Le facce
Riesce difficile parlare di Vik, di quelli che come lui hanno speso la loro vita per una causa. Ieri ho partecipato alla commemorazione di Miccichè. Un operaio di 25 anni che nel 1975 fu ucciso a Torino, durante un'occupazione di case, da una guardia giurata. Un colpo di pistola tra gli occhi e la sua vita finì. Quello che mi imbarazza è leggere il modo in cui la vita di questi compagni viene usata. Hanno un comune denominatore, durante la loro vita fanno fatica a farsi ascoltare, le loro azioni vengono viste come quelle di isolati estremisti, fanatici. Quando fai puntano il ditino su di te. Ti giudicano, scrivono frasi vaporose che cercano di rompere quell'immagine di cavaliere solitario ed errante. Ti prendono per il culo. E' evidente che non parlo di chi con loro condivide ideali, modalità di lotta e (con tutti i limiti) si applica nella propria vita cercando in qualche modo di essere coerente con principi ed orizzonti ideali. Parlo di quelli che accendono il lumino, ...