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Le facce

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Riesce difficile parlare di Vik, di quelli che come lui hanno speso la loro vita per una causa. Ieri ho partecipato alla commemorazione di Miccichè. Un operaio di 25 anni che nel 1975 fu ucciso a Torino, durante un'occupazione di case, da una guardia giurata. Un colpo di pistola tra gli occhi e la sua vita finì. Quello che mi imbarazza è leggere il modo in cui la vita di questi compagni viene usata. Hanno un comune denominatore, durante la loro vita fanno fatica a farsi ascoltare, le loro azioni vengono viste come quelle di isolati estremisti, fanatici. Quando fai puntano il ditino su di te. Ti giudicano, scrivono frasi vaporose che cercano di rompere quell'immagine di cavaliere solitario ed errante. Ti prendono per il culo. E' evidente che non parlo di chi con loro condivide ideali, modalità di lotta e (con tutti i limiti) si applica nella propria vita cercando in qualche modo di essere coerente con principi ed orizzonti ideali. Parlo di quelli che accendono il lumino, ...

Correre, la discesa

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La discesa, si preparò ad affrontarla concentrandosi, sapeva che un passo falso poteva voler dire cadere, irrigidì i muscoli, cercò di scacciare i pensieri, cambiò postura e si avviò, il sole, la polvere, il sudore, la fatica, si sentiva bene, non vedeva tracce di erba, solo sassi, correva veloce, come a scacciare fantasmi, ricordò le parole, le sensazioni, come aveva deciso, quel giorno camminando per strada, nella sua città, tra gente sconosciuta, i marciapiedi pieni di folla, neanche uno sguardo a sfiorarlo,l'indifferenza, le vetrine e le luci, la merce abbondante, i sorrisi stereotipati, i semafori a regolare il flusso, non quello dei pensieri, quello della gente, la gente, i loro movimenti, la lentezza e la frenesia, poi si accorse di lei, la vide di sfuggita, diversa, calda, sconosciuta, distante, era da tanto che cercava, e la vide lì, tra la folla, tra le sue cose, la seguì, gli piaceva come si muoveva, la leggerezza dei suoi gesti, i capelli sciolti, ne immaginò il profumo...

Il mio viaggio nelle immagini che ho scattato

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Vittorio Arrigoni ed i testimoni scomodi

Vittorio e' morto. Vivi la tua vita intensamente, come in una pellicola cinematografica le emozioni si alternano. In sala gli spettatori ti osservano mangiando il loro pacchetto di popcorn.Ogni tanto fanno "Oohhh". Partecipano emotivamente, si asciugano una lacrima. Poi tornano alle loro cose. Ai loro sorrisi ed alla loro vita. Tu sai che per quanto ti sforzi non potranno mai capire la differenza tra esserci e stare ai margini come spettatori.  Poi la pellicola finisce, il nastro velocemente si riavvolge, qualcuno lo rimette sullo scaffale, e qualcuno  lo riprenderà per capire. E tu rivivrai. Vittorio e' morto, e non posso non pensare a chi rimane. Ma non a voi.Piango e penso a chi porto nel mio cuore.Gente anonima, testimone di fatti che con l'incoscienza dell'essere giovani stanno li', sporcandosi le mani, dalla parte giusta. Ce ne sono, cazzo se ce ne sono. Scrivono documenti incredibili su esperienze di vita per molti incomprensibili. Passano il temp...

