, bisogna considerare anzitutto il ruolo della violenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;PP:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Interessante. Forse è questo il momento giusto per chiederle come vede la sua ricerca sul debito in rapporto al classico saggio sul dono del grande antropologo francese&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Marcel Mauss&lt;/i&gt;&lt;i&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;DG:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;A suo modo, il mio lavoro rientra nel solco della tradizione maussiana.&amp;nbsp;&lt;b&gt;Marcel Mauss&lt;/b&gt;&amp;nbsp;fu uno dei primi antropologi a chiedersi: va bene, ma se non cominciò con il baratto allora come? Come si comportano i popoli che non usano il denaro quando i beni cambiano di mano? Gli antropologi hanno documentato una varietà infinita di sistemi economici del genere, ma non hanno sviluppato dei veri e propri principi generali. Mauss notò che in quasi tutti questi sistemi, ognuno si comportava come se stesse semplicemente regalando qualcosa ad un altro, negando in modo deciso di aspettarsi qualcosa in cambio. Ma in realtà tutti sottintendevano delle&lt;b&gt;&amp;nbsp;regole implicite&lt;/b&gt;e coloro che ricevevano si sentivano obbligati ad offrire qualcosa in cambio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Ciò che affascinava Mauss era il fatto che ciò sembrava essere universalmente vero, persino oggi. Se invito a pranzo un economista liberista, lui si sentirà in dovere di rendermi il favore e di invitarmi a pranzo in un'altra occasione. Potrebbe persino pensare di essere uno sciocco se non lo fa, e questo anche se la sua teoria gli suggerisce che ha semplicemente ottenuto qualcosa in cambio di nulla e dovrebbe esserne felice. Perché funziona così? Qual è la forza che mi fa sentire in obbligo di offrire un controdono?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; padding-bottom: 4px; padding-left: 4px; padding-right: 4px; padding-top: 4px; position: relative; text-align: justify;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ErWjylFBv9s/TlqaAnduMOI/AAAAAAAAAPM/b-nTcuwEw7c/s1600/marcel+mauss.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; color: #f02424; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-ErWjylFBv9s/TlqaAnduMOI/AAAAAAAAAPM/b-nTcuwEw7c/s200/marcel+mauss.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="136" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="font-size: 10px; text-align: center;"&gt;Marcel Mauss&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Si tratta di un punto molto importante, e dimostra che&amp;nbsp;&lt;u&gt;esiste sempre una qualche moralità sottesa a quella che chiamiamo "realtà economica"&lt;/u&gt;. Ma mi colpisce il fatto che se ci si concentra troppo su un solo aspetto della tesi di Mauss, si finisce di nuovo per ridurre tutto allo scambio, solo con l'aggiunta della clausola per cui alcuni fingono di non essere interessati ad ottenere nulla in cambio. In realtà Mauss non pensava a tutti in termini di scambio. Questo diventa chiaro se si leggono gli altri suoi saggi oltre a quello sul dono. Mauss insisteva sul fatto che oltre alla reciprocità ci sono molti principi differenti all'opera in ogni società, inclusa la nostra.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Come esempio, si potrebbe citare la&amp;nbsp;&lt;b&gt;gerarchia&lt;/b&gt;. Doni offerti a individui di rango superiore o inferiore non devono essere affatto ricambiati. Se un altro professore invita a cena il nostro economista, di sicuro egli si sente in dovere di ricambiare; ma se lo fa una matricola, penserà probabilmente che accettare l'invito sia già di per sé abbastanza. E se è George Soros ad offrirgli la cena, in quel caso non si sentirà affatto obbligato ad offrire qualcosa in cambio. In relazioni esplicitamente asimmetriche, se si dà qualcosa a qualcuno, lungi dall'offrire un favore in cambio, è assai più probabile che gli altri si aspettino che lo si faccia di nuovo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Un altro esempio sono le&amp;nbsp;&lt;b&gt;relazioni di tipo comunistico&lt;/b&gt;&amp;nbsp;– definisco questo tipo di relazioni, in accordo con Mauss, come quelle in cui gli individui interagiscono sulla base del principio "da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni". In relazioni del genere gli individui non si affidano alla reciprocità dello scambio; ciò accade ad esempio quando cercano di risolvere un problema, persino dentro un'impresa capitalistica (come dico sempre, se un dipendente della Exxon dice, "passami il cacciavite", l'altro non gli risponde "certo, ma cosa mi dai in cambio?"). In un certo senso, il comunismo è alla base di tutte le relazioni sociali, nella misura in cui se il bisogno è sufficientemente grande (sto affogando) o il costo da sostenere abbastanza ridotto (posso avere della luce?) ci si aspetta che tutti agiscano in quel modo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;In ogni caso, ecco cosa ho ripreso da Mauss: ci saranno in ogni caso molti principi di tipo diverso che agiscono in modo simultaneo in un qualsiasi sistema sociale o economico, ed è questo il motivo per cui non potremo mai rendere tutto ciò oggetto di una vera e propria scienza. L'economia ci prova, ma lo fa ignorando tutto eccetto lo scambio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;PP:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Spostiamoci allora sul terreno della teoria economica. Gli economisti hanno alcune teorie abbastanza specifiche sulla natura del denaro. C'è l'approccio più diffuso che abbiamo già discusso brevemente; c'è la cosiddetta&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;teoria del bene-moneta&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;(Commodity Theory of Money), secondo cui alcuni beni specifici sono stati adottati come mezzi di scambio per rimpiazzare le rudimentali economie fondate sul baratto. Ma ci sono anche delle teorie alternative, oggi più in voga. Una è la&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;teoria cirtuitista&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;(&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Monetary_circuit_theory" style="color: #f02424; text-decoration: none;"&gt;Monetary Circuit Theory&lt;/a&gt;), secondo cui tutto il denaro deriva dalla creazione di debito all'interno del sistema bancario. L'altra – che integra l'approccio circuitista – è la&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;teoria cartalista&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;(&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chartalism" style="color: #f02424; text-decoration: none;"&gt;Chartalism&lt;/a&gt;), per la quale tutta la moneta è un mezzo di scambio rilasciato da un ente sovrano e sostenuto dalla capacità, da parte di quell'ente, di riscuotere tributi. Spenderebbe qualche parola su queste teorie?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; padding-bottom: 4px; padding-left: 4px; padding-right: 4px; padding-top: 4px; position: relative; text-align: justify;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-j-CeTONHGy4/TlqaS_j6-PI/AAAAAAAAAPQ/QeQhSVPpJ7E/s1600/debt.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; color: #f02424; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-j-CeTONHGy4/TlqaS_j6-PI/AAAAAAAAAPQ/QeQhSVPpJ7E/s200/debt.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="133" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="font-size: 10px; text-align: center;"&gt;Debt: The First 5000 Years&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;DG:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Una delle mie fonti d'ispirazione per "Debt: The First 5.000 Years" è stato il saggio di&amp;nbsp;&lt;b&gt;Keith Hart&lt;/b&gt;&amp;nbsp;intitolato&amp;nbsp;&lt;b&gt;"Two Sides of the Coin"&lt;/b&gt;&amp;nbsp;("Le due facce della moneta"). In quel saggio Hart sottolinea che non solo le diverse scuole economiche hanno differenti teorie sulla natura del denaro, ma che c'è anche motivo di credere che entrambe hanno ragione.&amp;nbsp;&lt;u&gt;Per la maggior parte della sua storia, il denaro è stato una strana entità ibrida che presenta le caratteristiche sia di un bene (la moneta intesa come oggetto) sia di una forma sociale (credito)&lt;/u&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Quello che penso di aver detto in più rispetto a questa tesi, è che da un punto di vista storico,&amp;nbsp;&lt;u&gt;pur essendo sempre stato entrambe le cose, il denaro ha oscillato avanti e indietro: ci sono stati periodi in cui il credito veniva per primo&lt;/u&gt;, per cui si può adottare più o meno la teoria cartalista della moneta;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;e ci sono stati periodi in cui predominava la moneta corrente&lt;/u&gt;, per cui risultano più utili le teorie del bene-moneta. Tendiamo a dimenticare , ad esempio, che nel medioevo, dalla Francia alla Cina, il cartalismo era nulla più che senso comune: il denaro era pura convenzione; in pratica, era qualsiasi cosa il re fosse disposto ad accettare come pagamento delle tasse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;PP:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Lei afferma che la storia oscilla fra periodi di moneta-bene e periodi di moneta virtuale. Non pensa che abbiamo raggiunto una fase nella storia in cui, grazie all'evoluzione tecnologica e culturale, potremmo assistere alla scomparsa definitiva della moneta-bene?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;DG:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;I cicli si stanno facendo via via più brevi man mano che andiamo avanti. Comunque ritengo che dovremo aspettare almeno 400 anni per scoprire se le cose stanno davvero così. È possibile che questa era si stia avvicinando al termine, ma sono più preoccupato dal fatto che ora viviamo in un periodo di transizione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Le ultime volte in cui abbiamo assistito ad uno slittamento dalla moneta-bene alla moneta di credito non è stato esattamente un bello spettacolo. Per citarne alcune abbiamo la caduta dell'Impero Romano, l'Era di Kali in India e il crollo della dinastia Han... ci furono morte, catastrofi e massacri. Quello che ne risultò fu per molti versi profondamente liberatorio per la gran parte di coloro che sopravvissero – le forme schiavitù basate sull'equiparazione degli schiavi ad oggetti (&lt;i&gt;chattel slavery&lt;/i&gt;) furono, ad esempio, in larga parte abbandonate dalle grandi civiltà. Si trattò di un risultato storico di grande rilievo. Il declino delle città significò, per molte persone, ridurre parecchio il lavoro. In ogni caso, tutti ci auguriamo che la transizione questa volta non sia così epica nelle sue dimensioni. Soprattutto se si considera che oggi i mezzi di distruzione sono di gran lunga più potenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;PP:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Cosa ritiene giochi il ruolo più importante nella storia dell'umanità: il denaro o il debito?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hEfx7oCHrUQ/TlqbV0oOadI/AAAAAAAAAPU/k83rvcxf5Hs/s1600/mercanti.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; color: #f02424; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="163" src="http://3.bp.blogspot.com/-hEfx7oCHrUQ/TlqbV0oOadI/AAAAAAAAAPU/k83rvcxf5Hs/s200/mercanti.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;DG:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Dipende dalle definizioni. Se si definisce il denaro nel senso più ampio del termine, come unità di conto mediante cui è possibile stabilire, poniamo, che 10 di questo valgono 7 di quest'altro, possiamo affermare&amp;nbsp;non ci può essere debito senza denaro. Il debito è soltanto una promessa che può essere quantificata nei termini della moneta (e che in questo modo diventa impersonale e trasferibile). Ma se mi sta chiedendo quale è stata la forma più importante che ha assunto il denaro, il credito o la moneta coniata, in tal caso la mia risposta sarebbe: il credito.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;PP:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Passiamo ora ad alcuni problemi d'attualità. Sappiamo che in molti stati occidentali, negli ultimi anni, le famiglie hanno contratto debiti enormi ricorrendo alle carte di credito e alle ipoteche (queste ultime rappresentano una delle cause principali della recente crisi finanziaria). Alcuni economisti affermano che la crescita economica, a partire dall'era di Clinton, si è basata essenzialmente su un aumento insostenibile dei debiti delle famiglie. Da un punto di vista storico, come dovremmo considerare questo fenomeno?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;DG:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Da una prospettiva storica, è piuttosto inquietante. In realtà ci potremmo spingere più un là dell'era Clinton – si potrebbe dire che quella che stiamo vedendo oggi è la stessa crisi che ci trovavamo ad affrontare negli anni '70; semplicemente, siamo riusciti a schivarla per 30 o 35 anni proprio grazie a tutti quegli elaborati strumenti di credito (e, naturalmente, con l'iper-sfruttamento del Sud globale attraverso i debiti contratti dai paesi del Terzo Mondo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Come ho detto, la storia eurasiatica, presa nei suoi contorni più generali, oscilla avanti e indietro fra periodi dominati dalla moneta di credito, virtuale, e periodi dominati invece dalla moneta coniata e dai lingotti. Il sistema di credito dell'antico Vicino Oriente aprì la strada ai grandi imperi schiavisti dell'era classica in Europa, India e Cina, che utilizzavano la coniazione per pagare le truppe al loro servizio. Con il medioevo, gli imperi vennero meno e lo stesso destino subì la coniazione, con l'oro e l'argento custoditi in larga parte in templi e monasteri. Il mondo tornò così al credito. Dopo il 1492, tornano sulla scena i grandi imperi mondiali, e, con essi, ricompaiono la valuta d'oro e d'argento e la schiavitù.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; padding-bottom: 4px; padding-left: 4px; padding-right: 4px; padding-top: 4px; position: relative; text-align: justify;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Vp85QI9RxX0/TlqbdYSKf5I/AAAAAAAAAPY/CzxOBKjWq9U/s1600/nixon_richard.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; color: #f02424; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-Vp85QI9RxX0/TlqbdYSKf5I/AAAAAAAAAPY/CzxOBKjWq9U/s200/nixon_richard.