"Ci sono battaglie perse in partenza. Questo non vuol dire che non si debbano combattere fino alla fine. Qualche volta, molto raramente, si vince."
mercoledì, dicembre 29, 2010
Fassino il riformista
Fassino dice che se fosse un operaio lui firmerebbe il sì all'accordo con Fiat, peccato che lui non sia un operaio e che con la mogliettina porta a casa 30.000 euro al mese senza fare un cazzo e senza alcun bisogno di diminuire le pause per aumentare la produttività. Tra l'altro, ma se le macchine non le vendono di che cazzo parlano? Vale la pena commentare le minchiate di questi personaggi, e le seriose tavole rotonde con gente del calibro di Boeri ed Ichino? Io dico di no, e sono convinto che facciano cosa buona e giusta, per la loro salute, a girare con la scorta. Con la logica del nuovo che avanza questi, tra un pò, convinceranno la gente che è giusto che i bambini tornino a lavorare in miniera perché è prassi in Cina ed in Cile. Ma è prassi pure incazzarsi e ribellarsi di fronte a queste sottili logiche.
mercoledì, dicembre 22, 2010
Conferme
Bondi fa il pianista e vota al posto degli altri dando lezioni di democrazia, la figlia di Berlusconi critica la Carfagna per dire che il papà è uno stronzo, wiki leaks ci racconta che gli ameriKani sono delle merde insieme a mezzo mondo. Insomma un pò di roba per le quali avevamo bisogno di conferme? Sarà per quello che ci dedichiamo all'incendio e lasciamo stare la dialettica?
martedì, dicembre 21, 2010
giovedì, dicembre 02, 2010
Sul Che e sui rivoluzionari
Una delle migliori biografie sul Che è quella scritta dal padre. Non tanto per il modo e la forma in cui ci viene raccontata la sua vita, quanto per la possibilità di cogliere la forza di quell'intimità che altri scritti non hanno.
Nel percorrere la sua storia si entra in un mondo che da subito ha indirizzato il Che verso quello che sarebbe stato il suo destino, l'influenza della madre nel non porsi limiti e nella capacità di affrontare i pericoli senza timori reverenziali, l'ambiente in cui crebbe caratterizzato dal senso dell'avventura tipico di chi vive in grandi spazi ed in luoghi in cui si ha poco per sopravvivere, l'abitudine ai cambiamenti e la predisposizione a fare di ogni luogo non un punto di arrivo ma uno di partenza.
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