Liberate Vittorio Arrigoni

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http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI&feature=share http://www.youtube.com/watch?v=SblB2O7AfP4&feature=related

Correre

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Inizio' a correre lungo il sentiero guardando fisso davanti a se', l'erba bassa gli toccava le caviglie, i sassi gli pungevano la pianta dei piedi, pensava al suo passato ed a quanto fosse distante in quel luogo, pensava alle sue azioni, a come aveva vissuto fino ad allora, la corsa era leggera, il paesaggio intorno colorato da una luce lieve che il sole del primo mattino faceva trasparente, la rugiada  ogni tanto  sfiorava   i suoi polpacci, le prime gocce di sudore iniziarono a imperlargli la fronte, ansimava, ma non sentiva dolore nei polmoni, il ritmo dei suoi passi con il procedere diventava sempre piu' armonioso, guardo' di lato, gli animali che incrociava lo guardavano stupiti, lui solo in quel luogo, ripercorse con la mente gli ultimi giorni, a come aveva preso quella decisione, accelero' il passo, senti' la fatica, il dolore nel costato ma guardo' ancora davanti a se', la liberta' costava fatica e non faceva sconti, un  groppo alla gola ...

Xanica- Oaxaca, Mexico

Questo il lavoro svolto dai compagni del nodo solidale , ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscerli e li porto nel cuore. INTRODUZIONE I collettivi europei Nodo Solidale (Roma), il Collettivo Zapatista “Marisol” (Lugano) e Nomads di XM24 (Bologna), che formano la PIRATA (Plataforma Internacionalista por la Resistencia y la Autogestión Tejiendo Autonomías) , hanno organizzato una Brigata di osservazione sulle violazioni dei diritti indigeni nella comunità di Santiago Xanica, Oaxaca, alla quale hanno partecipato anche un'attivista francese e una dello Stato Spagnolo. La Brigata ha visitato il Municipio e i suoi dintorni, da lunedì 14 al successivo 21 marzo 2011, raccogliendo voci e immagini delle persone che stanno subendo le suddette violazioni. Il lavoro si è svolto intervistando gli/le integranti dell'organizzazione locale Comitato di Difesa dei Diritti Indigeni (CODEDI) 1  ed alcuni abitanti, esaminando documenti e attraverso riunioni di genere con le don...

Narcos

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Mazatlan e' una citta' con un quartiere coloniale bellissimo, da tempo e' abitata da canadesi e yankee che vengono qui a svernare.  Ha una spiaggia lunga 25 km., un paio di isole di fronte, delfini e balene che transitano al largo. L'ho frequentata per giorni, sono andato a dormire in un quartiere un po' cosi' e li' ho vissuto giornate "intense". Al mattino il sole non ammette che tu poltrisca nel letto, e' forte, caldo e mette addosso voglia di muoversi. C'è l'abitudine di vendere i giornali con lo strillone che, in pratica, ti fa l'elenco delle notizie piu' importanti. E qui sono per lo piu' notizie di morte. L'esercito pattuglia la citta' costantemente, cosi' fa la polizia federale, quella comunale e quelli addetti alla prevenzione del crimine. Li vedi girare sulle loro camionette scoperte, con le mitragliatrici sul tetto ed i mitra nella tua direzione. La pretesa e' quella di rassicurarti, la voglia che...

Saviano....ma vai a cagare, va'

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http://www.youtube.com/watch?v=RweqkHM0VVw&feature=player_embedded#at=170

Tierra y Libertad - Emiliano Zapata

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Guatemala Y Mexico

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Lavoratori stagionali e vite che non valgono nulla nel mercato delle braccia

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Salgo sul pullman assonnato, la sveglia mi ha buttato giu' dal letto nonostante la resistenza di buona parte del mio corpo. A Tepic il tempo è fresco, il cielo azzurro e decine di poliziotti armati fino ai denti si muovono per la citta'. Vado al fondo e mi siedo vicino ad un tipo con una bandana verde in testa, un paio di occhiali neri ed il corpo tatuato in lungo ed in largo. "Mucho gusto hermano, mi nombre y Mario"  - " Mi placer, Nestor" Insieme a lui una decina di persone occupano i posti davanti a noi. Sono giovani ed anziani. " Da dove arrivi?"  " Da Ermosillo, siamo lavoratori stagionali e torniamo a casa" " Ella   ha   ganado   mucho   dinero ? " No, non abbiamo guadagnato nulla, il padrone ci ha cacciati" Lo guardo interdetto, lui alza i suoi occhiali sulla fronte mi fissa ed inizia il suo racconto. " Siamo arrivati nella tenuta di Ermosillo di sera, si chiama vignedos 2000. Ci hanno alloggiati in una s...