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="149" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="font-size: 10px; text-align: center;"&gt;Richard Nixon&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Quello che è accaduto da quando&amp;nbsp;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;a href="http://sos-iety.blogspot.com/2011/05/alle-origini-della-globalizzazione.html" style="color: #f02424; text-decoration: none;"&gt;Nixon ha abolito il gold standard nel 1971&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ha rappresentato nient'altro che un'ulteriore giro di ruota, anche se ovviamente transizioni del genere non accadono mai due volte allo stesso modo. Nel passato, i periodi dominati dalla moneta virtuale di credito furono anche periodi in cui esistevano forme di&amp;nbsp;&lt;b&gt;protezione sociale per i debitori&lt;/b&gt;. Se si riconosce che il denaro è soltanto una&lt;b&gt;convenzione sociale&lt;/b&gt;, un credito, un "pagherò", allora la priorità è comprendere cosa può frenare le persone dal generare denaro senza fine. Ancora: come si previene la circostanza per cui i poveri finiscono intrappolati nel debito e diventano di fatto asserviti ai ricchi? È stato per risolvere problemi del genere che abbiamo avuto la "pulitura delle tavolette" in Mesopotamia, i Giubilei, e le leggi medievali contro il prestito ad usura sia nel mondo cristiano che in quello islamico.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;u&gt;Già nell'antichità si pensava che il peggior scenario in grado di condurre alla dissoluzione della società era proprio una grossa crisi del debito&lt;/u&gt;; le persone comuni erano così indebitate con quell'uno o due percento della popolazione che deteneva il grosso della ricchezza, da trovarsi costrette a cedere in schiavitù membri della famiglia o addirittura se stessi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Cosa accade invece oggi? Anziché dar vita a qualche genere di istituzione sovraordinata per proteggere i debitori, si creano queste immani istituzioni planetarie come il&amp;nbsp;&lt;b&gt;Fondo Monetario Internazionale&lt;/b&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;b&gt;Standard &amp;amp; Poor's&lt;/b&gt;&amp;nbsp;per proteggere i creditori. Queste istituzioni dichiarano, in spregio ad ogni logica economica, che a nessun debitore dovrebbe essere consentito fallire. Inutile a dirsi, il risultato è catastrofico. Stiamo sperimentando qualcosa che – a me, almeno – ricorda le circostanze tanto temute dagli antichi: una popolazione di debitori che cammina sull'orlo del disastro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Dovrei aggiungere che se Aristotele fosse tra di noi oggi, dubito seriamente che penserebbe che la distinzione fra affittare o vendere se stessi o membri della propria famiglia per lavorare, sia qualcosa di più che una sfumatura legale. Concluderebbe probabilmente che la maggior parte degli americani sono, da tutti i punti di vista, schiavi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;PP:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Ha detto che il FMI e S&amp;amp;P sono istituzioni tese principalmente a riscuotere debiti in nome dei creditori. Questo sembra anche essere il caso dell'Unione Monetaria Europea. Cosa pensa dell'attuale situazione europea?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;DG:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Penso sia un chiaro esempio del perché le attuali condizioni sono chiaramente insostenibili. Ovviamente "l'intero debito" non può essere pagato. Ma anche quando alcune banche francesi hanno offerto volontariamente garanzie per la Grecia, le altre hanno insistito nel trattarla in ogni caso come se fosse fallita. La Gran Bretagna ha preso una posizione persino più assurda, secondo cui questo vale anche per i debiti che i governi devono alle banche che sono state nazionalizzate – il che vorrebbe dire, tecnicamente parlando, che lo stato è debitore di se stesso! Se ciò significa che coloro che percepiscono pensioni di invalidità non saranno più nelle condizioni di usufruire del trasporto pubblico, o che i centri giovanili devono essere chiusi, questa ci viene presentata semplicemente come "la realtà dei fatti".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ygmBuWjZncM/Tlqb4dSDTNI/AAAAAAAAAPc/icZ4l9zXbFI/s1600/no+global.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; color: #f02424; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="133" src="http://4.bp.blogspot.com/-ygmBuWjZncM/Tlqb4dSDTNI/AAAAAAAAAPc/icZ4l9zXbFI/s200/no+global.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-color: rgb(204, 0, 0); border-bottom-left-radius: 0px 0px; border-bottom-right-radius: 0px 0px; border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(204, 0, 0); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(204, 0, 0); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(204, 0, 0); border-top-left-radius: 0px 0px; border-top-right-radius: 0px 0px; border-top-style: solid; border-top-width: 1px; border-width: initial; box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.199219) 0px 0px 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px; position: relative;" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Questa "realtà dei fatti" appare sempre più chiaramente come la realtà del potere. In tutta chiarezza,&amp;nbsp;&lt;u&gt;ogni pretesa che i mercati si autosostengano e che i debiti siano sempre onorati, è stata spazzata via nel 2008&lt;/u&gt;. Questo è uno dei motivi per cui a mio avviso assisteremo ad una reazione molto simile a quella che abbiamo visto al culmine della&amp;nbsp;&lt;b&gt;crisi del debito del Terzo Mondo&lt;/b&gt;&amp;nbsp;– ciò che fu chiamato, in modo piuttosto assurdo, il "movimento no-global". Questo movimento chiedeva una democrazia autentica, e sperimentò al suo interno forme di democrazia diretta e orizzontale. Dall'altra parte c'era la temibile alleanza tra le élite finanziarie e i burocrati delle istituzioni globali (FMI, Banca Mondiale, WTO, oggi l'Unione Europea...).&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Quando migliaia di persone cominciano a radunarsi nelle piazze in Grecia e Spagna, chiedendo&lt;b&gt;vera democrazia&lt;/b&gt;, quello che stanno realmente dicendo è: "nel 2008 avete fatto scappare i buoi dalla stalla. Ma se il denaro è soltanto una&amp;nbsp;&lt;b&gt;convenzione sociale&lt;/b&gt;, una promessa, un 'pagherò', e se persino miliardi di debiti possono essere cancellati se dei concorrenti sufficientemente potenti lo chiedono; se le cose stanno in questo modo, e se 'democrazia' significa davvero qualcosa, allora tutti devono avere voce in capitolo nel processo decisionale che stabilirà su quali basi queste promesse sono state fatte e come vanno rinegoziate". Trovo tutto ciò straordinariamente incoraggiante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;PP:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Parlando in generale, come pensa si svilupperà l'attuale crisi finanziaria e dei debiti sovrani? Senza chiederle di leggere nella proverbiale sfera di cristallo, cosa pensa ci attenderà nel futuro? In che direzione dovremmo orientarci?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;DG:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Ragionando sul lungo termine, sono abbastanza ottimista. Avremmo dovuto cominciare a fare qualcosa già almeno 40 anni fa; certo che se pensiamo nei termini di cicli di 500 anni, 40 anni non sono nulla. Forse si riconoscerà finalmente che in una fase dominata dal denaro virtuale, devono essere attuate alcune misure di sicurezza, e non solo per proteggere i creditori. Quanti disastri occorreranno perché si cominci a ragionare in questi termini? Non saprei dirlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Ma c'è un'altra domanda che dobbiamo porci:&amp;nbsp;&lt;u&gt;una volta che avremo realizzato queste riforme, quello che ne risulterà potrà essere ancora chiamato "capitalismo"?&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="clear: both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-footer" style="background-color: white; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 1.6; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1.5em;"&gt;&lt;div class="post-footer-line post-footer-line-1"&gt;&lt;span class="post-author vcard" style="margin-left: 0px; margin-right: 1em;"&gt;Pubblicato da&amp;nbsp;&lt;span class="fn"&gt;Don Cave&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="post-timestamp" style="margin-left: -1em; margin-right: 1em;"&gt;a&amp;nbsp;&lt;a class="timestamp-link" href="http://sos-iety.blogspot.com/2011/08/che-cose-il-debito-denaro-crisi-e.html" rel="bookmark" style="color: #f02424; text-decoration: none;" title="permanent link"&gt;&lt;abbr class="published" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial;" title="2011-08-28T13:38:00-07:00"&gt;13:38&lt;/abbr&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Ormai conto parlarti di persona a gennaio ;-)&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;contiamo su di te per diffondere il seguente appello... i nostri amici prigionieri politici ormai sono arrivati a 35 giorni di sciopero della fame, e' una fase molto critica...&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;un abbraccio forte forte&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;f.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;---&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Sciopero della fame dei prigionieri in Chiapas: raccolta firme&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;a href="http://www.autistici.org/nodosolidale/news_det.php?l=it&amp;amp;id=2145" rel="nofollow nofollow" style="background-color: white; color: #3b5998; cursor: pointer; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left; text-decoration: none;" target="_blank"&gt;http://www.autistici.org/nodos&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;span class="word_break" style="display: inline-block;"&gt;&lt;/span&gt;olidale/news_det.php?l=it&amp;amp;id=2&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;span class="word_break" style="display: inline-block;"&gt;&lt;/span&gt;145&lt;/a&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Novembre 2011, Chiapas, Messico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Dal 29 settembre un gruppo di prigionieri indigeni, reclusi in diverse carceri del Chiapas e appartenenti alle organizzazioni "la Voz del Amate", "Solidarios de la Voz del Amate" e "Voces Inocentes" si sono dichiarati in sciopero della fame e digiuno.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;I loro nomi sono: il professor Alberto Patishtan Gomez, Andres Nuñez Hernandez, Alfredo Lopez Jimenez, Alejandro Diaz Santiz, Jose' Díaz Lopez, Pedro Lopez Jimenez, Juan Diaz Lopez, Rosario Diaz Méndez, Enrique Gomez Hernandez, Juan Collazo Jimenez e la compagna Rosa Lopez Diaz.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Tutti e tutte sono ingiustamente privati della loro liberta' dato che i delitti di cui sono accusati e per i quali sono condannati a pene lunghissime sono stati prefabbricati ad arte. Tutti e tutte sono stati torturati fisicamente e psicologicamente al momento dell'arresto da personale in borghese e in case anonime che sono nei fatti dei centri di detenzione e tortura clandestini.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;La loro degna lotta e' per denunciare gli orrori e gli abusi che si vivono nelle carceri del Messico e per esigere la liberta' immediata.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Intorno a loro si sono levate molte voci solidali, in Messico come nel mondo. Voci che dal basso rivendicano e praticano una giustizia diversa, lontana dai tribunali di stato e vicina ai popoli. Voci che rifiutano lo sfruttamento, il saccheggio dei beni comuni, la repressione, il disprezzo. Voci e persone che quotidianamente costruiscono migliaia di alternative al mondo marcio del capitale e delle sue barriere, materiali e immateriali che siano. Voci e persone che parlano lingue diverse ma allo stesso ritmo, quello del cuore, che batte in basso e a sinistra.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;In questo grido di liberta' si riflette, come in uno specchio, la rabbia di migliaia di prigionieri politici palestinesi in Israele; di migliaia di migranti che rifiutano il cibo e si ribellano contro i Centri di Identificazione ed Espulsione europei dove sono ingiustamente detenuti; dei mapuche che con il loro lunghissimo sciopero della fame rifiutano la Legge Anti-terrorismo; nella stessa rabbia si riconoscono i Curdi nelle prigioni turche, i baschi e le basche torturati nei FIES, i nigeriani e gli africani che si ribellano alle multinazionali del petrolio e sono arrestati e assassinati... tutti quelli e quelle dissidenti incarcerate in queste umide pareti in ogni angolo del mondo, dove cercano di schiacciare le idee.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Per questo lanciamo un appello alle organizzazioni indipendenti, ai gruppi di affinita', ai centri sociali, ai sindacati autonomi, ai media indipendenti, a tutti quelli e a tutte quelle che agiscono in forma autogestita e che sono complici e colpevoli, come tutti e tutte noi, di sognare un mondo senza barriere, frontiere o prigioni a unirsi e solidarizzare con questa degna lotta dei prigionieri e delle prigioniere politiche in sciopero della fame in Chiapas.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Abbattiamo i muri delle prigioni!&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Liber@ tutt@!&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Se toccano uno di noi toccano tutti noi!&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;Per aderire all'appello mandare una mail a: noestamostodxs@riseup.net&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; text-align: left;"&gt;CHIEDIAMO PER FAVORE DI ADERIRE ENTRO DOMENICA 6 NOVEMBRE&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Non smarrire il sentiero&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Le reti del fortino della Maddalena, il filo spinato, gli uomini in armi sono il simbolo dell’arroganza dello Stato. Il simbolo concreto e violento della volontà di imporre con la forza scelte non condivise.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Nella loro materialità eccessiva sono un chiaro monito: di qui non si passa, i più forti siamo noi. La spinta a tagliarle, a riprendersi la terra e la libertà di scegliere il proprio presente è frutto di una spinta più etica che politica.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Quando crollano le dittature la gente non si accontenta della fine di un regime, ma si affretta ad abbatterne i simboli.&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Per questo da mesi i No Tav assediano il fortino. Ci sono state le nottate rotte dal fragore delle bombe carta e dei petardi, annegate nel fumo dei lacrimogeni e le passeggiate tra le vigne chiuse dal filo spinato. C’è stato Turi sull’albero e i ragazzi che tagliavano le recinzioni, ci sono state le pietre ai poliziotti e i bossoli di lacrimogeno in faccia alla gente. Ci sono state le passeggiate di tutti quanti e gli assalti di chi voleva e poteva.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;C’era e c’è un movimento popolare che non si fa spaventare né dalla violenza della polizia, né dagli assalti dei media, né dalle denunce e dagli arresti.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;C’è un movimento che si interroga giorno dopo giorno sulle scelte da compiere e prova, non sempre con successo, a percorrere una strada condivisa dai più.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;C’è un movimento che a volte fa fatica ad affrontare uno scenario ben diverso da quello del 2005, quando in pochi giorni la rivolta dell’intera Val Susa obbligò il governo ad una rapida marcia indietro.