Mi sono lasciato alle spalle il Guatemala partendo verso le 5 di mattina.
La pioggia ci ha accompagnati, flash della memoria che mi riportano l'immagine di quell'uomo a cavallo stretto nel suo poncho. Colore del rame alle prime luci su per la montagna.
Frotte di bambini con fasce di legna sul capo ai margini della strada. L'arcobaleno tra le montagne. Baracche di lamiera e tanta poverta'. Troppa.
L'ultima sera e' stata in compagnia di un ragazzo di 31 anni, lui e la sua famiglia senza piu' casa perche' bruciata al mattino. L'affitto di un pick up per portarlo dentro una chiesa, un po' di elemosina che qui i preti non negano a nessuno.
Mi sento perso, ripenso a quella volta in cui uno mi porto' a comprare latte in polvere per suo figlio, non voleva offendermi dandomi l'idea di essere uno in cerca solo di soldi.
Ho i brividi e sento un groppo salire alla gola. Scendere giu' fa bene all'anima.
Pezzi di un mondo distante che ritrovo dopo anni, mi sento bene e sto male nello stesso tempo. Troppi ragazzini che ti chiedono di pulirti le scarpe, tante bambine con braccialetti colorati che provano a convincerti di come non puoi farne a meno.
E ti guardano, come se arrivassi da un mondo distante. Inarrivabile.
Adios Guatemala, ti saluto enon ho idea se mai ritornero' qui. Ho rivisto Livingstone, quei Garifuna che ancora ci vivono. E' cambiato molto anche li' ed i ricordi si scoloriscono quando confronti quello che c'e' ora con quello che ricordavi. Meglio lasciarlo al sogno il passato. Quello che c'e' ora e' peggio. Per tutti.
"Ci sono battaglie perse in partenza. Questo non vuol dire che non si debbano combattere fino alla fine. Qualche volta, molto raramente, si vince."
domenica, gennaio 30, 2011
lunedì, gennaio 24, 2011
Che dire?
Gia',
che dire?
E' iniziato con una faringite che mi ha fatto conoscere le capacita' di un medico guatemalteco. Una visita prolungata, di quelle che non si fanno piu' da noi. La pressione misurata a tutte e due le braccia , una auscultazione prolungata, misurazione della febbre etc.
Alla fine per 150 quetzales (15 euro) il responso e la cura.
L'antibitiotico me ne e' costato 458 (45 euro), gli antistaminici 100 (10) . Uno che guadagna 140 euro (la media di un impiegato) deve sperare di stare bene, sempre.
Luiss lavora come guardia di sicurezza nel bar, con il suo fucile a pompa passeggia per i tavolini per 12 ore al giorno per 26 giorni al mese. Poi si riposa per quattro. Ha 18 anni.
Qui la vita e' dura, per ogni cosa che tu debba fare. Muoverti, curarti, sopravvivere ed anche morire
.
Posto piu' duro Mixco. La piu' alta concentrazione di crimini del Guatemala, assalti ai bus (11 morti le scorse due settimane) repine ed omicidi.
Ho chiesto se sentono la crisi, mi hanno risposto che per un povero non fa differenza.
Nel triangolo degli Ixil ho dato il mio contributo alla memoria. quando ti indicano i luoghi degli eccidi lo fanno nominando il nome delle famigie che vi abitavano.
Zone a 2.000 metri nel Quiche'. Hanno combattuto duro e la visita e' ad una sorta di museo degli orrori.
Ora sono qui, al caldo. Domani riparto dopo aver perso e salutato il mio compagno di viaggio. Non ci voleva la faringite, sono saltati un po' di programmi, pazienza. Prossima tappa Chiapas.
Hasta luego-
che dire?
E' iniziato con una faringite che mi ha fatto conoscere le capacita' di un medico guatemalteco. Una visita prolungata, di quelle che non si fanno piu' da noi. La pressione misurata a tutte e due le braccia , una auscultazione prolungata, misurazione della febbre etc.
Alla fine per 150 quetzales (15 euro) il responso e la cura.
L'antibitiotico me ne e' costato 458 (45 euro), gli antistaminici 100 (10) . Uno che guadagna 140 euro (la media di un impiegato) deve sperare di stare bene, sempre.
