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Fassino il riformista

Fassino dice che se fosse un operaio lui firmerebbe il sì all'accordo con Fiat, peccato che lui non sia un operaio e che con la mogliettina porta a casa 30.000 euro al mese senza fare un cazzo e senza alcun bisogno di diminuire le pause per aumentare la produttività. Tra l'altro, ma se le macchine non le vendono di che cazzo parlano? Vale la pena commentare le minchiate di questi personaggi, e le seriose tavole rotonde con gente del calibro di Boeri ed Ichino? Io dico di no, e sono convinto che facciano cosa buona e giusta, per la loro salute, a girare con la scorta. Con la logica del nuovo che avanza questi, tra un pò, convinceranno la gente che è giusto che i bambini tornino a lavorare in miniera perché è prassi in Cina ed in Cile. Ma è prassi pure incazzarsi e ribellarsi di fronte a queste sottili logiche.

Guardali negli occhi (ripresa)

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Conferme

Bondi fa il pianista e vota al posto degli altri dando lezioni di democrazia, la figlia di Berlusconi critica la Carfagna per dire che il papà è uno stronzo, wiki leaks ci racconta che gli ameriKani sono delle merde insieme a mezzo mondo. Insomma un pò di roba per le quali avevamo bisogno di conferme? Sarà per quello che ci dedichiamo all'incendio e lasciamo stare la dialettica?

Che musica nel 1969!

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Sul Che e sui rivoluzionari

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Una delle migliori biografie sul Che è quella scritta dal padre. Non  tanto per il modo e la forma in cui ci viene raccontata la sua vita, quanto per la possibilità di cogliere la forza di quell'intimità che altri scritti non hanno. Nel percorrere la sua storia si entra in un mondo che da subito ha indirizzato il Che verso quello che sarebbe stato il suo destino, l'influenza della madre nel non porsi limiti e nella capacità di affrontare i pericoli senza timori reverenziali, l'ambiente in cui crebbe caratterizzato dal senso dell'avventura tipico di chi vive in grandi spazi ed in luoghi in cui si ha poco per sopravvivere, l'abitudine ai cambiamenti e la predisposizione a fare di ogni luogo non un punto di arrivo ma uno di partenza.

Sulla produzione del sapere

La proprietà intelletuale è un furto, in quanto espropriazione violenta e privatizzazione di ciò che è stato prodotto in comune. Allora, il furto della proprietà intellettuale è un dovere. Ci riprendiamo il maltolto. Come i pirati che solcavano i mari, anche noi siamo salpati con un vascello ribelle sulle acque dei flussi metropolitani. fonte: http://www.uniriot.org/uniriotII/index.php?option=com_content&view=article&id=302&Itemid=315

Saviano, il Venezuela ed una lettera di Attilio Folliero

Ho ricevuto questa mail dal Venezuela e parla di alcuni aspetti della vita di quel paese visti da chi vi si è "rifugiato" e lì ha trovato lavoro e soddisfazioni. E' una risposta a quello che ha detto recentemente Saviano ad Anno zero. Credo valga la pena pubblicarla e leggerla quanto meno per mettere quel signore, che scrive per la casa editrice del suo "nemico", nella condizione di avere qualche elemento in più prima di aprire bocca la prossima volta. Caro Mario, per caso sono arrivato al tuo blog e ne sono rimasto favorevolmente impressionato. Sono arrivato a te, leggendo il tuo articolo "Saviano paladino" in cui ho appresso che il Saviano ha citato il Venezuela come paese antidemocratico.

Come si guadagna da vivere un piddino che fa la morale ai NO TAV

Il dis-onorevole Esposito accusa cittadini della Valsusa di essersi arricchiti con la lotta al TAV e si chiede come vivono altri cittadini. Bene, vediamo un po’ come si guadagna il pane il dis-onorevole Esposito…..

Il potere del pensiero unico: Fazio e Marchionne

Avremo modo do dedicare più tempo a questi due, ora una breve considerazione sull'intervista fatta dallo zerbino al socialdemocratico Marchionne: uno che becca 7 milioni di euro intervistato da uno che ne becca "solo" 2 (di milioni) detta le regole di comportamento civile ed insegna cosa è la democrazia a persone che nella migliore delle ipotesi, quando non in cassa integrazione, guadagnano 1.200 euro al mese. Affumicateli e sputategli in faccia.