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Oggi il movimento è forte e radicato ma stenta a trovare il ritmo di una rivolta che oltrepassi il cerchio magico e maledetto delle reti del fortino per riversarsi nelle strade, nei palazzi di chi decide, nello sciopero generale e nel blocco di tutto quanto.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Un blocco ad oltranza, che si organizzi per resistere, un blocco popolare dove ci siano tutti. Tutti. I giovani e i meno giovani, quelli che hanno coraggio e quelli che il coraggio se lo devono dare, i non violenti e quelli credono legittima la difesa, chi vorrebbe cambiare il mondo e chi si accontenta di non farlo peggiore di com’é.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Eppure questo ritmo occorrerà trovarlo. Prima o poi proveranno a farlo davvero il cantiere, si prenderanno la baita e spezzeranno la montagna con la dinamite. Noi dobbiamo fermarli prima che sia tardi. Inutile illudersi ed illudere sulla lotta di lungo periodo, perché rischiamo il logoramento, la disillusione, la rassegnazione che hanno minato e distrutto altri movimenti.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Non possiamo aspettarli nel fortino di Asterix, perché quella storia è già scritta e porta impresso il marchio della sconfitta. Non si vince con la forza contro chi ne ha il monopolio legale, non si vince contro i blindati, i lince, gli alpini, i parà, i poliziotti, i carabinieri, i forestali… tutto l’apparato militare dello Stato contro di noi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;La nostra forza è nelle nostre ragioni, la nostra forza e nella pratica del confronto e nell’azione diretta non delegata a nessuno. La nostra forza è il radicamento popolare che potrebbe – ancora una volta – rendere ingovernabile un intero territorio. Da Torino a Chiomonte. Allora dovranno scegliere tra spararci o andarsene. Se sapremo rimanere saldi, uniti nelle nostre mille diversità, sappiamo bene che se ne andranno.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;L’importante è non smarrire il sentiero, non divenire ostaggio delle menzogne di media e politici, non permettere a nessuno di dividerci.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Tagliare le reti, tutti insieme, assumendoci il rischio di un gesto illegale, accettandone le conseguenze, affrontando con serena decisione i gas e gli idranti può essere un’occasione importante per mostrare a tutti che i partigiani sanno muoversi bene di giorno come di notte.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Purché non si cada nella trappola predisposta dai media e dai politici interessati a drenare consensi elettorali: non ci sono i buoni e non ci sono i cattivi. C’è un movimento che lotta e resiste, ciascuno a suo modo, nel rispetto di tutti e di tutte.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Importante è non ingannare noi stessi: lo Stato fa le regole che per primo violerà, perché impone con la violenza il proprio arbitrio. Le leggi sono il frutto dei rapporti di forza: in una società basata sullo sfruttamento e sull’oppressione sono scritte per garantire il perpetuarsi dello sfruttamento e dell’oppressione.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Chi si riprende la libertà di decidere rompe il vincolo della gerarchia. Quello che facciamo trae legittimità dalla nostra volontà di impedire uno scempio e un furto ai danni di tutti. Non si tagliano le reti perché il fortino è illegale: le si tagliano perché sono lì per disciplinarci a forza, per piegarci, per negare la nostra libertà di dire e di fare.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Non smarriamo il sentiero. Siamo partiti insieme e insieme faremo la strada necessaria.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Per info e contatti:&lt;br /&gt;Federazione Anarchica Torino&lt;br /&gt;Corso Palermo 46 – ogni giovedì dalle 21&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Come hanno fatto? Perché dopo che quei cattivi hanno fatto secco uno, sempre dell'effebbiai, durante l'indagine hanno scoperto che le armi usate arrivavano dall'esercito americano e che quelle erano state &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/9322"&gt;"regalate" al Mexico&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pensate che tutto questo conterà qualcosa quando quando quelli dichiareranno guerra all'Iran ed occuperanno militarmente il Mexico?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Quando ti muovi avverti sulla tua pelle quello che puoi e non puoi fare. Se fai fatica a salire due gradini è inutile che provi a farti una passeggiata in alta montagna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il "disposto combinato" della tua fatica (il sentiero ripido e la distanza) e della tua resistenza (non fai un cazzo e passi ore seduto) ti dicono che non è cosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se insisti sono cazzi tuoi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I sensi sono una cosa meravigliosa, ti danno la possibilità di avvertire i segnali di pericolo e quindi in un certo qual modo ti semplificano la vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il problema sono le relazioni tra di noi. Quelle sono complicate, ma per un motivo facile da intuire. Rifiutiamo categoricamente di semplificare il tutto e di elaborare in quel modo quello che ci capita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quella roba lì c'è una sola cosa: l'istinto.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da questo punto di vista ho fatto con gli anni il mio percorso . Sono un istintivo e annuso la paraculaggine meschina ed ipocrita che mi circonda. Amo i rapporti semplici e non quelli artificialmente complicati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi chiederete " ma dove cazzo vuoi arrivare?"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse da nessuna parte ma oggi mischio personale e politica e racconto un po' di vita vissuta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si stava a San Cristobal, Chiapas, in un posto che si chiama &lt;a href="http://www.tierradentro.mx/"&gt;Tierradentro&lt;/a&gt;. Un bar su una delle vie principali. Entri lì dentro e ci trovi un po' di botteghe zapatiste, un ambiente informale e pieno di fricchettoni. Insomma il classico luogo che ti fa sentire bene.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che cerchi per fare incontri giusti. Lì dentro al mattino incontravo bambini che vendevano pulsera e roba artigianale. Le immagini di zapata ti osservano dalle pareti mentre sei lì con loro che ciacoli e giochi, contratti arrendendoti immediatamente a quegli occhi. Sembra tutto perfetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il titolare del posto è un messicano con capelli lunghi e barba. Osserva il tutto dal suo angolo intrattenendo qualche amico suo che passa di là a salutarlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha messo un quaderno con fogli bianchi all'ingresso, lì puoi scrivere quello che vuoi.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gouTCJLXeFo/TpGyjQC8uqI/AAAAAAAACmo/eoAnorzrbjY/s1600/P1020111.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-gouTCJLXeFo/TpGyjQC8uqI/AAAAAAAACmo/eoAnorzrbjY/s320/P1020111.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi piaceva entrare lì al mattino e passare le prime ore della giornata, lì ho conosciuto compagni e compagne, ascoltato storie ed iniziato a muovermi nel magma della "otra campana".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi piaceva ma il tipo, senza sapere perché, mi stava sui coglioni solo a guardarlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ero lì, un giorno, ed osservavo i ragazzini vendere la loro mercanzia. Ad un tratto scomparvero dalla mia vista perché lo spazio tra me e loro era occupato dal "tizio". Li redarguì costringendoli ad uscire perché disturbavano i turisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così, raccogliendo le loro cose e tirando su con il naso, andarono via e l'unico posto in cui poi li ho visti è stato in piazza. davanti alla cattedrale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordo la mia incazzatura, andare su quel cazzo di quaderno con i fogli bianchi e rovesciare lì i miei improperi. Non ci sono più andato a fare colazione al tierradentro, non ci credo ai rivoluzionari che cacciano i bambini. Li mando in culo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho chiesto spiegazioni sulla presenza di tiende zapatiste ed un comportamento del genere. Mi hanno raccontato che a quel tipo era stato vietato di frequentare le comunità sulle montagne. Non era il benvenuto, e che le botteghe pagavano l'affitto ed era una questione aperta su cui avrebbero preso una decisione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spero di essere lì a febbraio del prossimo anno, andrò in piazza, cercherò quei ragazzini e le loro madri, proverò a riannodare un filo perché quando ero lì ho fallito in una cosa che poteva farli stare un po' meglio. Andrò a sentire la marimba ed a ciacolare e ridere con loro. E passerò dal tierradentro solo per salutare un paio di compagni che lavorano lì. Ma il cibo lo dividerò da un'altra parte con chi mi farà stare bene, istintivamente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;foto dell'autore-vietata la riproduzione&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Nuove generazioni hanno redditi incerti,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;stentano per lavoro e casa»&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Dichiarazioni di Draghi. Uno le legge e pensa che qualcuno nel cervello deve avere un pugno di calabroni impazziti. Poi ti rendi conto che per questa gente è come andare a messa, fatto l'obolo tornano impuniti a depredare il resto dell'umanità. E tu torni a mandarli in culo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;E' morto Jobs, Steve Jobs. Uno che da giovane era talmente strafatto da decidere di intraprendere un viaggio in India per trovare il Karma. Lo trovò nascosto in un angolo e quello gli parlò. "Tu produrrai un cazzo di aggeggio che diventerà una roba che cambierà la vita delle persone"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Proprio così,"cambierà la vita delle persone"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Un cazzo di robo di colore bianco ci ha cambiato la vita, come una cazzo di tavoletta sempre di colore bianco e prima di quella un cazzo di mouse che oggi che passi le ore inchiodato al pc ti ha semplificato la vita ed allontanato dagli amici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Si producono parole che non hanno più significato. Draghi parla di sfigati del XXl secolo, gente a cui quelli come lui danno una mano a rimestare nei bidoni della spazzatura e diventa una star del buonsenso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;L'altro passa una vita a fare palate di soldi con roba prodotta in fabbriche cinesi da bambini che lavorano 12 ore al giorno e invece di prendersi dei vaffanculo viene ricordato per un cazzo di discorso retorico ed ipocrita in una cazzo di università americana frequentata da una massa di lobotomizzati che metteranno la loro scienza al servizio di uno che produrrà scarpe griffate fatte da quei cazzo di ragazzini cinesi o in qualche boite a Barletta a 4 euro l'ora per un cazzo di mercato nuovo del sud del mondo ed un target di consumatori sciccosi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Parole che glorificano nuovi eroi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Ti leggi la Repubblica e quelli ti informano che gli studenti invece di bruciare qualche banca tirano la copia del discorso di Steve Jobs fatto in quella cazzo di università di fronte ad una massa di etc.etc.etc.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Poi vai per strada e scopri che per fortuna non è vero. Che la polizia presidia le banche e che quelli col cazzo che pensano alle minchiate raccontate da Steve Jobs quando era in vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Devono pensare a come sopravvivere perché il futuro è incerto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Ed arriva un "pirla", fa un mestiere ormai per cretini come quello del cantante e dice che Jobs è il "nostro eroe". Come Draghi per Vendola, Bersani e compagnia. Nessuno escluso da destra a destra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Ed allora ritorni a mandarli in culo. Tutti,ed a farti il segno davanti all'immagine del Che ed a quella di quell'ingegnere russo che s'inventò una macchina meravigliosa buona per una rivoluzione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Sì, w la revolucion e gli eroi bastardi e solitari della revolucion. Quelli che vi fanno cagare nelle mutande puntandovi quell'invenzione meravigliosa sul vostro lobo frontale. Moriranno disprezzati, ma vuoi mettere l'odore della vostra merda che sensazioni dà in quel momento?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;Hasta siempre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Al primo posto gli Stati Uniti, seguono Canada, Sud America (Argentina, Brasile e Paraguay), India, Cina, e Sud Africa. Sono economie consolidate ed emergenti il cui Pil cresce tra il 4 e il 10 per cento ogni anno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questa affermazione sembra esserci una qualche relazione tra coltivazioni OGM e crescita economica. I dati sbandierati meritano una qualche puntualizzazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'unico paese (tra quelli citati) in cui l'agricoltura ha un certo peso rispetto al PIL è l'India, qui il contributo al GDP ( o PIL) &amp;nbsp;è del 18,5% circa sul totale. In Cina è del 10,2%, negli altri paesi (e parliamo dei paesi più industrializzati) non si va oltre il 5,8% del Brasile per arrivare allo 0,9% della Germania ed al 1,9% dell'Italia&amp;nbsp;(&lt;a href="http://www.therichest.org/world/worlds-largest-economies/"&gt;qui per farvi un'idea della composizione del PIL&lt;/a&gt;) .&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'altra questione che emerge dall'affermazione numero 1 è che questi paesi hanno tassi di crescita che vanno dal 4 al 10% ogni anno. Di per sè, detto così, sembrerebbe che quelle crescite siano influenzate in modo importante anche dall'uso degli OGM in agricoltura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Resta da spiegare come ciò possa essere possibile, visto il peso &amp;nbsp;poco significativo &amp;nbsp;dell'agricoltura&amp;nbsp;sul PIL&amp;nbsp; nella stragrande maggioranza dei casi,&amp;nbsp;ma prendiamo per buoni i numeri.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Andiamo a cercarli e ad incrociarne un po' &amp;nbsp;da &lt;a href="https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/"&gt;qui&amp;nbsp;&lt;/a&gt;(&amp;nbsp;il CIA World factor).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Questo è il grafico della crescita del PIL negli USA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-fAj8T4LFTps/ToXX9at19II/AAAAAAAAClw/8kvblLZkQU8/s1600/indexmundi_ex66.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="77" src="http://4.bp.blogspot.com/-fAj8T4LFTps/ToXX9at19II/AAAAAAAAClw/8kvblLZkQU8/s320/indexmundi_ex66.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Questo &amp;nbsp;il Brasile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jwOLGLUMt6c/ToXYaumP2uI/AAAAAAAACl0/sb0YWD5GTy8/s1600/brasile_ex66.