Luiss lavora come guardia di sicurezza nel bar, con il suo fucile a pompa passeggia per i tavolini per 12 ore al giorno per 26 giorni al mese. Poi si riposa per quattro. Ha 18 anni.
Qui la vita e' dura, per ogni cosa che tu debba fare. Muoverti, curarti, sopravvivere ed anche morire
.
Posto piu' duro Mixco. La piu' alta concentrazione di crimini del Guatemala, assalti ai bus (11 morti le scorse due settimane) repine ed omicidi.
Ho chiesto se sentono la crisi, mi hanno risposto che per un povero non fa differenza.
Nel triangolo degli Ixil ho dato il mio contributo alla memoria. quando ti indicano i luoghi degli eccidi lo fanno nominando il nome delle famigie che vi abitavano.
Zone a 2.000 metri nel Quiche'. Hanno combattuto duro e la visita e' ad una sorta di museo degli orrori.
Ora sono qui, al caldo. Domani riparto dopo aver perso e salutato il mio compagno di viaggio. Non ci voleva la faringite, sono saltati un po' di programmi, pazienza. Prossima tappa Chiapas.
Hasta luego-
martedì, gennaio 11, 2011
Me voy
Leggerete queste righe quando sarò da qualche parte, stretto in un sedile ed in procinto di combattere una battaglia decisiva con il mio vicino per la conquista del bracciolo.
La giornata è iniziata presto questa mattina, la corriera per Caselle è partita alle 5,20. Il primo aereo per Madrid alle 8.00
Ho accarezzato la testa riccia di mio figlio (una meraviglia di brasiliano) e baciato mia moglie (una meraviglia di donna), e mi sono avviato.
Parto con la tristezza di non poter salutare per l'ultima volta un compagno che ieri è andato via per sempre, si chiamava Sergio e tanto abbiamo condiviso. Sogni, speranze, lotte, illusioni e sconfitte.
Parto con la tristezza di non poter salutare per l'ultima volta un compagno che ieri è andato via per sempre, si chiamava Sergio e tanto abbiamo condiviso. Sogni, speranze, lotte, illusioni e sconfitte.
Spero che questo post vi trovi bene, a tutti senza eccezione alcuna.
Così per qualche mese stacco e "me voy". Torno in posti da cui manco da troppo tempo ormai.
A qualcuno di voi l'ho già detto, gusterò con calma questo viaggio. Proverò a ritrovare gente che non vedo da anni, rifare cose abituali come sedermi a bere la cerveza da El Portal nella zona 1 di Città del Guatemala, il posto preferito da Che Guevara ed inserito in uno dei quartieri più tosti della città.
E poi lo spazio.
Quello non si può raccontare, bisogna viverlo.
Gli incontri e le amicizie di un giorno, la tristezza e l'allegria di quei posti. La vita che ti scorre attorno, gli indios e le comunità zapatiste. Le spiagge del pacifico in salvador e mexico. Posti con nomi altisonanti come La Libertad, spiagge nere e fatte dalla lava dei vulcani, bianche ed infinite.
I sentieri percorsi dai tanti che in molti in quei posti hanno sacrificato la vita per far vivere ai propri figli una vita più giusta.
Partigiani, contadini, donne e ragazzi morti a migliaia nell'indifferenza del mondo.
http://www.youtube.com/watch?v=jivZBEHs_I4&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=jivZBEHs_I4&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=EN6LWdqcyuc&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=1qifiecv2Mk&feature=related
Torno lì e so che starò bene. Meglio di come sto qui, per un pò almeno.
Non è che siano posti facili, anzi. Basta leggere qualche giornale di lì per rendersene conto.
Non è che siano posti facili, anzi. Basta leggere qualche giornale di lì per rendersene conto.
Beh, che lascio oltre agli affetti ed in fondo per poco tempo? Un paese che non amo più. Un paese che fa fatica a ritrovare dignità, orgoglio e forza di liberarsi di una rete fatta da consorterie di potere, uomini arroganti e ricchi.
Certo, ci sono anche lì. Solo che lì danno prova di resistenza e di energia che qui non c'è.
Mi basta riandare con la memoria a quelli che ho conosciuto, a quello che mi hanno raccontato, a quello che ho visto, di come seppellivano amici,mogli e figli continuando a lottare.E' sufficiente comparare i loro leader con le amebe di cui dobbiamo (dovete) accontentarvi da queste parti.Come procedono loro e come noi.