Lettera da Terzigno

Buona sera, sono il dott. Nicola Boccia e sono residente a Terzigno. Potrei scrivere centinaia di pagine su quanto sta accadendo a Terzigno, ma mi limito a descrivere i fatti più concreti che poi sono degenerati nell’intifada terzignese. Nel 2008 il sindaco di Terzigno Domenico Auricchio firmava l’apertura delle due discariche nel Parco Nazionale del Vesuvio, patrimonio Unesco. Dopo il ricorso da parte dell’Ente Parco contro la discarica, il governo con proprio decreto scavalcava la legge del parco e consentiva la definitiva apertura delle 2 discariche. Nel 2009 dopo la sfiducia al sindaco Auricchio si ritornava alle elezioni ed il sindaco giurava sulla statua di padre Pio che lui non aveva mai firmato il consenso all’apertura delle discariche e che se fosse risalito avrebbe fatto chiudere anche la discarica n.1. Salito nuovamente disattendeva, ovviamente tutte le promesse. Intanto l’agricoltura che ha reso famosa Terzigno nel mondo grazie al vino Lacryma Christi moriva e l’uva le no...

Saviano il paladino

Per non farsi mancare nulla e leccare un pò di culi democratici il buon Saviano ieri sera non ha avuto nulla di meglio da dire che lui non vuole finire in un paese antidemocratico come Cuba od il Venezuela. Per strada si è perso Israele, La Colombia e L'Honduras; tanto per rimanere a luoghi in cui "democraticamente" si costruiscono muri, si fa la guerra e si fanno colpi di stato senza per scuotere la sua coscienza di indefesso difensore dei diritti di quelli vessati dalla camorra. Ma si sa Saviano è sionista, non frequenta i barrios di Caracas e neanche si sforza di dare un'occhiata alle ragioni per le quali una nazione viene tenuta in ostaggio, dagli anni 50, con un blocco economico dal suo vicino di casa. Non parliamo poi della Colombia, un posto ameno dove si scoprono fosse comuni piene di oppositori, senza che nessuno dica niente. E dire che lì ne avrebbe di materiale per capire chi e cosa tiene legati i fili della sua camorra al traffico di droga che arriva qui d...

La sinistra dei fighetti

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Cos'è la sinistra dei fighetti?  La sinistra dei fighetti la possiamo definire come quell'universo vario che si barcamena in un recinto molto ampio fatto dagli strali giustizialisti alla Di Pietro, al richiamo alle regole sancite dalla carta costituzionale, alla rincorsa verso quel mondo equo solidale e sostenibile incarnato dalla filosofia dei vari Petrini, a quello del quarto millennio che vola sopra la destra e la sinistra come un palloncino riempito dall'elio del buon Grillo, e tanti altri ancora. E' ovvio che dentro questo recinto ci stanno tutti quei residuati espulsi dal parlamento alla Ferrero ed alla Diliberto, così come i nuovi pifferai magici alla Vendola.

Guerrilla radio risponde a Saviano

Quello che ho da dire sugli anni 70 l'ho scritto qui: Strade e piombo

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Così mi sono messo lì, per giorni, ed ho scritto questa cosa. Se volete potete ordinarlo presso una libreria della Feltrinelli oppure su questo sito: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=521613 Narra di un pezzo della mia vita, degli anni 70, di quelli che ho incontrato e che non ci sono più. Compagni di viaggio per un periodo per me importante, gente che ha scelto strade diverse, che ci ha rimesso la pelle o che ha pagato con la galera la sua radicalità ed il coraggio. Altri sono andati via in posti inaccessibili. Vi lascio con la nota che lo accompagna, così tanto per farvi un'idea.

NO TAV

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Viviamo a Torino e siamo No Tav Il Tav Treno ad alta velocità - è un opera inutile, dannosa, distruttiva. Unopera che ha già devastato mezza Italia. Ovunque inquinamento del suolo, rumore insopportabile, perdita di fonti idriche, distruzione irreversibile dellambiente, case abbattute, città spezzate in due da muraglioni. Ogni chilometro di linea costruita in Italia è costato la vita ad un lavoratore. Una montagna di soldi pubblici sono stati sottratti ai treni per chi lavora, alle scuole per i nostri figli, ad una sanità decente per tutti a quello che serve per la vita di ciascuno di noi. Ha guadagnato chi costruisce, i signori del cemento e del tondino, amici e destra come a sinistra, abbiamo perso noi tutti.

Il viaggio

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Lo aspettavo da tanto ed il segnale alla fine è arrivato. E' uno di quei segnali che somigliano tanto al richiamo della foresta. La voglia di rimettersi un pò in gioco, completare delle esperienze, riprendere un filo e sentirsi bene. Senza rimpianti. E allora mi ritrovo a studiare lo spagnolo, cercare percorsi su cartine geografiche, espletare formalità burocratiche, allenare il corpo, allenare la mente, vivere emotivamente un'esperienza che adesso butta ettolitri di adrenalina dentro di me. A Gennaio parto e starò via un pò. I percorsi saranno due, e devo decidere quale dei due mi porterà più vicino alle cose che penso di realizzare. Mi porterò una macchina fotografica, un registratore vocale per fissare le cose che mi passano per la testa, lo zaino e le pedule, il sacco a pelo e le magliette. Insomma quello che potrebbe essere necessario. Non troppo, anzi cercherò di viaggiare leggero.