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="78" src="http://1.bp.blogspot.com/-jwOLGLUMt6c/ToXYaumP2uI/AAAAAAAACl0/sb0YWD5GTy8/s320/brasile_ex66.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo &amp;nbsp;l'India&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jsRVct7Toc8/ToXZ9iLIqxI/AAAAAAAACl8/gKCZB8U-xJc/s1600/india_ex66.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="78" src="http://3.bp.blogspot.com/-jsRVct7Toc8/ToXZ9iLIqxI/AAAAAAAACl8/gKCZB8U-xJc/s320/india_ex66.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo per il Sudafrica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8t7mCKYNG2E/ToXaEO6S4fI/AAAAAAAACmA/m1MpaoRK-hg/s1600/sudafrica_ex66.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="78" src="http://2.bp.blogspot.com/-8t7mCKYNG2E/ToXaEO6S4fI/AAAAAAAACmA/m1MpaoRK-hg/s320/sudafrica_ex66.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi ha voglia può andare a cercare i dati per gli altri paesi. A me sembra evidente che se le crescite sono significative per India e Cina, sono altalenanti &amp;nbsp;per gli altri paesi. Ma sono crescite che dipendono da cosa? Da quali settori? A stare alla composizione del PIL dei singoli stati la risposta è da cercare in altri aggregati come industria e servizi.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi &amp;nbsp;non è vero che ci sono crescite che &lt;b&gt;&lt;u&gt;ogni anno&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp; vanno dal 4 al 10%. E' vero per la Cina, ma qui l'agricoltura pesa per il 10% ed è vero per l'India dove il comparto agricolo pesa per il 20% circa. &amp;nbsp;Il contributo alla crescita sarà, in ogni caso, proporzionale al peso del settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli stati citati ci sono anche il Paraguay e L'Argentina.&lt;br /&gt;Per il primo la crescita economica negli ultimi 8 anni è andata dal -2,5% del 2002 al + 6,5 % del 2007 al - 3,8 del 2009 fino al + 15% del 2010.&lt;br /&gt;Il peso dell'agricoltura è importante nella composizione del PIL (21,8%), anche se:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #707070; font-family: Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11px; letter-spacing: 1px; line-height: 16px;"&gt;A large percentage of the population, especially in rural areas, derives its living from agricultural activity, often on a subsistence basis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Il Paraguay, insieme all'Argentina, è &amp;nbsp;produttore ed esportatore di soia tra i più importanti nel mondo:&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.ambbuenosaires.esteri.it/NR/rdonlyres/37C9E529-3A39-4D31-BF69-F23AB4407534/19220/paesiproduttori1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="184" src="http://www.ambbuenosaires.esteri.it/NR/rdonlyres/37C9E529-3A39-4D31-BF69-F23AB4407534/19220/paesiproduttori1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #707070; font-family: Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11px; letter-spacing: 1px; line-height: 16px;"&gt;Paraguay is the sixth largest soy producer in the world. Drought hit in 2008, reducing agricultural exports and slowing the economy even before the onset of the global recession. The economy fell 3.8% in 2009, as lower world demand and commodity prices caused exports to contract.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #707070; font-family: Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11px; letter-spacing: 1px; line-height: 16px;"&gt;&amp;nbsp;The government reacted by introducing fiscal and monetary stimulus packages&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #707070; font-family: Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11px; letter-spacing: 1px; line-height: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #707070; font-family: Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11px; letter-spacing: 1px; line-height: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, stando a quello che leggiamo, la ripresa e la crescita del 2010 è dovuta a stimoli di carattere fiscale e monetario, e non certo perché il paese è un utilizzatore degli OGM &amp;nbsp;nella produzione agricola.&lt;br /&gt;D'altra parte è sufficiente dare un'occhiata ai diversi tassi di crescita nel corso degli anni per vedere come non esista una relazione così certa.&lt;br /&gt;Per rimanere a quel paese il 70% delle terre coltivate è nelle mani del 2% della popolazione.&lt;br /&gt;Un dato che non siamo in grado di verificare è quello del reddito pro capite dei lavoratori del settore agricolo ( se cresce o no), questo per capire se in un paese in cui la proprietà fondiaria è così concentrata gli eventuali benefici derivanti dall'esportazione di soia transgenica vada ad appannaggio di chi quei campi li lavora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo ora all'Argentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciamo per un attimo i dati sulla crescita economia, se non altro perché questo paese è reduce da un default, da una svalutazione del peso di circa il 50%, da autosufficienza nel settore energetico, da un'inflazione che, stando a fonti non governative, è superiore al 20% annuo. Fatti che combinati tra di loro ne hanno influenzato l'andamento nel corso dell'ultimo decennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese, in cui &amp;nbsp;il peso dell'agricoltura è del 5% sul PIL, il 70% della produzione della soia è di tipo transgenico. Primo cliente la Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #385268; font-family: Verdana, 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #003366; font-family: Verdana; font-size: 8pt; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;Il 2007 é stato nuovamente un anno di&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-size: 11px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;record per la produzione e l’esportazione della soia argentina. Il prezzo di tale prodotto é cresciuto notevolmente, raggiungendo nel settembre del 2007 il record di 370,75 dollari per tonnellata nella borsa di Chicago. L’andamento positivo del prezzo della soia continua a influire positivamente anche sulle entrate fiscali argentine grazie alle trattenute sulle esportazioni derivanti dalla vendita della soia nei mercati esteri.&lt;o :p=""&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #003366; font-family: Verdana; font-size: 8pt; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Nonostante il grande successo della produzione e commercializzazione dei semioleosi, negli ultimi due anni si é iniziato a parlare di una sorta di “riesgo soja”&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-size: 11px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;(“rischio soia”).&amp;nbsp;&lt;o :p=""&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #003366; font-family: Verdana; font-size: 8pt; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;Nel 2006 quasi la metá delle terre coltivate in Argentina sono state destinate alla coltivazione della soia e piú del 25% del valore delle esportazioni é derivato dalla commercializzazione di tale prodotto. Questa situazione ha suscitato preoccupazione rispetto alla possibilitá che l’economia argentina diventi troppo vulnerabile rispetto al prezzo internazionale della soia, il cui andamento influisce non soltanto sul valore delle esportazioni, ma anche sul valore delle entrate fiscali derivanti dalle trattenute. Per il prossimo biennio, comunque, non si prevede una diminuzione, dato il continuo aumento della domanda internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0.75em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #003366; font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;o :p=""&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #003366; font-family: Verdana; font-size: 8pt; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; La coltivazione della soia ha sostituito in molti casi coltivazioni tradizionali ritenute oggi meno redditizie (come la produzione del cotone) e ha favorito una tendenza sempre piú marcata alla concentrazione delle esportazioni (i dieci prodotti&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-size: 11px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;piú esportatati corrispondono all´80% delle esportazioni totali). La rapida espansione dei terreni coltivati a soia ha determinato anche una serie di problemi ambientali scatenando le proteste di alcune associazioni ambientaliste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;o :p=""&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #003366; font-family: Verdana; font-size: 8pt; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Un altro fattore che potrá condizionare in futuro la produzione della soia é legato all’alta percentuale di soia transgenica che l’Argentina produce.&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-size: 11px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Piú del 70% della produzione totale di soia del 2006 é di tipo transgenico (l’Argentina è il secondo produttore mondiale di soia transgenica e il primo esportatore)." (fonte: ambasciata italiana a Buenos Aires)"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Affermazione numero 2&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #6f6f6f; font-family: Arial, 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 13px; line-height: 17px;"&gt;Cio' nonostante in Europa e in particolare in Italia gli Ogm sono ancora un tabu' con gravi ricadute non solo sulla ricerca pubblica e privata ma anche sull'economia in generale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La domanda è:&lt;br /&gt;perché visto che da noi il comparto agricolo pesa sul PIL per l'1,9%?&lt;br /&gt;E soprattutto cosa si investe in Italia in ricerca rispetto ad altri paesi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A tal proposito vale la pena leggere &lt;a href="http://www.unita.it/scienza/politica/ricerca-industriale-br-l-italia-investe-troppo-poco-1.275020"&gt;questo articolo&lt;/a&gt; ed aprire una parentesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel nostro paese gli investimenti in ricerca e sviluppo sono nell'ordine dell'1% sul PIL. Questo per i settori in cui non vige alcuna problematica particolare ,come al contrario avviene per gli OGM. Eppure nonostante non esisteno particolari barriere si investe meno della metà di ciò che viene fatto di altri paesi,come ad esempio la Germania.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sarà una questione a monte, &amp;nbsp;o no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma ammettiamo che il delta di differenza sia responsabilità di questo fatto. Tra i paesi citati nell'articolo dell'Unità compare il Giappone dove gli investimenti in ricerca sono particolarmente significativi; a questo proposito mi verrebbe da pensare che, in funzione dei risultati economici che il PIL esprime per quel paese , questo dato sia ininfluente per la crescita. Anzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-528IPMRg8SY/TocNMvftJOI/AAAAAAAACmI/pniHF_zwTTI/s1600/giappone_ex66.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="97" src="http://2.bp.blogspot.com/-528IPMRg8SY/TocNMvftJOI/AAAAAAAACmI/pniHF_zwTTI/s400/giappone_ex66.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;E' interessante &amp;nbsp;scoprire come, &amp;nbsp;in molti paesi, le&amp;nbsp;relazioni tra &amp;nbsp;crescita economica (PIL) ed investimenti in ricerca e sviluppo &amp;nbsp;siano inversamente proporzionali tra di loro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se la Cina investe l'1,6% del suo PIL la sua crescita è tra l'8 ed il 10%, se la Germania investe il 2,6% la sua crescita è meno di un terzo di quella della Cina. Del Giappone abbiamo già detto, lì di crescita non ne vedono da un po'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi viene da pensare che in realtà lo sviluppo della ricerca transgenica non ha tanto l'obiettivo di rafforzare e rendere più competitivo il nostro settore agricolo, quanto quello di essere attraente per quei soggetti che producono soluzioni transgeniche che rivendono sul mercato in qualità di produttori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo noi un'industria &amp;nbsp;di biotecologie così significativa da poter sopportare investimenti nella ricerca?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stando ai dati fino al 2008 esistevano in Italia 228 aziende impegnate nel campo delle biotecnologie, di queste 155 nel campo della cura della persona e 30 nel settore agroalimentare. Il fatturato totale all'epoca non superava i 10 miliardi di euro (il PIL italiano è di circa 1.750 miliardi di euro). Poca roba verrebbe da dire (30 su 228).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Terza affermazione:&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #6f6f6f; font-family: Arial, 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 13px; line-height: 17px;"&gt;gli Ogm sono decisivi per la nostra societa' che oramai non ne puo' piu' fare a meno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;questa frase è quantomeno impegnativa per la "nostra" società se per decisivo si intende che non ne possiamo fare a meno perché senza di quello ci manca un elemento importante per crescere economicamente, e per sviluppare ricerca che contribuirebbe ancora di più a quella crescita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ne parliamo poi se pensiamo che abbiamo il problema di far uscire dalla fame intere fette della popolazione e che quindi senza gli OGM siamo spacciati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ultima parte dell'articolo ci racconta che :&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #6f6f6f; font-family: Arial, 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 13px; line-height: 17px;"&gt;&amp;nbsp;pochi sanno che almeno da 40 anni in Italia si usa il grano Creso - modificato geneticamente grazie all'uso dei raggi gamma nei laboratori dell'ENEA - per fare pasta e il pane; che il pomodoro 'ciliegino' non e' che un ibrido costruito nei laboratori israeliani e coltivato oggi in tutto il mondo, e mentre il San Marzano che era una nostra produzione tipica, e' quasi scomparso perche' l'unica pratica di difesa dal virus che lo ha decimato sarebbe un intervento di ingegneria genetica, vietato in Italia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ora, pochi sanno forse perché nessuno ha l'interesse a dirlo in modo preciso? e poi il concetto di ibrido si identifica esattamente con quello di intervento genetico atto a modificare un gene attraverso una manipolazione fatta in laboratorio? L'innesto è la stessa cosa?