Bisogna toccare con lo sguardo e le mani certe cose per sapere di cosa parliamo.
E poi ci sono loro, le comunità zapatiste. Gente che ostinatamente difende uno spazio di vita, che non cede alle lusinghe di chi si presenta con valigetta di cuoio e dollari per farli arrendere e, quando non bastano quelli, li ammazza.
Con un tipo che va in giro ad alimentare un sogno. Un tipo che somiglia tanto ad un argentino. Gente di cui innamorarsi e basta.
Mi basta riandare con la memoria a quelli che ho conosciuto, a quello che mi hanno raccontato, a quello che ho visto, di come seppellivano amici,mogli e figli continuando a lottare.E' sufficiente comparare i loro leader con le amebe di cui dobbiamo (dovete) accontentarvi da queste parti.Come procedono loro e come noi.
Bisogna toccare con lo sguardo e le mani certe cose per sapere di cosa parliamo.
E poi ci sono loro, le comunità zapatiste. Gente che ostinatamente difende uno spazio di vita, che non cede alle lusinghe di chi si presenta con valigetta di cuoio e dollari per farli arrendere e, quando non bastano quelli, li ammazza.
Con un tipo che va in giro ad alimentare un sogno. Un tipo che somiglia tanto ad un argentino. Gente di cui innamorarsi e basta.
Così "me voy" e la tentazione è di farlo ancora e per più tempo. Vedremo. Non mi ci vedo qui ad invecchiare guardando il culo di qualche giovane signora da una panchina , ad impigrirmi parlando di rivoluzione su "feisbuk". Di continuare a scrivere dei misfatti della società italiota della quale, in fondo, non mi frega più un cazzo.
E come si fa? Lascio un posto che ha come nuovo profeta un tipo come Marchionne,uno che in modo disinvolto punta una rivoltella alla testa di gente debole ricattandola "o con me o ti porto via la speranza di sopravvivere". Come si fa senza ribellarsi e prendere un mitra contro questa gente?
Lascio un posto in cui regna sovrano un settantenne ricco che ha conformato a sua immagine e somiglianza gran parte di quelli che mi sfiorano al mattino.
Non è tutto nero, sicuramente. E non è giusto mettere nel mazzo anche chi "resiste", lotta duramente tutti i giorni e lo fa mettendo a rischio se stesso. Io sto con loro, senza se e senza ma.
Ci sono però troppi "culi" flosci.Troppi "intellettuali" benpensanti e con le chiappe al caldo, garantito da una condizione sociale che li fa diversi da me e dai tanti che viaggiano sul filo del rasoio. Gente senza nerbo, presa tra una dimostrazione al sabato e lo shopping per scegliere la scarpina adatta per l'uscita serale.
Ci sarebbe da dire anche qualcosa su qualcuno di voi, di quelli che conosco (maschio o femmina non dirò), di come siete e di come vi siete rivelati in questi mesi.
Però lasciamo stare. UN ABBRACCIO.
Bene vi lascio, passatevela prendendo il meglio da ciò che passa il convento. Vi penserò.
sabato, gennaio 08, 2011
Io scriverò
Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso
con stelle al neon e un poco d'universo
mi sento un eroe a tempo perso
io scriverò se vuoi perché non ho incontrato mai
veri mattatori e veri ombrellai
ma gente capace di chiederti solo come stai
io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi
ma posso garantirvi che io
non ho mai dato troppo peso al sessso mio
ma con chiunque sappia divertirsi mi salverò
che viva la vita senza troppo arrichirsi mi salverò
che sappia amare che conosca Dio come le sue tasche
io scriverò perché ho vissuto anche di espedienti
perché a volte ho mostrato anche i denti
perché non potevo vivere altrimenti
io scriverò sul mondo e sulle sue brutture
sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure
sul mio passato e sulle mie paure
mercoledì, gennaio 05, 2011
Quei fenomeni dei riformisti, il caso Ichino
Qualche giorno fa mio cugino, durante una passeggiata, mi disse " Le scelte nella vita politica sono tre e sono semplici; o stai con i conservatori cioè la destra e tutto quello che fai è nell'ottica di perpetuare le differenze perché pensi che siano il motore della società, o con i riformisti e quindi cerchi di riformare e migliorare il sistema per gradi nell'ottica di un miglioramento dello status delle classi sociali che accorci la distanza tra le stesse, oppure stai fuori e cerchi di lavorare per la rivoluzione perché i processi veri di cambiamento nella società arrivano attraverso delle rotture traumatiche"
Questa mattina ho letto l'intervista ad Ichino il quale, a proposito della vicenda Fiat, dice " Quelli che dicono che non bisogna cambiare nulla nelle relazioni sono dei conservatori"
Ho provato ad abbinare i due ragionamenti ed a collocare questo signore (che predica bene ma razzola male) ed ho constatato come tutto ciò che ha un significato nella vita dipende dal momento e dalla sua collocazione storica, così mi ritrovo a destra e conservatore e lui a sinistra insieme ai padroni.
