giovedì, giugno 30, 2011

Val di Susa, sarà dura

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Questa mattina un tizio, che di mestiere fa il "giornalista", ha pubblicato un articolo sulla Stampa di Torino abbastanza preoccupato per quanto potrà accadere Domenica 3 Luglio alla manifestazione in programma a Chiomonte contro la TAV.
Lo potete leggere qui .
Tra le cose che questo individuo ha scritto ne segnalo qualcuna:

" ma già si vanno muovendo, verso Chiomonte, anzi esattamente verso i boschi, nella miriade di sentieri, che circondano il cantiere della Torino-Lione, gli autonomi dei centri sociali più infiltrati da elementi criminali, gli anarco-insurrezionalisti reduci dagli incidenti in Grecia, i teppisti dei vari fronti anti-discarica del Napoletano; i black bloc francesi, tedeschi, spagnoli, baschi e greci già visti in azione lunedì, durante lo sgombero. "

non contento continua così:

" Un segmento del gruppo di anarchici inseriti da anni nel movimento No Tav, nel luglio 2010, s’è trasferito nei Paesi Baschi, dove ha attivamente partecipato anche alle manifestazioni contro il Tav, una conclusa con forti scontri con la polizia locale, che, quando si muove rappresenta davvero lo Stato e non scende ad alcun compromesso, tant'è che i lavori, in quelle regioni, sono già in fase avanzata."
"Non è escluso che siano state nascoste armi, anche esplosivi, in alcuni punti del bosco, in vista di quella che la parte più estremista del movimento, in molte carte ora al vaglio degli inquirenti, che seguono con crescente preoccupazione l’evolversi della situazione, definiscono una «lotta di lunga durata». "

Ora, io credo che un soggetto di questo tipo se scrive roba così lo fa con l'intento di creare le condizioni affinché  fallisca la manifestazione e ,nello stesso tempo,  che ci scappino un po' di scontri in cui la polizia, come fanno ni paesi baschi, "rappresenti veramente lo stato e non scenda ad alcun compromesso". Ci viene il dubbio che questo voglia una situazione nella quale ci scappi il morto.

I tutori "dell'ordine" si sono distinti a Chiomonte per due cose:
la prima è stata la distruzione delle tende che le persone avevano da quelle parti, in modo valoroso se la sono presa in particolare con quella del pronto soccorso (qui potete vedere il risultato di quest'opera meritoria).
La seconda nell'uso abbondante di lacrimogeni CS (qui qualche informazione sulla questione), lacrimogeni sparati contro tutti e tutto senza la minima preoccupazione per i pericoli d'incendio e la salute della gente che lì è fatta da anziani, ragazzi e valligiani.
Nell'attesa di quella giornata, a cui parteciperemo in tanti, registriamo le prime vittime collaterali legate alla militarizzazione del territorio. Notizia su cui nessuno, figuratevi il tizio, ha speso un solo rigo.

"Ieri pomeriggio 29 giugno un mezzo blindato antisommossa dei Carabinieri diretto a Chiomonte  ha investito e ucciso una pensionata a Venaria, Anna Reccia e aveva 65 anni."
fonte: Infoaut

C'è un'ultima domanda: pensano veramente di poter mantenere l'ordine fino al 2035 in queste condizioni ed in questo modo? Io un suggerimento per costoro ce l'ho, si facciano un giro al Colle del Lys. Lì potranno capire perché lo slogan della lotta da queste parti è : SARA' DURA!

p.s. andremo con questo nelle orecchie, ed un paio di scarponi da montagna

mercoledì, giugno 29, 2011

La democrazia del debito

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Questo documentario è greco e parla della situazione del debito. Dategli un'occhiata perché tra non molto toccherà a noi
.



Debtocracy International Version di BitsnBytes


Dopo aver visto questo documentario (che è molto istruttivo e parla di come gli Stati Uniti inventarono la dizione di "debito indegno", dell'uso che ne fecero per la loro politica di superpotenza e di come l'Equador, utilizzando la stessa logica nel 2006, si rifiutò di pagare il 70% del proprio debito) leggete questa notizia di qualche ora fa:

WASHINGTON, 29 giugno (Reuters) - Il mancato raggiungimento dell'accordo al Congresso Usa sull'innalzamento del limite di indebitamento del governo potrebbe causare un "severo shock" all'ancora fragile ripresa e ai mercati globali.