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La normativa europea che regola l'informazione su questo aspetto è la seguente:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;http://europa.eu/legislation_summaries/environment/nature_and_biodiversity/l21170_it.htm&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi viene da pensare, a leggere quel testo, che se non so nulla del pomodoro ciliegino è perché qualcuno non mi informa adeguatamente se l'obiettivo della normativa è quello di:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 19px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 30px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;li style="list-style-image: none; list-style-type: disc; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;informare i consumatori grazie all’etichettatura obbligatoria di questo tipo di prodotti,&lt;/li&gt;&lt;li style="list-style-image: none; list-style-type: disc; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;creare una « rete di sicurezza » grazie alla tracciabilità di tali prodotti in tutte le fasi della fabbricazione e della commercializzazione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oppure sono prodotti che in realtà sfuggono alla classificazione di Organi geneticamente modificati.&lt;br /&gt;Che la questione dell'informazione sia un elemento cardine in questa questione è evidenziato dal fatto che molta della soia classificata come OGM viene utilizzata come mangime per gli animali.&lt;br /&gt;Ci arriva sulle tavole grazie a questo fatto e, con l'eccezione dei mangimi biologici, quello è quanto fanno mangiare a mucche, polli e maiali.&lt;br /&gt;E questo perché nessuno ha interesse a classificare quelle carni come prodotte attraverso mangimi geneticamente modificati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarà un perché!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;span style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Un particolare interessante da rilevare è che la&amp;nbsp; legge che sull'indicazione degli Ogm&lt;/span&gt;,&amp;nbsp; non si applica ai mangimi destinati agli animali di allevamento. Questo vuol dire che sull'etichetta&amp;nbsp; non verrà indicato il tipo di mangime proposto agli animali nel corso dell'allevamento. La questioen non è banale visto che&amp;nbsp; lamaggior parte dei mangimi venduti in Italia&amp;nbsp; contengono l'80% di soia Ogm e anche molto del mais utilizzato è geneticamente modificato.&amp;nbsp; Premesso che l' EFSA ha più volte ribadito che le carni, il latte e le uova di animali nutriti con mangime OGM non contengono tracce residue,&amp;nbsp; per cui non vi sono pericoli per il consuamtore, è singolare spacciare la nuova legge&amp;nbsp; come una norma che&amp;nbsp; tutela maggiormente i&amp;nbsp; cittadini&amp;nbsp; dagli Ogm, quando si&amp;nbsp; dimentica di rendere obbligatorie le indicazioni sull'etichetta sul tipo di mangime. E non poteva essere diversamente, visto che buona parte degli allevamenti italiani (tranne quelli di&amp;nbsp; mucche che producono formaggi Doc come Parmigiano Reggiano, Fontina ........e quelli cresciuti in aziende biologiche ) contengono soia o mais&amp;nbsp; OGM. Potevamo bloccare con una legge gli allevamenti italiani?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: xx-small;"&gt;fonte:&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: xx-small;"&gt;http://www.ilfattoalimentare.it/etichettatura-dorigine-quello-che-non-si-dice-sulla-nuova-legge.html&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane l'ultima questione. Ma chi ha interesse a spingere gli OGM ed i dati per capire il problema sono univoci?&lt;br /&gt;A questo dedicheremo un altro post, se avremo tempo. Intanto leggetevi&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dibattito_sugli_OGM#Il_dibattito_socio-economico"&gt; questo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #6f6f6f; font-family: Arial, 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 17px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #6f6f6f; font-family: Arial, 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 13px; line-height: 17px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #6f6f6f; font-family: Arial, 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 17px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Riesce a fare di uno speculatore (indipendente lo chiama lui. Che vuol dire? boh!), che auspica un disastro sistemico che ridurrà la stragrande maggioranza delle persone con le pezze al culo, un eroe antisistema. Dimentica di scrivere che mentre noi siamo lì a cercare cartoni da rivendere per sopravvivere quello si riempie le tasche di soldi. E poi quali persone potrebbero essere interessate a quel messaggio per prepararsi? Chi ha soldi immagino. E gli altri? Gli altri subirebbero e basta.Detto poi da uno che ha tutto l'interesse a scatenare ancora di più il panico, per guadagnare, è una garanzia. Tutta la strategia è nella speranza che la "gente" si ribelli. Mi chiedo chi si è preparato per tempo per fare questo. Per rendere la ribellione una cosa che porti ad una diversa società.Quali sono le organizzazioni ed i partiti. Mica penserà Chiesa che il "ribellismo" da solo basti. Io non vedo molta gente agire su questo. Certo, un sacco di teorici che stanno dietro al ponte di comando del loro pc e che auspicano il default e la sovranità monetaria. Come se i secoli densi di sovranità monetaria e di nazionalismi di tutti i tipi avessero prodotto qualcosa di diverso da crisi economiche ricorrenti, guerre e macelleria sociale. Ci sono nel mondo esperienze in cui l'autonomia è praticata e costa fatica ed applicazione costante. Ci sono zone del Mexico (ad esempio) in cui i comuni si gestiscono autonomamente nel Chiapas, dove nello stato di Guerrero i campesinos e gli abitanti delle città hanno costituito milizie popolari di autodifesa. In cui la gente si amministra fuori dalle consorterie politiche. C'è stata l'esperienza della città di Oaxaca e della sua rivolta. I mesi di autodeterminazione, i morti e gli scontri con la destra che voleva ristabilire l'ordine. perché alla fine finisce così, i fasci tornano a fare i fasci ed a mangiare nella greppia che per secoli gli ha consentito di sopravvivere. per fare quelle cose ci sono persone che rischiano la vita, che hanno lavorato per anni costruendo strutture politiche e sedi di rappresentanza in cui discutere. ma qui da noi? Qui da noi il verbo è nelle mani di qualche fascista che prova a riciclarsi e che si mischia allegramente a noialtri (invece di essere messo nella condizione di guardare il paesaggio in posizione mussoliniana). Il verbo è nelle mani di gente che scrive libri per fare soldi con questi argomenti, e l'azione e la costruzione nella pancia di chi straparla ma che non rischierebbe un'unghia del suo vivere quotidiano. Quindi, alla fine, Chiesa vaffanculo. Se hai voglia inizia a portare le sedie per le barricate e raccontaci qual'è l'orizzonte. Sennò sono solo chiacchiere e basta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Alcune multinazionali molto potenti, però, hanno già cominciato a disboscare questa preziosa riserva naturale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Solo se il mondo si metterà dalla parte di questi coraggiosi leader indigeni potremo far sì che l’autostrada segua un altro percorso e garantire così la protezione della foresta&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Avaaz ha appena consegnato una petizione d’emergenza firmata da 115.000 membri della Bolivia e dell’America Latina a due ministri importanti: ora sono estremamente preoccupati e sotto pressione. Dopo questi episodi di brutale violenza dobbiamo agire con maggiore urgenza e lanciare un allarme per fermare la repressione e la costruzione dell’autostrada.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Clicca per firmare la petizione&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;- sarà consegnata in maniera spettacolare al Presidente Evo Morales non appena raggiungeremo le 500.000 firme:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;a href="http://www.avaaz.org/it/bolivia_stop_the_crackdown/?cl=1294863031&amp;amp;v=10474" style="color: #0065cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;" target="_blank"&gt;http://www.avaaz.org/it/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;bolivia_stop_the_crackdown/?vl&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Migliaia di indigeni hanno manifestato per sei settimane, dall’Amazzonia alla capitale. Alla fine, durante un incontro con Avaaz la settimana scorsa, il Ministro degli Affari esteri della Bolivia si è impegnato ad aprire un dialogo con i leader. Sabato è andato a parlare con i manifestanti, ma quando ha rifiutato di rispondere persino alle domande più basilari, lo hanno costretto a marciare con loro per un’ora per oltrepassare il blocco della polizia. Il giorno seguente gruppi di forze armate hanno fatto irruzione nell’area dove i manifestanti avevano messo su le tende, picchiando i presenti e chiudendo in galera centinaia di loro, dopo essere stati portati via a forza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;L’autostrada lunga 300 km taglierebbe in due il territorio TIPNIS (Territorio Indigeno e Parco Nazionale Isiboro Sécure), il gioiello della foresta amazzonica boliviana, famoso per i suoi enormi alberi, fauna selvatica e acqua purissima. La natura incontaminata e il significato culturale del TIPNIS gli hanno valso lo status di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;area doppiamente protetta&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;, sia come parco nazionale che come riserva degli indigeni. L’autostrada è finanziata dal Brasile e collegherebbe il Brasile con i porti del Pacifico. Ma sarebbe&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;un’arteria velenosa che distruggerebbe queste comunità e la foresta&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;e aprirebbe questa terra incontaminata al disboscamento, alle esplorazioni di petrolio e di minerali, e alle attività industriali e agricole in larga scala. Uno studio recente dimostra che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;se l'autostrada fosse portata a compimento, il 64% del parco sarebbe disboscato entro il 2030&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;La legge internazionale e quella boliviana dicono che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;i leader indigeni devono essere consultati se il governo vuole appropriarsi della loro terra&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;, e le comunità indigene pretendono alternative sicure dove sviluppare la crescita economica e l’integrazione regionale. Ma il governo ha ignorato la loro opposizione e ha fallito nel prevedere una strada alternativa che non passasse per il TIPNIS. Morales ora&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;invoca un referendum&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;per la regione che ignora la legge e che è visto da molti come un tentativo di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;costruire illegittimamente il consenso&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Morales, primo Presidente indigeno della Bolivia, è conosciuto in tutto il mondo per le sue battaglie in difesa dell’ambiente e delle popolazioni indigene. Incoraggiamolo a rimanere saldo ai suoi principi, ora che questo conflitto latente ha raggiunto il suo picco violento, e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;b style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;mettiamoci dalla parte di quelli che sono in prima linea per difendere l’Amazzonia e per rispettare le comunità indigene. Firma questa petizione urgente&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;per fermare la repressione e la costruzione dell’autostrada fuorilegge:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;a href="http://www.avaaz.org/it/bolivia_stop_the_crackdown/?cl=1294863031&amp;amp;v=10474" style="color: #0065cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;" target="_blank"&gt;http://www.avaaz.org/it/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;bolivia_stop_the_crackdown/?vl&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Ancora una volta la protezione della terra da cui tutti dipendiamo e i diritti delle popolazioni indigene sono sacrificati dai nostri governi sull’altare dello sviluppo e della crescita economica. I nostri leader scelgono le attività minerarie e la deforestazione anziché la nostra sopravvivenza, favorendo i profitti delle multinazionali. Nel futuro che tutti noi vogliamo l’ambiente e le vite di persone innocenti vengono prima del profitto. Il Presidente Evo Morales ora ha l’opportunità di mettersi dalla parte della sua gente, salvare l’Amazzonia e ripensare a cosa lo sviluppo significhi per l’America Latina in termini concreti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Con speranza,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Luis, Laura, Alice, Ricken, David, Diego, Shibayan, Alex e il resto del team di Avaaz&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Fonti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Morales sospende l’autostrada amazzonica (Terra):&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.terranews.it/news/2011/09/la-marcia-indietro-di-morales-pachamama-non-si-tocca" style="color: #0065cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;" target="_blank"&gt;http://www.terranews.it/news/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;2011/09/la-marcia-indietro-di-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;morales-pachamama-non-si-tocca&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Bolivia, proteste contro l’autostrada, un morto (Repubblica tv):&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://tv.repubblica.it/mondo/bolivia-proteste-contro-l-autostrada-un-morto/76773/75138?video&amp;amp;ref=search" style="color: #0065cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;" target="_blank"&gt;http://tv.repubblica.it/mondo/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;bolivia-proteste-contro-l-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;autostrada-un-morto/76773/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;75138?video&amp;amp;ref=search&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Bolivia, si dimettono due ministri. Morales è sempre più isolato (Il Fatto quotidiano):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/28/bolivia-si-dimettono-due-ministrimorales-e-sempre-piu-isolato/160558/" style="color: #0065cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;" target="_blank"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;it/2011/09/28/bolivia-si-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;dimettono-due-ministrimorales-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;e-sempre-piu-isolato/160558/&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Articolo che cita lo studio sulle proiezioni delle conseguenze della deforestazione (in spagnolo):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lostiempos.com/diario/actualidad/vida-y-futuro/20110703/analisis-historico-y-proyeccion_132222_268061.html" style="color: #0065cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;" target="_blank"&gt;http://www.lostiempos.com/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;diario/actualidad/vida-y-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;futuro/20110703/analisis-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;historico-y-proyeccion_132222_&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;268061.