E così questo capolavoro dialettico alla fine colloca quelli come me proprio nel campo di quelli che ho combattuto per una vita.Per Ichino la conservazione è quella roba che resiste allo smantellamento di una serie di diritti, che resiste all'algebra delle relazioni sociali sintetizzata dal segno meno per chi meno ce l'ha già nella vita tutti i giorni. Anche per lui il solco delle differenze è la linfa vitale che muove il tutto (questo non lo dice ma non mancherà molto alla scoperta di questa verità).
Un fenomeno questo professore dall'aria serafica vagamente somigliante ad Himler. Questa gente a me fa paura ed istintivamente, da conservatore, mi fa portare la mano alla fondina. Chi sa come mai!
Questa mattina ho letto l'intervista ad Ichino il quale, a proposito della vicenda Fiat, dice " Quelli che dicono che non bisogna cambiare nulla nelle relazioni sono dei conservatori"
Ho provato ad abbinare i due ragionamenti ed a collocare questo signore (che predica bene ma razzola male) ed ho constatato come tutto ciò che ha un significato nella vita dipende dal momento e dalla sua collocazione storica, così mi ritrovo a destra e conservatore e lui a sinistra insieme ai padroni.
E così questo capolavoro dialettico alla fine colloca quelli come me proprio nel campo di quelli che ho combattuto per una vita.Per Ichino la conservazione è quella roba che resiste allo smantellamento di una serie di diritti, che resiste all'algebra delle relazioni sociali sintetizzata dal segno meno per chi meno ce l'ha già nella vita tutti i giorni. Anche per lui il solco delle differenze è la linfa vitale che muove il tutto (questo non lo dice ma non mancherà molto alla scoperta di questa verità).
Un fenomeno questo professore dall'aria serafica vagamente somigliante ad Himler. Questa gente a me fa paura ed istintivamente, da conservatore, mi fa portare la mano alla fondina. Chi sa come mai!
sabato, gennaio 01, 2011
I giovani e Napolitano
Napolitano dall'alto dei suoi 80 e passa anni ha detto che bisogna investire sui giovani. Tutti, in coda, a dire "Minchia come ci ha ragione!"
Il tutto abbarbicati alle loro poltrone.
Ora, quando uno non ha un cazzo più da dire fa il presidente della repubblica perché in quella posizione ben rappresenta gente che non ha un cazzo da chiedere.
Paese di lobotomizzati per lo più.
Basta una passerella in TV ed anche un giovinotto rivoluzionario torna a più miti consigli. Pensa te a dare a questi la missione di liberare il paese.
La dimensione dell'età è una variabile impazzita in questa economia. Che vuol dire oggi essere giovani? Uno di 50 anni espulso dal mercato del alvoro cosa rappresenta? Una terra di mezzo?
Investire sui giovani. Cioè?
Perché non raccontate loro che in un sistema aziendale fortemente gerarchico lo spazio è per pochi eletti, contano le relazioni. Il resto è fuffa e la tua preparazione scolastica con tanto di master e laurea in ingegneria gestionale te la puoi appendere al pisello. Se sei maschio.
In un paese che produce tortellini e rigatoni, bottiglioni di vino e servizi per drogherie che significa investire sui giovani?
Perché non la smettete di propagandare un'idea di società che non esiste?
Il futuro è fatto dal tempo passato dietro ad un bancone a friggere patatine con la tua bella divisa addosso, oppure a battere scontrini. Magari, se c'è, in qualche fabbrica alla Marchionne.
Ma con quello non è cambia la sostanza.
Questa è una piramide, come tutte le piramidi costruita a forza di schiavi e di illusioni. Fino a che uno non realizza.
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