L'allarme arriva dal Fondo monetario internazionale che in un rapporto annuale sulle condizioni degli Stati Uniti sottolinea che la sfida pricipale per il paese è trovare un modo per stabilizzare il proprio debito entro la metà del decennio senza compromettere la crescita, che è destinata a rimanere probabilmente modesta per qualche tempo.

"Naturalmente il tetto di indebitamento federale deve essere innalzato rapidamente per evitare uno shock severo all'economia e ai mercati finanziari globali" si legge in un comunicato del Fmi.

Il Tesoro Usa ha già raggiunto il tetto massimo di indebitamento nazionale, stabilito per legge in 14.300 miliardi di dollari, e ha avvertito che dovrà essere alzato entro il prossimo 2 agosto per evitare un default sulle obbligazioni del paese.

Secondo il Fmi il mancato innalzamento in tempo utile del limite potrebbe portare ad un dowgrade della tripla-A statunitense e spingere al rialzo i tassi di interesse.

"Tali rischi avrebbero inoltre significative ripercussioni globali, dato il ruolo centrale dei Treasuries Usa sui mercati finanziari globali" spiega il Fondo.

L'amministrazione Obama e il Congresso sono bloccati in una tesa trattativa per un'intesa su alcuni tagli di bilancio che darebbero al parlamento la copertura politica all'innalzamento del debito.

In buona sostanza per evitare un default sul debito sovrano ( o il rischio di un declassamento del rating) alzano per legge l'asticella entro la quale è consentito allo stato indebitarsi.
Una sorta di economia della fuffa.
Noi non siamo gli USA ed abbiamo 1870 miliardi di euro di debito, in compenso per legge non possiamo alzare alcuna asticella. 
La domanda è : fino a quando durerà?

martedì, giugno 28, 2011

Val di Susa, L'Aquila, Napoli e le consorterie politiche

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Mentre duemila (2.000) poliziotti difendono il "lavoro" di trenta (30) operai, guardati male da qualche migliaio di abitanti in Valle di Susa, il paese del non senso prosegue la sua corsa verso il baratro.
Il buco da fare in quella montagna vale di più, evidentemente, della ricostruzione di una città  e della sua comunità come a l'Aquila.
Cosa spinge ad indirizzare i soldi in quella direzione è un mistero chiaro a qualche politico ed a qualche capo bastone mafioso, amico suo.
Quando poi si scoperchia il pentolone le "sorprese" sono le solite. Così si vede che l'interesse ad utilizzare certe amicizie in campagna elettorale piuttosto che fare affari con certa gente è pratica rigorosamente trasversale  da queste parti :


"Come nella migliore tradizione, la partecipazione della politica al baccanale del “guadagno facile” sembra rivelarsi rigorosamente bipartisan, coinvolgendo elementi di spicco del PD, del PDL e dell’IDV, impegnati in faccende di vario genere, che spaziano dalla gestione della cementificazione del territorio, al sostegno della candidatura di Piero Fassino alle primarie per la scelta del nuovo sindaco di Torino, all’elezione di altri sindaci nei comuni della provincia……
Fra gli arrestati spicca il nome di Nevio Coral, già sindaco di centrodestra di Leinì (Torino) per 30 anni e suocero dell’assessore regionale alla Sanità (che ha rimesso le deleghe in seguito allo scandalo tangenti scoppiato di recente) Caterina Ferrero, del Pdl.
Fra le persone non sottoposte a provvedimenti, ma oggetto dell’indagine per incontri e conversazioni intrattenute con elementi di spicco delle varie ‘ndrine, si possono annoverare l’assessore regionale al lavoro Claudia Porchietto (Pdl) da sempre in prima linea nel sostenere la causa dell’alta velocità in Val di Susa, l’onorevole Gaetano Porcino dell’Idv, l’onorevole Domenico Lucà del Pd, il consigliere regionale del Pd Antonino Boeti, l’assessore all’Istruzione di Alpignanno Carmelo Tromby, sempre dell’Idv.


Come la politica gestisca le priorità per i suoi cittadini, e gestisca le emergenze, è ormai una cosa del tutto evidente.