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;Protesta degli indios in Bolivia: polizia interviene con la forza (Euronews):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.euronews.net/2011/09/26/protesta-degli-indios-in-bolivia-polizia-interviene-con-la-forza/" style="color: #0065cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;" target="_blank"&gt;http://it.euronews.net/2011/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;09/26/protesta-degli-indios-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;in-bolivia-polizia-interviene-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;con-la-forza/&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px;"&gt;&lt;img border="0" src="http://open.avaaz.org/act/open/1294863031.gif" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Questi sono l'elemento cardine del problema, pensavano di non dover pagare il prezzo di questa crisi. Di poter continuare a fare i cazzi loro senza pagare tasse, sfruttando il lavoro nero di quelli che arrivano con i barconi e contro cui poi vogliono schierare la marina. Un congrega di ipocriti baciapile quando conviene. D'altra parte è la stessa gente che per 50 anni ha votato DC turandosi il naso e che oggi non ha neanche le palle di sputare in faccia ad un ministro degli interni che salva un mafioso. E' gente abituata al voto di scambio. Faranno loro la rivoluzione? Magari proveranno a farla fare utilizzando gli strumenti che utilizzano da sempre. Poi basta con l'idea che è gente fuiori dai circuiti finanziari e che non ha responsabilità in questo tipo di disastro. Basta dare un'occhiata a come hanno investito negli anni i loro soldi, rendite parassitarie grazie agli affitti che fanno pagare sulle loro seconde e terze case. Operazioni fatte sui listini utilizzando SIM. Fare denaro facile usando denaro. Pensi seriamente che da un default venga una sollevazione "popolare"? hai visto qualcosa di analogo in Russia nel 98 o in Argentina dove ci furono default? Io ho visto solo la restaurazione degli interessi di una classe borghese emergente nel 1° caso e la sostituzione di una classe dirigente con un altra nell'altro caso. Quindi bando alle illusioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;Dimenticavo :&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;". In Italia c'è una ricchezza, un patrimonio, tra i più alti del mondo, tre volte il Pil. E un'economia sommersa che si aggira in un sesto del Pil. E' per forza lì, visto che i lavoratori sono già stati spremuti come limoni, che occorre andare a prendere i quattrini per evitare l'insolvenza, la bancarotta. Sulla carta una misura che sembra "anticapitalista". Invece no, invece sarà il contrario. Rubare soldi ai ricchi non è per forza un gesto anticapitalistico. Dipende da chi compie la rapina e da come poi viene utilizzato il maloppo. In questo caso sarebbe una rapina , sì a danno della borghesia, grande piccola e media, ma a tutto vantaggio della finanza speculativa internazionale, delle banche e, anzitutto del salvataggio di questo euro disgraziato. Una mazzata devastante per l'economia, l'ingresso in una depressione senza precedenti, che causerà milioni di disoccupati in più e quindi caotici conflitti sociali."&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt; Ma quando scrivi queste cose è perché hai dato un'occhiata, per capire,a cosa accadde sul fronte sociale in quei paesi che hanno fatto default? Lo sai che l'Argentina non pubblica dati ufficiali sulla situazione della povertà dal 2007? Che quando ci fu il default il 50% della popolazione andò a raccogliere cartoni per sopravvivere, che i bambini morivano per inedia? E tu scrivi che togliere soldi ai borghesi è peggio che fare default perché innesca una crisi economica gigantesca? ma tu lavori in fabbrica? Ma di che parli? ma dove vivi? Ed anche ci fosse un default salvifico chi è che pagherà il prezzo? Pensi che uno che ha un patrimonio di svariati miliardi di euro sarà nelle nostre stesse condizioni? Scrivi "dipende da chi fa la rapina" ,grazie al cazzo dico io. Ma pensi che quel 10% di famiglie che possiede il 50% della ricchezza finanziaria, e proporzionalmente molto di più di quella immobiliare, siano dei santi che con i consigli di amministrazione delle varie banche non c'entrano un cazzo? Chi siede nel consiglio di amministrazione di Mediobanca? Chi possiede Medionalum? Sono della stessa famiglia amico, è capitalismo amico. Ed il default è una roba che utilizzeranno loro, ed il peggio è che gente come te ne fa un'arma propagandistica rivoluzionaria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Chi avesse voglia di capire perché in modo sempre più incisivo si va diffondendo un'idea radicale di rifiuto della logica dei sacrifici in funzione della necessità di pagare i "debiti" contratti, e rispettare in questo modo l'impegno preso nei confronti dei mercati, non ha modo di trovare uno straccio di dibattito o di confronto sulla questione. Certo ci sono i canali alternativi ma questi non hanno la stessa forza "persuasiva" di quella che può avere un confronto sulla 7 (ad esempio), specie se a questo confronto si potesse dare lo stesso spazio, in termini di interventi, che si dà alle altre posizioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se questa è la situazione qual'è l'alternativa ad una mobilitazione che "approfitti" dei momenti in cui la massa critica delle persone ed il risalto dell'evento possono essere usati per prendersi quello che per altra via viene negato?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io credo nessuna, ed a nulla vale lo sfogatoio di chi dice che sono tutti uguali per giustificare il proprio fancazzismo e la propria ignavia. Qui si tratta di esserci perché non c'è altro modo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sei di Settembre è stata una magnifica occasione per mobilitarsi, molti hanno fatto gli indifferenti, alcuni si sono limitati a dare buoni consigli( perché in fondo più di quello non possono fare in quanto "tengono famiglia"), altri hanno scelto di parlare di massimi sistemi e di impero del male per giustificare, con una verbosità incomprensibile ai più, il proprio far nulla, qualcun altro ha messo la solita frasetta del cazzo di solidarietà su qualche social network continuando a lavorare tra una pausa caffè e l'altra, altri hanno discusso di cagate su quello che accade in ufficio, il solito quintale inchiodato alla sua sedia ha dato sfogo al nulla della vita guardando la TV. Noi modestamente con DONNE magnifiche e compagni ci siamo riappropriati di un palco per far parlare ed ascoltare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quello che vale un'esortazione: smettetela di giustificarvi, ogni tanto muovete il culo azionando il cervello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buona lotta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/2GSDEFuE2cw" width="320"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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La gente era tanta, le bandiere con i mille simboli di un popolo che si muoveva in modo caotico cercando di cogliere lo stesso obiettivo. Dare una speranza ed un'orizzonte diverso a chi sarebbe venuto dopo di loro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Torino splendida nella giornata di sole che rendeva le montagne al fondo la giusta cornice per quel fiume di persone.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si era deciso a tornare tra la sua gente dopo tanto tempo, il rimuginare sulle incazzature e su ciò che vedeva non andare ne avevano fatto una persona irosa, piena di astio e rabbia contro chiunque non fosse in grado di rapportarsi con la sua visione della vita e del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Odiava quell'atteggiamento passivo, da combattenti del sabato e della domenica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si era tirato giù dal letto, si era lavato facendosi scorrere l'acqua della doccia sul corpo godendo del freddo che lo aveva svegliato in modo prepotente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si era infilato un paio di jeans, scarpe da ginnastica ed una maglietta bianca. Un foulard nero intorno al collo ed un paio di occhiali scuri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I ricordi ne avevano solleticato la prudenza e quegli accorgimenti gli erano sembrati il minimo per quello che si andava prefigurando.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tascapane &amp;nbsp;se lo era messo di traverso sul torace.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Suo figlio era già andato e lui aveva preferito uscire da solo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/Wr8-KiwA0xY" width="320"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il blocco del corteo a cui si era affiancato era quello che lo solleticava di più, con tutto l'armamentario di cose che lo proiettavano indietro nel tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I caschi gialli dei ragazzi del servizio d'ordine, i manici di piccone con le bandiere rosse. I passamontagna sul capo. E la rabbia degli slogan.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mondo stava per scoppiare, lo avvertiva e non sapeva in che &amp;nbsp;direzione le schegge avrebbero colpito,chi sarebbe sopravvissuto ed a che prezzo. Ma sentiva nell'intimo che non c'era più tempo per stare a chiacchierare e basta. C'era una speranza, piccola, ma c'era. E gli avvenimenti avrebbero fatto precipitare ancora di più le cose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"organizzare il caos" questo gli veniva in mente. Predisporre le condizioni per ricostruire dalle macerie. Un visionario? Probabile, ma fino a quel momento quello che aveva avvertito e raccontato nelle mille discussioni, scritto e predicato a gente troppo stanca per ascoltare si andava materializzando concretamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il disordine. Era venuto il momento del disordine. Era venuto il momento di imporre una direzione diversa agli eventi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/SA0kjdfODjM" width="320"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella gente gli scaldava il cuore. L'allegria popolare nel battere ritmato dei tamburi, i vecchi con al collo cartelli di protesta, gli operai con la busta paga in mano sventolata sotto il naso dei poliziotti, i no tav con le loro bandiere e l'immagine di Obelix a fargli compagnia. Spezzoni di corteo arrivavano anche dal fondo di via Micca, più rabbiosi negli slogan dei sindacati di base.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A braccia conserte davanti ad un plotone di poliziotti, e con i suoi compagni, ne aveva sfidato l'atteggiamento provocatorio nella ostentazione del lancia lacrimogeno puntato verso di loro. Una sfida fatta di occhiate, con lo sguardo fisso negli occhi dell'altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non avevano paura, l'incazzatura era tanta e niente poteva spaventare lui e la sua gente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi quella piazza con il suo cavallo ed il guerriero nell'atto di sfoderare una spada. Migliaia di persone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'assalto al palco per farne cassa di risonanza della resistenza valsusina avvenne all'improvviso. Centinaia di persone a premere contro il cordone dei poliziotti. le manganellate ed i cazzotti. L'adrenalina ed il gusto della lotta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/09/06/foto/la_contestazione_dei_sindacati_di_base-21291027/1/"&gt;Era una prova in attesa di altro. In attesa di un lungo autunno.&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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&lt;/a&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20098079-7376347185703806487?l=pensareinprofondo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensareinprofondo.blogspot.com/feeds/7376347185703806487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20098079&amp;postID=7376347185703806487&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20098079/posts/default/7376347185703806487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20098079/posts/default/7376347185703806487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensareinprofondo.blogspot.com/2011/09/sciopero-generale.html' title='Sciopero generale'/><author><name>mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18198700332010812211</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_GkH27oJFYrY/SxDqKVrnhxI/AAAAAAAABp4/MfQJP_48cq0/S220/fight.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20098079.post-251626280952859794</id><published>2011-09-04T12:10:00.000+02:00</published><updated>2011-09-04T12:10:46.690+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mexico y guatemala'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Beni comuni</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="spip" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://www.yabasta.it/local/cache-vignettes/L200xH132/arton1554-e348f.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: #e6e6e6; font-family: sans-serif; font-size: 14px; line-height: 18px;"&gt;La nostra delegazione in Chiapas ha visitato il Caracol di Roberto Barrios, la sede di una delle cinque Giunte del Buon Governo del territorio zapatista. Qui siamo nella regione chiamata Zona Norte, una delle più difficili e violente per le famiglie zapatiste. A fine anni ’90 ha operato il gruppo paramilitare Paz y Justicia che si è reso famoso per le innumerevoli aggressioni, omicidi e stupri che hanno provato profondamente molte delle comunità di questa regione.