giovedì, dicembre 13, 2007

A pugno chiuso



I quattro operai sono stati sepolti.Siamo tornati tutti a casa.L'immagine terribile di questi giorni è quella di un padre davanti ad una bara vuota nell'obitorio.Non hanno potuto esporre quello che rimaneva di suo figlio.

Ci siamo asciugati le lacrime, stretto il pugno salutando i nostri fratelli.Ascoltato le parole di quelli intorno raccontare cosa è la vita in fabbrica. Non solo quella. Cosa è la vita tutti i giorni.Un tempo qualche casa del popolo o sezione di partito avrebbe accolto quelle persone.Oggi non c'è nulla dentro cui sedimentare la tua rabbia, raccogliere le energie e provare a cambiare quello che tutti i giorni ti attraversa velocemente l'orizzonte.

Quei morti ci ricordano come vivere.Con un pò di dignità e con la testa alta.Provando a cercare tempo per noi, i nostri figli ed i nostri amici.Rallentando il passo.
Rimangono questioni aperte. Lo sono da sempre e mai riusciremo a chiuderle.Ci proveremo, se non altro passando il testimone a qualcun altro. Per fare questo è necessario un lavoro duro, però anche in quello la consapevolezza di sapere che è un modo per dare un senso ai nostri giorni.Un pò come per i pionieri che sapevano solo di avere strada davanti.

5 commenti e critiche:

Riverinflood ha detto...

Quando seppellimmo il nostro futuro quel giorno non lo sapevamo perché nascemmo con il fardello dell'arrangiarsi e della speranza; portavo la brocca d'acqua fresca sotto il solleone d'agosto a quelli che scavavano la fondazione della strada che dal paese portava alla casa del padrone per 800 lire al giorno e guardavo mio padre scavarsi la fossa e pensare a noi figli.

mario ha detto...

Questa mattina ad un operaio che diceva"cosa dobbiamo fare? che speranze abbiamo?lo facciamo per i nostri figli.Io faccio 50 ore di straordinario sempre perchè mi serve per vivere"
Un altro ha detto" che speranza vuoi che dia a mio figlio con 1,000 euro al mese?"

Ed ha detto...

Temo che le cose non cambieranno di molto.

samie ha detto...

già... a pugno chiuso!

moltitudini ha detto...

Grandissime le ultime righe.
moltitudini.splinder.com

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