Ed il circolo virtuoso economia/crimine/economia uno dei pilastri della nazione.
La domanda è la solita: ci sarà un'interesse a produrre "monnezza" indifferenziata, termovalorizzatori che non funzionano e "fatturati" buoni per aziende abituate a gestire l'emergenza o no?

Facciamo l'esempio della spazzatura di Napoli.
Se uno si fa una passeggiata a Napoli, e prova a scavare tra le varie notizie, scopre cose interessanti come questa:

"Il sindaco De Magistris, dunque, batte il chiodo della regia camorrista dietro i roghi. L’uomo che sa tutto getta il sasso nello stagno: «Chissà perché ogni giorno continuano a partire per la Sicilia 200 tonnellate di rifiuti, senza che sia stato sottoscritto un accordo tra la Regione Campania e la Regione Sicilia. E questo, appunto, nonostante sia in vigore la delibera del Tar Lazio che vieta i trasferimenti di rifiuti da regione a regione, in assenza di un accordo tra le due istituzioni. Sono solo 200 rispetto alle 500, 600 tonnellate, sempre al giorno, che da gennaio fino alla sentenza del Tar Lazio, venivano portate in Sicilia e in Puglia».

Scava e scava e la risposta ai dubbi sul traffico siciliano potrebbe essere ancora più inquietante. I rifiuti vanno in Sicilia grazie a un accordo tra la Sapna, la Società della Provincia di Napoli che si occupa appunto di rifiuti, e che ha rapporti chiacchierati con imprese e imprenditori legati al presidente della Provincia, Luigi Cesaro, Pdl e un’ Associazione temporanea di impresa la cui capofila è l’azienda di Vincenzo D’Angelo, fresco fresco di una condanna a sette mesi per trattamento illecitodi rifiuti, che ha due discariche, a Messina e ad Alcamo. E quella di Messina per motivi di giustizia non sarebbe oggi disponibile."
fonte : La Stampa


Se a tutto questo scempio si frappongono le ragioni di una comunità in Valle di Susa, e la visione di un sindaco fuori dagli schemi a Napoli, allora il fuoco dei pennivendoli di regime arriva in soccorso dei signori di cui sopra.
Quindi i valligiani diventano cavernicoli nonostante le loro ragioni che stanno bene su qualsiasi manuale di economia, ed il sindaco di Napoli un velleitario che in quindici giorni non ha ancora risolto un cazzo.
Il punto è che questo giochino sembra non funzionare più, ed anche qui quando spingi la gente sul baratro e rischi di farla morire succede che quelli si rompono i coglioni e resistono.
E' quello che accade qui da noi. E sarà dura per questo, perché si tratta di sopravvivere.

A spasso per Torino.

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tramnotav
Un lungo pomeriggio a spasso per Torino, per essere in qualche modo vicini a chi sulle montagne valsusine ha messo in campo tutto il proprio coraggio per resistere agli sgherri di Maroni, infiniti e ben armati.
Un inizio faticoso poco dopo le 15, con un presidio nel budello dove ha sede il Partito Democratico torinese: lo ricorderete, erano stati proprio i Democratici a suggerire qualche settimana fa al Ministero degli Interni di impiegare i soldati e non la solo la polizia per fare il debito culo a chi si mette di traverso sulla strada del Progresso e degli Affari.
Difficile però, in una giornata come questa, starsene in trenta e con le mani in mano sotto il palazzone del Pd in compagnia solo della polizia; così dopo un po’ ci si muove verso la sede della Regione, in piazza Castello. Lì i numeri aumentano e un gruppone di studenti riesce agilmente a fare irruzione nell’androne piazzando bandiere no-tav e cartelli sui vetri dell’entrata. Qualche tensione, polizia schierata, gli universitari son dentro ma nessun altro riesce a farsi largo: così dopo un’ora di cori e urla ci si sposta, alla volta del Municipio.
Appena arrivati c’è un po’ di maretta con i celerini di guardia al portone già sbarrato e già imbrattato. Ormai ci sono un bel po’ di persone, forse duecento, il traffico è bloccato, un autobus rimasto impigliato nella protesta viene ridipinto per portare il messaggio dei manifestanti in giro per la città. Ancora un’ora di baccano e poi si riparte. Alcuni rimangono sul posto ad aspettare di esser ricevuti da Fassino: non abbiamo più notizie di loro, non sappiamo se l’incontro agognato abbia avuto luogo e, soprattutto, non riusciamo ad immaginare che cosa mai avessero di tanto urgente da dire, e proprio oggi, al Sindaco.
Dal Municipio a Porta Susa, in corteo selvaggio. La polizia è poca e si tiene a debita distanza e non prova a bloccare i manifestanti neanche quando una parte di loro scende ai binari e li occupa per una ventina di minuti: è l’ora del Frecciarossa per Roma, che subirà qualche ritardo. L’occupazione dei binari provocherà un paio di crisi isteriche tra i viaggiatori in attesa, e intanto pure il piazzale antistante la stazione è chiuso al traffico e il traffico impazzito. Sono le 19,30 e il presidio si scioglie: in molti vogliono salire in Valle, ed è ora di ripartire.
fonte:http://www.autistici.org/macerie/