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: #e6e6e6; font-family: sans-serif; font-size: 14px; line-height: 18px;"&gt;&lt;div align="justify" class="spip"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" class="spip"&gt;Il Caracol di Roberto Barrios, e la vicina comunità che porta lo stesso nome, si trovano nella selva tropicale e sono costeggiati da un fiume che forma delle bellissime cascate. Su di esse il governo del Chiapas e alcune imprese private hanno messo gli occhi da tempo, con l’intenzione di sfruttarle per il turismo costruendo alberghi, ristoranti e parcheggi. Gli zapatisti si sono da sempre opposti a questo progetto, che prevede espropri di parte del loro territorio e la devastazione dell’ambiente. Il governo ha sfruttato questa situazione per dividere la comunità ed attaccare le famiglie zapatiste ed il vicino Caracol; ha offerto soldi alle famiglie non zapatiste, addestrando alcuni uomini come paramilitari. Gli zapatisti e gli alunni della scuola secondaria autonoma hanno subito continue vessazioni in questi anni, dalle aggressioni verbali e le minacce di stupro alle donne, fino ad episodi come quello di due anni fa in cui entrarono i paramilitari armati dentro il Caracol minacciando e picchiando gli alunni della scuola. Per adesso il governo ha costruito una strada asfaltata fino alle cascate, i turisti cominciano ad arrivare, ma la lotta continua e le istallazioni turistiche ancora non sono riuscite a costruirle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="spip"&gt;Questo delle cascate di Roberto Barrios è solo uno dei tanti esempi di lotta per la difesa del territorio e dei beni comuni che le comunità zapatiste stanno portando avanti nei loro territori. Alle cascate di Agua Azul la situazione è simile. Qua i turisti ci arrivano, e tanti; ma il governo vuole costruire una grande istallazione con numerose strutture. Per realizzare questo progetto ha diviso la comunità di Bachajon, "comprando" alcune famiglie e organizzandole per cacciare dalle proprie terre la vicina comunità zapatista di Bolon Ajaw. Molti degli abitanti di Bachajon, aderenti alla Otra Campagna, si oppongono al progetto del governo e vogliono continuare a gestire loro l’arrivo dei turisti alle cascate, senza che siano costruite grandi istallazioni che devastano il territorio. Questa lotta ha portato negli ultimi anni a vari attacchi da parte dei paramilitari agli zapatisti di Bolon Ajaw, numerosi abitanti di Bachajon arrestati, e il territorio fortemente militarizzato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="spip"&gt;Huitepec è una delle montagne che circonda la città di San Cristobal, che nel 2007 è stata dichiarata Riserva Ecologica Comunitaria dalla Giunta di Buon Governo di Oventik. Da allora hanno istallato un presidio in cima al monte, in cui ogni settimana si danno il turno gruppi di basi d’appoggio zapatiste della zona per controllare i 110 ettari di bosco. La Riserva Ecologica Comunitaria è servita per fermare la svendita del bosco, ricco di vegetazione e piante medicinali usate dagli indigeni della zona, ad imprese immobiliari. Ma gli zapatisti hanno istallato la riserva soprattutto per difendere l’acqua bene comune dalla privatizzazione. Da questo monte, infatti, scendono numerosi ruscelli che portano acqua ad alcuni quartieri poveri della periferia di San Cristobal. La Coca Cola aveva comprato i diritti di utilizzo di queste fonti di acqua cioè la sua intenzione era di istallare ai piedi della montagna una fabbrica di imbottigliamento con l’acqua dei ruscelli, che non sarebbe più giunta alla popolazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="spip"&gt;Sono tanti i luoghi in cui gli zapatisti e altre comunità indigene del Chiapas lottano per difendere il territorio ed i beni comuni. Tante lotte per una gestione del territorio e delle sue risorse da parte delle comunità locali contro la privatizzazione e la svendita ad imprese private.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="spip"&gt;La Giunta di Buon Governo di Roberto Barrios ci ha chiesto di portare il suo saluto a tutti coloro che in questi mesi e anni hanno partecipato in Italia al grande movimento per la difesa dell’acqua bene comune. La lotta tanti indigeni portano avanti in Chiapas per la gestione comunitaria delle risorse e contro la loro mercificazione è la stessa lotta dei milioni di italiani che hanno votato SI per l’acqua bene comune e dei tanti comitati che difendono il territorio dalla devastazione; tante lotte per difendere la vita e per costruire un mondo migliore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="spip"&gt;Associazione Ya Basta Italia&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Io ci sono arrivato viaggiando su una vecchia auto americana,&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;una di quelle con sulla parte posteriore un paio di ali di metallo a forma di pipistrello su cui poggiano gli stop. Una specie di batmobile.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Auto dagli interni enormi in pelle consumata ed in compagnia di un autista "gordo" e simpatico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con musica così a fare da sottofondo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="310" src="http://www.youtube.com/embed/qDHeJ-2ZXuU" width="320"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal finestrino vedevo scorrere valli verdi, infinite. Il ritorno è stato uno sballo, fatto di sera con il sole che se ne andava piano. Dai declivi in fila i contadini tornavano nei loro villaggi, li osservavo sgranarsi lungo le discese e di corsa affrettarsi verso casa. Uomini e donne in fila. Queste ultime con l'immancabile coperta sulla schiena ad ospitare un bambino che dormiva. I fuochi venivano accesi all'interno delle abitazioni e li intravedevo passando con il taxi su &amp;nbsp;strade fatte da mille ciotoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse era solo suggestione ma la sensazione era di una pace che stordisce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="310" src="http://www.youtube.com/embed/1ei6YQchGZg" width="320"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed invece non era così. Era un periodaccio quello per il Perù. L'inflazione costringeva a tassi di cambio diversi tutti i giorni, la gente camminava con mazzette di soldi che non valevano nulla. Sendero luminoso combatteva la sua guerra ed impiccava cani all'ingresso dei villaggi. La D.E.A costruiva fortini nella selva per controllare il traffico di droga e militarizzare il territorio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era tutto precario e si viaggiava tra gente rassegnata ma non piegata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni tanto andava via la luce perché saltava qualche traliccio, ma i ricordi sono così forti che la tensione che ci ha accompagnati per sei settimane la ricordo con nostalgia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è una parte di mondo, la gran parte credo, in cui il viaggio è un'esperienza in grado di cambiare la prospettiva di quello che osservi e confronti quando torni a casa tua. Ti sembra tutto così incredibile quando misuri le differenze, quando provi a vivere con poco, ad arrangiarti, a dormire per terra e scaldarti in montagna stringendoti in tenda ai tuoi amici per non morire di freddo. Quando osservi come vive la stragrande maggioranza delle persone. Gli spazi angusti che condividono, le fogne all'aria aperta, il lezzo della merda nello scolo di acqua in cui giocano i bambini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed allora hai voglia solo di tornare in qualche posto che ti ridia le stesse emozioni. Che ti scrolli la pesantezza della noia e del superfluo, che ti metta in contatto con comunità in cui fai in fretta ad integrarti.&lt;br /&gt;Non è una passeggiata ed indefinibile quello che ti rimane attaccato. C'è adrenalina e rischio, ma vuoi mettere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo puoi fare anche qui un viaggio, ma è difficile convincere qualcuno a farlo a certe condizioni e quindi trovare un compagno di viaggio. E poi dove andare? Saresti costretto a viaggiare su sentieri asfaltati quasi come strade perché oggi il turismo vuole così. E la dimensione dello spazio non è la stessa, così come non è la stessa la sensazione che ti dà il cielo quando lo osservi così basso lì rispetto a quello che osservi a casa tua.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="310" src="http://www.youtube.com/embed/bv-1sMy5c4w" width="350"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il viaggio è una cosa che non si può raccontare, in fondo. Qualsiasi sia il luogo della destinazione. E' una cosa intima, come il ricordo di un amore.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br class="Apple-interchange-newline" /&gt;Ti invito al viaggio&lt;br /&gt;In quel paese che ti assomiglia tanto.&lt;br /&gt;I soli languidi dei suoi cieli annebbiati&lt;br /&gt;Hanno per il mio spirito l'incanto&lt;br /&gt;Dei tuoi occhi quando brillano offuscati.&lt;br /&gt;Laggiù tutto è ordine e bellezza,&lt;br /&gt;Calma e voluttà.&lt;br /&gt;Il mondo s'addormenta in una calda luce&lt;br /&gt;Di giacinto e d'oro.&lt;br /&gt;Dormono pigramente i vascelli vagabondi&lt;br /&gt;Arrivati da ogni confine&lt;br /&gt;Per soddisfare i tuoi desideri.&lt;br /&gt;I tuoi desideri.&lt;br /&gt;Le matin j'coutais&lt;br /&gt;Les sons du jardin&lt;br /&gt;La langage des parfums&lt;br /&gt;Des fleurs&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Il clima che si sente in giro è pesante. Oggi sulla Stampa, il giornale della città in cui vivo,&lt;a href="http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/76660/"&gt; raccontano di una famiglia che vive in una automobile&lt;/a&gt;. Nel parcheggio della GTT. Sono stati sfrattati e non hanno i soldi per pagarsi una casa.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vivono con la pensione di uno di loro, 1.000 euro al mese. Ma non bastano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'altro ieri un tizio è morto di infarto a sessantadue anni. E' un personaggio noto, dalle parti di Ciriè gestiva un Bar con la sorella e, prima ancora, possedeva una cascina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sembra che le cose gli siano andate così male che anche lui non ha trovato di meglio che vivere in macchina. E' uscito dalla vettura per pisciare e quando si è riseduto nell'abitacolo &amp;nbsp;se n'è andato via.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dallo scorso anno la Fiat fa lavorare in media un operaio su tre qui da noi. Gli altri sono in cassa integrazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facevo un giro al mercato ed ho notato che sono sempre di più quelli che rovistano tra le cassette della frutta e della verdura. Il barista da cui ogni tanto prendo un caffè mi ha raccontato che lì nel bar ci lavora con la moglie, in due &amp;nbsp;a malapena riescono a portare a casa uno stipendio. L'orario è dalle 6,30 del mattino alle 19,30 di sera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa mattina Lorenzo mi ha detto che ha intenzione di andare via, prossima destinazione Australia e vaffanculo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi guardo attorno e vedo gente assorta. Come soprappensiero. Non si riesce neanche più a parlare di politica e non riesco neanche più ad incazzarmi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' talmente distante quel mondo, e sono talmente assurde le cose che sento che passo il tempo solo ad immaginare come fare ad uscirne da questo clima e da questo paese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo angustiati dalle preoccupazioni che ci dà il nostro modello di vita, abbiamo la preoccupazione di mantenerlo intonso. Ripenso alla forza che ha avuto la generazione di mio padre che ha avuto le palle di uscire fuori da un periodo in cui le macerie le vedevi sul serio, ed avevi appena finito di contare le pile dei morti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure siamo qui contriti e tristi. Atomizzati e soli. Con l'unica forza di cercare nelle situazioni più disperate un angolo in cui finire i giorni. Magari l'abitacolo di una vettura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Varrebbe la pena recuperare un po' di orgoglio e spazzare via la feccia ricominciando daccapo. ne avessimo la forza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma quando dici queste cose ti guardano con gli occhi bolsi e vuoti. Ho come la sensazione, in quel momento, di dare un cazzotto ad uno che sta defecando. Non c'è speranza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/yNjcSgU0Nrg" width="360"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Lavora da quando aveva 19 anni ed ora ne ha 56. Ha un figlio adolescente e lo guarda crescere ansiosa per quello che sarà, invidia la sua leggerezza e la strada infinita che ha davanti.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' stanca Giovanna e segue con angoscia quello che sente in televisione. Ha scoperto di essere in guerra con quella generazione di giovani con cui condivide lo spazio del suo posto di lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Glielo dicono ogni giorno quei signori dall'aria seria e contrita.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Va a casa tutte le sere Giovanna e tutte le sere rassetta la casa, prepara da cucinare e sogna di fronte a qualche immagine di terre lontane che passa in TV.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ripensa anche a quell'uomo Giovanna, il suo andare via e la promessa del ritorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso ha altro per la testa, e quel &amp;nbsp;tarlo su quanto ancora dovrà lavorare la prende alla gola, la soffoca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma non vi basta ancora?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pensa questo ogni maledetto giorno, e da un po'. Allungare il tempo da regalare al suo padrone ancora di cinque anni. Il tempo sufficiente per avvicinarsi alla morte disfatta e troppo stanca per rinascere, ma con il vantaggio di non sentirsi in colpa con quella generazione di ragazzi che per quattro soldi fanno il lavoro che fa lei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/L2m78pA1Rig" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' diventata così la vita di Giovanna, il sentirsi in colpa per tutto quello che non va. Per il precariato ed il futuro incerto, per i suoi privilegi e per il culo di dover lavorare (forse) solo per quaranta anni. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha un potere tremendo quella scatoletta che accende tutte le sere, ti informa ma ti toglie la parola perché per quelle come lei non c'è diritto di replica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La dovrebbe rappresentare quella tizia schizzata che vede ed ascolta quasi tutte le sere. La stessa che dall'alto dei suoi quindicimila euro mensili dovrebbe rappresentare i suoi interessi e la sua esistenza di donna stanca ed incazzata. Come se la loro vita fosse la stessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ci si trova più Giovanna in questo spazio angusto fatto di cose che non capisce. Vorrebbe trovare il coraggio e mollare tutto, andare via. Ma poi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed allora si riattacca agli occhi luminosi del suo ragazzo, alla sua leggerezza ed al suo sorriso disincantato. Pensa con rabbia alle occasioni mancate, all'energia giovanile che non c'è più. Al coraggio mancato quel giorno in cui poteva bruciare quel cumulo d'ipocriti in giacca e cravatta. Era giovane, ed oggi non più. E quel ragazzo è una catena che la fa prudente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Però può fare una cosa Giovanna, smettere di sentirsi in guerra e fottersene dell'ipocrisia. Alimentare il suo odio con il disincanto che ti dà l'età non più giovane. Scuotere quella gente dalla testa china. Porgere loro una rosa con la mano perché non è lei il loro nemico, ed una pietra da lanciare con l'altra per distruggere e ricostruire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Non c'è molto che scuote dalla noia di giornate che, se guardate bene, sono tutte uguali. L'assuefazione e l'abitudine al peggio trasformano molta gente in animali assenti, gente atomizzata e lasciata nella sola compagnia data dal monitor di un pc come il mio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vedo in giro un sacco di gente con la testa china che fa finta di camminare con la schiena dritta. Gli basta poco. Qualche vaffanculo al governo ladro scritto sulla loro bacheca di facebook, lo sdegno per quello che non va sempre scritto sulla bacheca di facebook e si tira avanti.&lt;/div&gt;E' tutto qua. Proprio così, è tutto qua.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io non frequento più la comunità virtuale, e non mi manca. Mi fa solo girare i coglioni sentire che la prima cosa che oggi ti chiedono è "Se hai l'account su facebook diventiamo amici", "Sto cazzo!"penso io.