La rivoluzione è bella in sé, poi diventa tragedia per nani
La storia del terrorista Battisti
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Qui una ricostruzione "di parte" della storia di Battisti per il qualeè stata chiesta l'estradizione al Brasile.
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Commenti
Anonimo ha detto…
Mario, che dire: clap clap clap. Certo, andrebbe letto da chi..ha bisogno di leggerle, queste cose, non da chi non ne ha bisogno. Oh, a me per altro i libri di Battisti son piaciuti.
Anonimo ha detto…
Se permetti, linko questo tuo su OKNOTIZIE. Anche se non permetti. ;)
Nel nostro piccolo facciamo un pò di contro-informazione. Poti, dottò, poti (licenza dall'italiano)
Anonimo ha detto…
Io in genere sono meno garantista di voi Bisognerebbe comparare tale processo con un processo ad un mafioso o ad un politico indagato per reati colelgati alla mafia e pretendere una procedura uguale.
Spq mi sta sulle balle ed ha lo stesso effetto,con molti dei suoi post, che mi farebbe un piumino d'oca indossato nel deserto cileno ( qui e qui .) Però chi pontifica di regole e di gente che abusa del suo potere in redazione, dovrebbe anche spiegarci un paio di cose: 1- ritiene accettabile che si sospendano delle persone, sulla base di un pregiudizio,inventando una procedura ed una regola che dovrebbe quanto meno essere messa in discussione e votata? 2- come giudicare una mail che ci informa della prossima votazione sull'espulsione di Spq con argomenti che, di fatto, sanciscono un giudizio di parte? La redazione deve (dovrebbe) limitarsi ad informare del quando e su quale questione.Aprendo uno spazio, al limite, di discussione sull'argomento. Se si scrivono cose del tipo " Inoltre desideriamo informare il collettivo che il blogger in questione, vista la gravità del fatto che ha commesso..." la stessa redazione si assume un ruolo improrpio e questo non ci rassic...
Mi accodo al post che questa mattina Tisbe ha inserito su Kilombo. Non voglio entrare nel merito di vicende che hanno portato a scazzi dei quali, personalmente, avrei fatto a meno. Quello che non capisco, e su cui voglio che si risponda, è la palese violazione di "regole" che, per quanto opinabili, scritte male o fate un po' voi, non prevedono attività che reputo censorie nei confronti di chi chiede di entrare in Kilombo. Qual'è il motivo per cui non è stato accettato Max?E' un fascio? E' uno che ha scritto cose orripilanti in tema di diritti civili?Ci sta sul cazzo perché è sionista o filoisraeliano?C'è una motivazione "politica", razionale, comprensibile ai più che ci illumini?Non dovrebbe essere Kilombo un luogo, una piazza in cui certe situazioni ed informazioni devono essere condivise se non altro perché rispettiamo in noi e negli altri la capacità di ragionare ed opinare? La stessa questione riguarda chi in questo momento è sospeso a ...
Una settimana fa Veltroni ha rilasciato un'intervista nella quale ha anche affermato che la sinistra deve imparare che il nemico non è il ricco ma la povertà. Questo concetto è stato ripreso, il giorno dopo, da Milly Moratti in una intervista alla stampa. la sintesi del suo pensiero è questa: 1- bisogna saper distinguere tra chi i soldi li ha fatti creando valore per la comunità e chi fa fortuna speculando 2- la missione dei ricchi è quella di produrre ricchezza che dia impulso all'economia e sia foriera di opportunità di lavoro per la comunità, i ricchi come classe dirigente consapevole 3- il processo del punto 2, se fatto senza rotture di balle, deve essere realizzato all'interno dei confini nazionali senza delocalizzazioni che impoveriscono il paese. La sintesi forse è un pò brutale e semplice ma contiene il senso delle parole della Milly. Che dire ? Intanto constatiamo il disagio di dover distinguere, moralmente, tra due tipi di ricchezza : quella speculativa e quella d...
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Certo, andrebbe letto da chi..ha bisogno di leggerle, queste cose, non da chi non ne ha bisogno.
Oh, a me per altro i libri di Battisti son piaciuti.
Anche se non permetti.
;)
Poti, dottò, poti (licenza dall'italiano)
Bisognerebbe comparare tale processo con un processo ad un mafioso o ad un politico indagato per reati colelgati alla mafia
e pretendere una procedura uguale.