lunedì, giugno 27, 2011

Appuntamento

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Oggi andiamo a dire a Fassino come la pensiamo sulla TAV
TORINO - Ore 15.30 Via San Francesco D'Assisi 35 (Sede del PD)

Cronaca degli scontri

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Come potete leggere su tutti i giornali, stamattina alle ore 6,30 circa è partito l'attacco delle forze dell'ordine al presidio NoTAV in Val Susa.

Al momento ci sono ancora ben mille persone, disperse per i boschi e sulla montagna. Sono stati usati i gas lacrimogeni a lunga gittata, guidati nei lanci dagli elicotteri. Molte persone, specialmente anziane (molti gli anziani presenti) si sono sentite male.

Un attacco criminale ad una barricata: montata sulla strada, era sorvegliata da dieci ragazze che vi si trovavano sedute sopra. La barricata è stata aggredita con una ruspa noncurante della presenza delle persone, rischiando di ferire gravemente qualcuno.

I giornali riportano che c'è stato un lancio di pietre all'indirizzo delle ruspe: la notizia è del tutto falsa, i valligiani hanno lanciato solo vernice e nessuno ha tirato neppure un sassolino. Viene da dire che tanto vale lancino pietre, visto che comunque lo scrivono lo stesso.

I giornali riportano anche che il piazzale è stato "riconquistato" dalla Polizia. Dalla valle mi garantiscono che si tratta di un successo sicuramente solo momentaneo. Nei prossimi giorni la mobilitazione sarà tale che probabilmente la storia non è proprio finita qui. La resistenza continua.

In aggiornamento.

- ore 10,30. Sembra che ci siano 4 feriti tra i valligiani. E' stato occupato il municipio di Chiomonte. La Statale 25 è bloccata.

- Al blocco di Sant'Ambrogio si stanno radunando lavoratori delle fabbriche adiacenti, scesi in sciopero.

- ore 10,50. Primi video: qui il video ( http://qik.com/video/41501074 ) della fuga nel bosco, di un'ora fa.

- Sembra che si stiano radunando centinaia di camionisti con i loro TIR per bloccare le strade della valle.

- Arrivano notizie dei primi appuntamenti per presidi di solidarietà alla Val Susa nel resto d'Italia. Nel pomeriggio, a Torino, Pinerolo, Genova, Roma, Perugia, Napoli, Massa e Milano.

- ore 11,10. Da Il Fatto ( http://ilfattoquotidiano.it/2011/06/27/tav-blindati-e-fozre-dellordine-circondano-il-presidio/127533/ ) arriva la notizia che la Polizia si è affrettata a consegnare già l'area del cantiere TAV ai costruttori come se fosse tutto a posto. Non vedono proprio l'ora di prendersi i quattrini EU.

- Sembra che siano presenti molti francesi, dall'altro versante TAV, in valle per manifestare solidarietà.
Link: http://petrolio.blogosfere.it/2011/06/no-tav-val-susa---diretta-conquista-molto-provvisoria.html

