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Libertà e violenza

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Prendo spunto da questa nota della mia amica Maria- Cristina Serban per proporre un dibattito che ha come oggetto il titolo di questo post.Gli interventi che seguono discutono del nesso tra libertà e violenza.La citazione è di Ludovico Geymonat "La libertà è lotta. La tesi contraria è sostenuta di fatto da coloro che, avendo lottato e vinto in un passato più o meno lontano, hanno tutto l'interesse che non si lotti più, onde vengano conservati i loro privilegi. È sulla base di questa situazione parallela che qui abbiamo sostenuto l'inscindibile rapporto fra libertà e violenza. Molte esaltazioni, per lo più retoriche, della nonviolenza intesa come bene indiscutibile, sono un segno di ignoranza più che un frutto di raffinata sensibilità e di alta civiltà. (Ludovico Geymonat, "La Libertà", 1987)" S A La violenza, intesa come lotta, battaglia, combattimento (e non certo come violenza gratuita) è sicuramente un mezzo. In quanto tale è neutro, ma anche ha modo e ...

A proposito di antropologia marxista, quei comunisti con l'altoparlante

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Un post dedicato alla memoria scritto da un amico. COMUNISTI CON L'ALTOPARLANTE- autore Carmine Nigro martedì 24 marzo 2009 alle ore 12.00 Abitavo fin da piccolo, in un quartiere popolare a Salerno, sotto casa mia c'era una sezione del PCI dove mio padre mi portava spesso; praticamente ho passato la mia infanzia in quella sezione, tra i ricordi dei vecchi compagni che nel 42 si salutavano con voce bassa "compagno", a un edicolante anarchico i fascisti gli avevano bruciato l'edicola, altri ammanettati e pestati nei portoni. Nel '45 ballavano nei cortili: a mezzanotte l' "l'Internazionale. La domenica in sezione l'orchestrina con il contrabasso. Poi il 25 aprile in strada vendono l'Unità l'Italia è libera. Quando c'era bisogno, i vecchi comunisti del mio quartiere uscivano con l'altoparlante su una vecchia auto. Uscivano per l'alluvione del Polesine, per le lotte contadine, per la legge truffa, per Reggio Emilia nel '...

Althusser ed il marxismo ortodosso

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Nel pos t dedicato all'antropologia economica (corrente di pensiero Marxista) ed a Latouche, che spiega come è arrivato a definire le sue teorie sulla decrescita, abbiamo proposto un documento che traccia il percorso in quella direzione; vi sono citati una serie di economisti e filosofi tra cui Althusser. Vi propongo una intervista fatta a Maria Turchetto in cui parlando proprio della lettura che questi dà dell'opera di Marx fornisce un definizione di Marxismo ortodosso e del Marx economicista. "Sono il capo spirituale dei materialisti". Al telefono Maria Turchetto, filosofa esperta di Louis Althusser, con studi alla Normale di Pisa e un insegnamento di Storia del pensiero economico a Venezia, ride. Conferma di essere la direttrice dell'"Ateo", il periodico dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, ma non nasconde la lunga collaborazione con il Vernacoliere. "Ho raccolto- aggiunge con voce squillante e un accento veneto spicc...

La libertà d'informazione ed i giornalisti piagnucolanti

Ma dov’è la dignità di Santoro? Di Travaglio? Della Gabanelli? E delle centinaia di migliaia di voi che li seguite? Lewis Hill si vergognerebbe di loro, e di voi. Rampognano da non so quanti anni che in Italia c’è il ‘regime’, un regime viepiù bieco e nero, ma poi alle casse del ‘regime’ vanno a piagnucolare spazi televisivi e denaro. Mai nella storia degli oppositori d’Italia, dai giorni dei fratelli Rosselli a oggi, né nella storia d’Occidente, si è vista una condotta talmente penosa. E voi pubblico strillate che l’informazione è di ‘regime’, ma tutto quello che volete fare è starvene a casa in salotto e avere la libertà servita gratis in Tv dal ‘regime’. Ridicoli. Mai nella storia delle società civili organizzate, dalla nascita del socialismo a oggi, si sono visti così tanti incapaci cittadini. Santoro naviga per 20 anni fra le fila dei comunisti e post comunisti di Ingrao nella televisione di Stato, e oggi finge di non sapere che la Tv di Stato è un cadavere decomposto, inutile s...

Molti di loro puzzano

OTTOBRE 1912: relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione al Congresso Americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti. Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al fur...