La vida y la muerte aquí en México

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Ieri sera sono arrivate quattro camionette della polizia federale. Viaggiano in colonna, quattro seduti e rivolti alla strada con i mitra ben in vista, uno in piedi e su una specie di torretta con la mitragliatrice puntata in avanti. La maggior parte con un passamontagna nero sotto elemetti da guerra. Sono scesi velocemente, un paio a guardia dei mezzi con i mitraglieri il resto e' entrato in un palazzo qui nel centro a Durango. Ho sentito urla, rumori frenetici ed oggetti buttati per terra. Una paio di ragazzi con felpe colorate si sono calati giu' da una finestra, uno di quelli in strada ha puntato il mitra in faccia ad uno di loro, e quelli si sono fermati buttandosi per terra. Per terra ci sono finito anch'io. Insieme a tutti quelli che, curiosi, osservavano la scena. Per fortuna non ci sono state conseguenze, solo un grande spavento e niente di piu' . Hanno caricato i due su una camionetta, le mani legate dietro la schiena, due in piedi con l'arma pun...

Zappare la terra in comunita'

Mi sono recato nell'associazione della difesa dei diritti degli indigeni di OAXACA per dare una mano a rizollare un terreno. Zappare la terra e' un'attivita' dura, se non lo hai mai fatto poi ti fa vedere come il tempo passato a fare sport o ad allenarti non serve ad un cazzo. Nella serra ci siamo alternati per un po'; nonostante l'inizio dei lavori sia stato di buon mattino, e con il freddo, dopo dieci minuti mi sono ritrovato con la maglietta a maniche corte e con i primi goccioloni di sudore. Il progetto che mi e' stato illustrato rientra in una serie di interventi che vengono fatti dall'associazione sulle comunita' che abitano in prossimita' della citta'. L'obiettivo e' quello di ricreare le condizioni affinche' queste persone non abbandonino le loro terre, riscoprano tecniche di coltivazione antiche, ripercorrano con la memoria la storia della propria gente e fortifichino i legami tra di loro all'interno della comunit...

L'incontro con Felix ed il disagio degli umili

Incontro Felix davanti al portone dell'universita'. E' chiuso e per spiegare il motivo c'e' un cartello che da' conto di quanto guadagna un rettore e quanto un aggregato al corpo docente. Poche cifre ma significative. Felix scuote il capo, ne approfitto ed inizio a parlare con lui. Gli chiedo la sua opinione sulla quesione salariale, faccio riferimento al salario minimo (50 pesos al giorno) e per significargli la mia "sorpresa" gli dico cosa pótrebbe farci dalle mie parti con quella cifra.   - Io guadagno di piu', mi dice, faccio l'autista e porto a casa 4.000 pesos al mese. Sono un taxi driver e con quei soldi devo pagare anche le spese. -Viviamo a casa di mia madre, con i miei tre figli e mia moglie, vesto con quello che trovo e mangio l'indispensabile. Viviamo cosi', e sono un privilegiato. Se vai oltre quelle montagne, e mi indica la linea dei monti davanti a noi, troverai ancora piu' poverta'. La nostra a confronto e...

Come protestano gli impiegati statali, meglio detti insegnanti

Invece che alzare la voce e dare il giro al nano i professori e gli studenti scelgono il silenzio come forma di protesta. Sempre pensato che il problema e' quello strato gelatinoso d'impiegati dello stato. Un personale vaffanculo a questa forma di protesta. Qui, tanto per marcare le differenze  Probabilmente, come dice una mia amica, con la faccina con la tintarella appena presa dopo la settimana bianca questa e' una nuova forma di resistenza.