Se perderemo un metro lo riprenderemo: NO TAV

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venerdì, giugno 24, 2011

La canzone di Giugno

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E' stato un mese un po' così.
Tensioni che si accumulano in attesa della resa dei conti in valle. Tutto per un buco da costruire in una montagna.
Immagini di una società che produce scarti e scava buchi per sotterrarli giù a Sud. Adesso sembra che siano finiti i buchi e con quelli la solidarietà. Rimangono gli scarti e la loro puzza.
Amici che giacciono in un letto di ospedale con la vita che sfugge e che ti ripassa davanti agli occhi con i suoi ricordi, e tu sei lontano da loro.
Altri che percepisci sul crinale, da una parte rivolti verso quello che c'è sempre stato. Confortevole e rassicurante.
Dall'altro l'incognito ed il vuoto. Una roba che dovrai riempire senza poter contare su nessuno, sapendo che dovrai rispondere da solo alle  domande ed ai dubbi.
Tutto questo mi porta verso questo brano.La dedico al mese di Giugno ed a tutta questa vita che scorre .

mercoledì, giugno 22, 2011

Diario di un resistente dalla Val Susa

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foto_x_diario_1Martedì 21/6 ore 1.00 [- 9 alla scadenza (o +21)]

Ripasso nella mia mente le istruzioni che Giancarlo mi ha dato all'ingresso...prima  chiude il cancello, poi si mette il lucchetto e "se arrivano quei li, ma solo se arrivano!" si chiude il morsetto del tubo innocenti con la chiave del 12...poi si tende la catena per opporre resistenza nel caso in cui decidessero "quei li " di sradicare il cancello...

"Da non dimenticare" - precisa - "che la chiave del secondo lucchetto la trovi al gazebo, assieme al caffè che ha portato Luca". ""Ha detto di ricordarsi di pulire bene il thermos che domani le serve per suo marito che ha da andare a lavorare aldilà delle Alpi, sai, fa il camionista e per viaggiare tante ore il caffè serve! mi dice Giancarlo a proposito del thermos di Lucia con voce calma.

Giancarlo è un valligiamo, NoTav da qualche anno... Non so che lavoro faccia ma so che fa il turno di notte e poi, come me, prende e va a lavorare. Avrà passato i 45 anni da un po' ma l'aspetto semplice e la voce calma lo fanno apparire più giovane... mentre mi indica come chiudere il secondo cancello e infine si raccomanda:  "qui ci sono i fuochi d'artificio"... per segnalare se arrivano "quelli là"...

Giancarlo ha la voce calma, calma ma risoluta. Frasi brevi con l'accento di chi vive a ridosso della montagna. "Duman a fà bel!" dice ad alta voce guardando in su senza rallentare il passo svelto sulla strada dell'Avanà. Io annuisco mentre alzo lo sguardo a contemplare il cielo stellato sopra Chiomonte e mi perdo nei miei pensieri intrisi di racconti di lotte partigiane, di resistenza e di vita, nella Libera Repubblica della Maddalena.... nel tempo dell'attesa... aspettando che arrivino "quelli là".
AC
Checkpoint dell'avanà - "Barricata della Centrale"
Fonte :http://www.infoaut.org/nodi/torino/item/1859-diario-resistente-checkpoint-dellavan%C3%A0-barricata-della-centrale
come arrivare a Chiomonte: scarica la cartina LINK

martedì, giugno 21, 2011

Incongruenze e cittadini lobotomizzati

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Questo è un paese che sopporta di tutto, se lo fa è perché  la lobotomizzazione dei suoi abitanti è un processo avanzato che non trova ostacoli di sorta.
Proviamo ad elencare un po' dincongruenze:

- c'è un ministro degli interni che sogna una "Padania libera ed indipendente". Questo tizio un po' di anni fa si prese una denuncia, da parlamentare, per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale. Se provo io a mettere un reticolato intorno a casa mia, a proclamare l'indipendenza del mio condominio ed a "resistere" ai "pubblici ufficiali" che intervengono per ristabilire l'ordine della "repubblica" mi sa che buttano via la chiave della cella. Ci sarà un perché.

- c'è un governatore di "sinistra" che sproloquia sognando un mondo tutto rosa ed a pallini blu, in cui i poveri siano meno poveri ed i ricchi meno ricchi per riequilibrare (da riformista quale lui è) i torti secolari che riguardano i primi. Per fare questo nella sua regione ha aumentato le tasse agli uni ed agli altri ed ha rimesso i ticket sanitari onde per cui, democraticamente,  anche un ultra sessantacinquenne ed  un ragazzino di cinque anni se vogliono una visita specialistica devono pagare un balzello. E' lo stesso che non si accorgeva di avere del pesce marcio in giunta perché privo di olfatto e che elargiva soldi a tale Don Verzé (amico del piduista nano malefico) per costruire strutture pubbliche.