Dall'antropologia economica come corrente marxista a Latouche

Operando un salto, tempo/spazio, rispetto alla definizione data di "economia della sussistenza" abbiamo cercato qualcosa che definisse in modo sintetico gli elementi di quella che conosciamo come "antropologia Marxista", dopo di che colleghiamo questo ad un'intervista fatta a Latouche nel 2008 in cui ci spiega come ha operato il suo viaggio a Damasco (come lo definisce lui) che lo ha portato a definire la sua teoria sulla decrescita. L'obiettivo? Provare a vedere in che modo si sviluppa il dibattito intorno a due visioni (ortodossia marxista vs. antropologia e tesi di Latouche) che valutano in modo diverso ciò che significa sviluppo.Visioni che si intersecano e si contrappongono nel momento in cui si pone il problema dei modelli di sviluppo e della crescita economica in senso lato . Da una parte la corrente Marxista ortodossa incline a valutare lo sviluppo della società e delle sue condizioni materiali come prodotto della crescita economica e delle s...

A' linea, a' prassi e sti cazzi.

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Ieri sera dalle 18,00 alle 24,00 con pausa cena di 3/4 d'ora mi sono fatto una full immersion di pippe e seghe mentali. Abbiamo iniziato con la questione delle conferenze (due palle!!) che dovrebbero essere aperte a tutti ma, nello stesso tempo, le vorremmo anche formative perché, compagni, bisogna formare i militanti e allora che cazzo di forma e sostanza gli diamo e triccheballacche. E poi, compagni, usiamo le intelligenze del partito perché un tema dovrebbe essere l'uscita dalla crisi a sinistra; ma qualcuno sa come cazzo si esce a sinistra perché tutte ste cazzo di porte sò spalancate a destra e tricchebballacche. Evvabbe' passiamo all'analisi contingente perché ci ho visto un grafico che mostra inesorabilmente che la curva della finanza va verso l'alto mentre quella dell'occupazione va verso il basso e 'na roba simile nun s'era mai vista a memoria d'uomo (sti cazzi, ho pensato). E poi che dovemo fa se non realizziamo che la prassi (a prassi??? e...

La partecipazione agli utili delle aziende

Il compagno Franco Debenedetti (fratello del Carlo, acerrimo nemico del Berlusconi, potenziale tessera numero 0 del PD e distruttore di posti di lavoro) in un articolo apparso sul Sole 24 ore ci racconta la sua contrarietà al tema che riguarda la partecipazione agli utili da parte delle maestranze. Lo fa con una serie di argomenti che sono interessanti e che vale la pena analizzare per capire cosa si gioca sulla pelle delle persone. Per sgomberare il campo da qualsiasi equivoco ritengo questa questione il classico specchio per le allodole, messo su come ultimo tentativo di conciliare e ridare un minimo di dignità ad una funzione sindacale di tipo concertativo, contro una realtà che rischia di andare avanti per i fatti suoi (conflitto ingovernabile). Lo ritengo, come strumento, irrilevante ed inefficace nell'ambito della contrattazione e speculare ad una visione "corporativa", su scala aziendale, in cui al posto di coniugare gli interessi dello stato con l'uso dell...

Chi ci prende per il culo? redditi e tenore di vita

Collegate queste due notizie e ditemi un po' " chi è che ci prende per il culo?" 1-"Sale il reddito medio dei professionisti registrato dalle casse di previdenza. Fanno eccezione notai e psicologi. Il quadro emerge dai dati raccolti da «Il Sole 24 Ore» sui consuntivi 2008 delle Casse di previdenza. La palma d'oro dei redditi medi dichiarati nel 2008 (conseguiti, dunque, nel 2007) spetta ai notai, con 100mila euro l'anno di repertorio. Seguono i commercialisti, con un reddito medio di 63mila euro e un volume d'affari di 110mila. Quindi, ci sono gli avvocati (rispettivamente 51mila e 75mila euro) e i ragionieri con oltre 57mila euro di reddito Irpef e 100mila euro ai fini Iva. I redditi medi 2007, dichiarati nel 2008, da avvocati e commercialisti sono migliorati in misura sensibile, rispettivamente +4,64 e +3,52 per cento." 2-Il tenore della vita reale degli italiani viaggia a livelli molto più alti di quelli registrati dal fisco. I consumi delle famig...