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Iniziamo dallo scambiarci le scarpe e camminiamo un po' l'uno in quelle dell'altro e vediamo se questa amicizia può iniziare. No eh? Abbiamo un passo diverso e forse la misura non è la stessa.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, tra qualche mese (non molti e molto vicini) si riparte. Avrò voglia di cazzeggiare come facevo dall'altra parte dell'oceano e se non rientro lì (ilfacciadibuco) sarà difficile farlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vedi com'è, alla fine torni nel recinto (sento già il realista di turno). E questo mi fa girare i coglioni a mulinello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Speri sempre che qualcosa di quello che vedi, lo spirito di qualcuno che incontri, la sensazione che provi andandone a zonzo abbia la possibilità di materializzarsi anche a casa di quelli lì. Di quella tribù a cui ogni tanto pensi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che quelle robe possano per un attimo scuoterne almeno uno dal rincoglionimento. Che serva almeno a quello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché scrivo questo? Non lo so, forse perché&lt;a href="http://pensareinprofondo.blogspot.com/2011/08/ospiti.html"&gt; Maciste&lt;/a&gt; ha trovato alloggio a casa di mia sorella. Perché il pargolo mi ha fatto incazzare e l'avverto su una strada che è solo sua e basta, perché ho visto ieri come si gioca a basket e quelli per me sono distanti trent'anni e sono vecchio, perché stiamo mangiando merda e non c'è via d'uscita, perché gli amici ( i pochi) sono tristi ed incazzati, perché lo sono anch'io, perché ho voglia di andare via ma anche di stare qua e riprovare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto mi cerco il biglietto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/-lEgNyJQ2is" width="460"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; width: 450px;"&gt;&lt;div class="comment-text" dir="ltr" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; margin-bottom: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;my brother and i played this at our dads funeral.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; margin-bottom: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;its very hard living hard without him.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; margin-bottom: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;he was only 42. too young to die.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; margin-bottom: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;im am﻿ on 15 and my brother is 25.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; margin-bottom: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;its hard going threw this at such a young age.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; margin-bottom: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;no child should have to feel the pain i am feeling.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; margin-bottom: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;dad,this song is for you.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; margin-bottom: 6px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;your daughter and son.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="metadata" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #666666; font-family: arial, sans-serif; font-size: 0.9166em; line-height: 14px; margin-bottom: -2px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: -4px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;a class="author " href="http://www.youtube.com/user/WHITE135031" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #4272db; font-size: 11px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; padding-bottom: 3px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: none; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;" title="WHITE135031"&gt;WHITE135031&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;span class="time" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 11px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;2 mesi fa&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="comments-rating-positive" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #009900; font-size: 11px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; white-space: nowrap;" title="109 su, 1 giù"&gt;108&amp;nbsp;&lt;img class="comments-rating-thumbs-up" src="http://s.ytimg.com/yt/img/pixel-vfl3z5WfW.gif" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: initial; background-image: url(http://s.ytimg.com/yt/imgbin/www-master-vflai4i-q.png); background-origin: initial; background-position: -153px -138px; background-repeat: no-repeat no-repeat; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; cursor: default; font-size: 11px; height: 12px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline; width: 12px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="metadata" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #666666; font-family: arial, sans-serif; font-size: 0.9166em; line-height: 14px; margin-bottom: -2px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: -4px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;span class="comments-rating-positive" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #009900; font-size: 11px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; white-space: nowrap;" title="109 su, 1 giù"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="metadata" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: -2px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: -4px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;span class="comments-rating-positive" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: transparent; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 11px; line-height: 14px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; white-space: nowrap;" title="109 su, 1 giù"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #009900; font-family: arial, sans-serif;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/aePWkeDxRjE" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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Tripoli, la capitale della Libia, vive uno stato di anarchia e di "guerra civile". Nessuno controlla e le uniche certezze sono il caos e l'incertezza. In questo scenario si adombra la possibilità che i "bombardamenti umanitari" del NATO – da leggersi come la distruzione della Libia e massacro di decine di migliaia di civili durante cinque mesi - si trasformino in un’"invasione terrestre umanitaria" per controllare il petrolio e per rendere governabile il Paese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;La capitale della Libia è simile a una vera macelleria umana, è tutto un caos, anarchia, incertezza, e senza punti precisi delle posizioni nemiche.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Si parla di una guerra urbana sanguinosa e senza parametri, con esecuzioni, torture e "battute di caccia" notturne delle fazioni alleati civili, tanto del governo quanto dei mercenari. Gli ospedali sono collassati per i feriti e mutilati che non riescono a essere curati.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;I morti, come era già avvenuto in Iraq, rimangono ore nel mezzo delle strade senza essere raccolti. Non c'è quasi più elettricità, non ci sono servizi essenziali, l'attività economica è paralizzata e si prevede una catastrofe alimentaria. Le cifre dei morti e dei feriti nelle ultime 72 ore arrivano a migliaia, alcuni parlano di tremila morti e altri del doppio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;La confusione e la manipolazione mediatica per favorire gli invasori hanno toccato livelli impensabili. Quello che sembrava una "passeggiata" per la coalizione imperialista USA-NATO che ha formato e coordinato i gruppi mercenari golpisti, si è complicata, finendo a brandelli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Gheddafi, con una mossa tattica, si è trasformato in un "fantasma" che è ovunque e in nessun luogo. Con quello che rimane in piedi della sua linea di comando, il&amp;nbsp;&lt;i&gt;leader&lt;/i&gt;&amp;nbsp;libico ha concentrato la sua logistica e le sue truppe nei punti più forti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Con truppe, carri armati e batterie che sembravano emergere dalle cantine, quello che rimane dell'esercito del presidente libico ha bombardato e attaccato questo mercoledì i gruppi mercenari in varie zone di Tripoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;La realtà, descritta parzialmente dai corrispondenti stranieri, manda all'aria il supposto controllo attribuito alle forze dei ribelli presenti nella capitale della Libia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Quello che era prima un nemico "visibile", Gheddafi ed il suo esercito, ora si è trasformato in un nemico "invisibile" che attacca e si dilegua.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Parallelamente, un’azione di guerra asimmetrica, realizzata dalla popolazione leale, realizza imboscate, attentati e azioni di guerriglia urbana contro i gruppi mercenari e i comandi e gli ufficiali delle forze speciali e di&amp;nbsp;&lt;i&gt;intelligence&lt;/i&gt;&amp;nbsp;di Stati Uniti, Regno Unito e Israele, che progettano e coordinano le iniziative di presa e di controllo di Tripoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;In ventiquattro ore, dopo della presa del&amp;nbsp;&lt;i&gt;bunker&lt;/i&gt;&amp;nbsp;presidenziale da parte dei ribelli, l’atmosfera, tra i capi dei mercenari e i&amp;nbsp;&lt;i&gt;leader&lt;/i&gt;&amp;nbsp;delle potenze invasore, è passata dall'euforia trionfalistica all'incertezza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Analisti europei e statunitensi parlano già di una "trappola" per gli invasori. Parallelamente, la stampa internazionale, spina dorsale dell’"informazione" della coalizione USA-UE, chiede quasi apertamente che gli USA e la NATO schierino le sue truppe direttamente in Libia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Dal martedì, i commentatori e gli analisti di alcune emittenti come la CNN hanno auspicato un"intervento internazionale" per evitare che la Libia cada nel caos dei "gruppi fondamentalisti" che integrano il comando "ribelle" del CNT.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;La percezione presente nei comandi imperialistici degli Stati Uniti e dell’Europa è che le schiere dei "ribelli" sono quasi un mosaico delinquenziale di gruppi mercenari fondamentalisti di varia estrazione, che una volta al potere lottano tra sé per la spartizione del bottino di guerra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Questo è il punto centrale che oscura e rende impraticabile la strategia di conquista della Libia senza sacrificio di soldati e senza un costo politico per le potenze della coalizione USA-NATO.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/Libia-25Ago-1.jpg" width="450" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Nessun analista vede un futuro per un governo fantoccio (come in Iraq o in Afghanistan) formato da gruppi di mercenari addestrati dalla CIA, la cui unica esperienza è quella di combattere su mandato altrui e di arraffare denaro e prebende.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;E sono innumerevoli le versioni, uscite principalmente dei&amp;nbsp;&lt;i&gt;bunker&lt;/i&gt;&amp;nbsp;del potere statunitense ed europeo, che danno per scontato un piano militare e un calendario per le potenze imperialiste, con gli Stati Uniti in testa, per imporre la "pace" in Libia con basi militari e soldati come in Iraq ed Afghanistan.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Nel frattempo, gli obiettivi e i meccanismi economici che hanno alimentato l'operazione militare di frazionamento della Libia e il massacro della sua popolazione civile si sono già messi in movimento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Mentre i dirigenti e i funzionari imperialisti preparano un governo collaborazionista di "transizione", le grandi aziende, le banche e l’industria bellica USA-UE preparano lo sbarco in Libia sotto la solita litania della "ricostruzione" delle infrastrutture e dell’economia del paese, distrutte dai bombardamenti delle stesse potenze che arrivano con il rango di "salvatori".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Gli Stati Uniti e le potenze della NATO hanno già deciso di sbloccare i beni libici presente all’estero per poter consentire alla nuova 'amministrazione di comprare armi ai militari, alle industrie petrolifere di ricostruire l'industria petrolifera e il mercato libico, e alle multinazionale e ai gruppi finanziari di spartirsi con efficacia il bottino della "ricostruzione" della Libia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;E la Libia, al costo della sua distruzione, del massacro collettivo e della crisi umanitaria, conferma ancora la piena validità del principio basilare di Rothschild che guida storicamente le operazioni imperiali di conquista: "Dove non c'è guerra, bisogna inventarla per fare scambi."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/Libia-25Ago-2.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/Libia-25Ago-4.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/Libia-25Ago-5.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/Libia-25Ago-8.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/Libia-25Ago-11.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/Libia-25Ago-14.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/Libia-25Ago-17.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/battagliatripoli1.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/battagliatripoli2.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/battagliatripoli3.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/battagliatripoli4.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/battagliatripoli5.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/battagliatripoli6.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;img height="300" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/battagliatripoli7.jpg" width="450" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;object height="345" width="420"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/VM_YydluA0g?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="345" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="345" width="420"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Vb53bF72U9o?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="345" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="345" width="420"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/sqKTbYKqqBQ?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="345" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="345" width="420"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-S2yzBvmTrM?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="345" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/object&gt;&lt;/center&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, Helvetica; font-size: 11px;"&gt;&lt;object height="345" width="420"&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a href="http://www.bloglines.com/sub/http://pensareinprofondo.blogspot.com"&gt;
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