Sussistenza, economia e storia

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Torniamo sull'argomento trattato qualche giorno fa che è quello relativo alla definizione di economia di sussistenza. Iniziamo dal significato: Lessico sf. [sec. XIV; da sussistere]. 1) Il sussistere, accezione usata specialmente in teologia e in filosofia. 2) Ciò che è necessario a vivere, gli alimenti; Lasciamo perdere il punto 1, che qui non ci interessa, ed andiamo a quello che viene evidenziato nel punto 2. Quello che si descrive è la relazione tra l'oggetto (in questo caso gli alimenti) e ciò che è necessario per vivere (meglio forse sopravvivere). Si potrebbe aggiungere che, in funzione dei vincoli ambientali, tale necessità annovera anche altri oggetti come, ad esempio, ciò che serve a coprire il corpo o un riparo. Ora introduciamo il significato che ha la parola economia; o meglio una sua definizione (economia politica). L’attività che gli uomini svolgono utilizzando le risorse disponibili, allo scopo di soddisfare i loro bisogni fa luogo ad una serie di fenomeni eco...

La storia di Suzuki a scuola negli USA

Primo giorno di scuola, in una scuola Americana, la maestra presenta alla classe un nuovo compagno arrivato in USA da pochi giorni: Sakiro Suzuki (figlio di un alto dirigente della Sony). Inizia la lezione e la maestra dice alla classe: "Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo se conoscete bene la storia americana. Chi disse: "Datemi la liberta o datemi la morte"? La classe tace, ma Suzuki alza la mano. "Davvero lo sai, Suzuki? Allora dillo tu ai tuoi compagni!" "Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia!" "Molto bene, bravo Suzuki!" "E chi disse: Il governo è il popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla ?" Di nuovo Suzuki in piedi: "Abraham Lincoln nel 1863 a Washington!" La maestra stupita allora si rivolge alla classe: "Ragazzi, vergognatevi, Suzuki è giapponese, è appena arrivato nel nostro paese e conosce meglio la nostra storia di voi che ci siete nati!" Si sente una voce bassa bassa: "Vaff...

Il tempo si è fermato ad Eboli

Noi non possiamo oggi prevedere quali forme politiche si preparano per il futuro: ma in un paese di piccola borghesia come l'Italia, e nel quale le ideologie piccolo-borghesi sono andate contagiando anche le classi popolari cittadine, purtroppo è probabile che le nuove istituzioni che seguiranno al fascismo, per evoluzione lenta o per opera di violenza, e anche le più estreme e apparentemente rivoluzionarie fra esse, saranno riportate a riaffermare, in modi diversi, quelle ideologie; ricreeranno uno stato altrettanto, e forse più, lontano dalla vita, idolatrico e astratto, perpetueranno e peggioreranno, sotto nuovi nomi e nuove bandiere, l'eterno fascismo italiano- Carlo Levi

Economia di sussistenza e ricerca della felicità.

Scorrendo qualche post, che tratta di politica e di economia, leggo spesso l'evocazione "dell'economia di sussistenza". Cosa sarà mai l'economia di sussistenza nel suo significato "vero"? Se si prende come riferimento la storia dell'umanità, di solito, ci si riferisce all'economia di quelle comunità in cui non esisteva una specializzazione nei ruoli che i vari soggetti vi assumevano (nel lavoro svolto) e dove ciò che veniva prodotto vi veniva consumato. Lo scambio di ciò che venne prodotto in più dalle comunità, cioè le eccedenze dei prodotti, assunsero un ruolo che permise lo sviluppo delle comunità su tre direttrici: 1- una specializzazione dei vari soggetti all'interno delle comunità, quindi una divisione del lavoro in funzione di abilità e ruoli riconosciuti 2- la formazione di comunità sempre più numerose; integrate in contesti urbani che beneficiavano della possibilità di usare "infrastrutture" naturali come vie di comunicazio...

Talebani e cazzate

Ammetto che reputo Massimo Fini un discreto opinionista, nel senso che ha delle opinioni non allineate ed a volte fuori schema, ma allo stesso tempo un inguaribile "casinista". Lo considero, tra le altre cose, un giornalista di destra. Una specie di fascista della prima ora legato ad una immagine di società nella quale quella che prevale è l'idea del villaggio/comunità. Da questo punto di vista ricordo come significativo un articolo nel quale, di fronte all'ipotesi da lui ventilata di orde di affamati nelle strade d'europa, affermava che bisognava pensare a prendersi cura dell'orto (per la sussistenza) con un mitra in mano. Uno dei tanti che scrive e che, in mezzo a qualcosa di condivisibile, scrive minchiate in quantità industriale. Ora leggo questo post che ha come oggetto la situazione dell'Afghanistan. Tra le cose scritte c'è una serie di affermazioni che mi hanno lasciato basito, in sintesi: 1- I Talebani, appoggiati dalla popolazione che non ne ...