Se provo io a sognare un mondo a pallini, in cui i poveri ed i ricchi vanno a braccetto, sbandierando la bandiera del "volemose bene" e facendo affari con la cupola dei piduisti mi aspettano sotto casa chiedendomi conto. A lui lo esaltano. Ci sarà un perché.
- c'è un segretario di partito che è diventato famoso e raccoglie voti più per l'imitazione che ne fa un comico che per meriti suoi. E' uno che ha fatto le privatizzazioni obbligando i barbieri ad aprire anche il Lunedì, e che si fa vanto di questo suo know how. Nel suo partito prima ha difeso la "privatizzazione" della gestione dell'acqua pubblica e poi ha magnificato un referendum che andava nella direzione opposta. Siccome lui è un furbetto pensa di far rientrare dalla finestra quello che gli italiani hanno buttato fuori dalla porta. Se provo io a dire un giorno una cosa ed il giorno dopo l'esatto contrario pensando in realtà di fare quello che pensavo in origine mi danno un foglio di via per manifesta condotta truffaldina, a lui lo applaudono. Ci sarà un perché.

- c'è un presidente della repubblica che difende una costituzione che recita in un punto che "l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."
nonostante ciò lui dice che bisogna continuare a mandare aerei, bombe e missili perché sembra che una corretta interpretazione in linea con lo spirito della nostra costituzione faccia di quegli strumenti cose idonee a "promuovere la risoluzione di controversie internazionali" . Se ci provo io a maramaldeggiare così impunemente con il buon senso e l'interpretazione di cose semplici e chiare mi ricoverano per incapacità d'intendere e di volere. Ci sarà un perché.

- c'è tale Letta (e con lui un mare di altri potenti) amico di uno, già condannato per questioni di tangenti, su cui tutti mettono la mano sul fuoco. Questo è zio di un altro che per sobrietà sta con quelli dell'opposizione, e che milita nello stesso partito che appoggia in Sicilia la giunta di un altro tale eletto con i voti della parte opposta, partito che ha (a Torino) deputati che frequentano da trent'anni uomini della 'ndrangheta senza saperlo. Dicono che lo facevano per raccogliere voti per un tizio che è diventato sindaco perché è costume farlo. In pratica funziona che io non vado a cercare di convincere i singoli elettori sulla bontà dei miei programmi, mi basta una telefonata ad un capo bastone. Tanto che cazzo gliene fotte alla gente di cercare di capire. Quel tizio poi è diventato sindaco ed ha cordiali rapporti con il partito del ministro degli interni che sogna la padania libera (quello di cui abbiamo detto all'inizio) , partito che ha un governatore che ha, a sua volta, un assessore della sua giunta indagata per robette tipo turbativa d'asta (e governano solo da un anno).
Se uno come me si limita al solo gesto di acquistare roba contraffatta da un senegalese si becca una multa da 1.000 euro con denuncia per ricettazione. Questi governano facendo telefonate e senza sapere chi fa che cosa. Ci sarà un perché.

Potrei continuare all'infinito per giungere alla desolata considerazione che in questo perimetro gli uni compensano gli altri e che differenze sostanziali non ce ne sono. 
Mi basta solo pensare che in Belgio è passato più di un anno ed ancora non c'è governo perché non hanno trovato la quadra e l'accordo tra i partiti. Nell'attesa c'è un tizio che manda avanti le cose e tutto procede. I cittadini sembrano non accorgersi della cosa. Ci sarà un perché. 

domenica, giugno 19, 2011

Viaggiare nel triangolo d'oro

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Tanti anni fa ci venne l'idea di andare in un posto tra Laos, Birmania e Thailandia. Uno di quei posti che ti rimangono dentro ed in cui vorresti tornare.

Incontrammo sul percorso villaggi Karen, pieni di donne e bambini ma senza uomini impegnati a combattere in Birmania.
Villaggi Meo con gente cordiale e minuta ma dotata di una resistenza fisica incredibile.
Viaggiammo a piedi ed a dorso d'elefante, su imbarcazioni di fortuna con pescatori di fiume, incrociammo barconi pieni di soldati armati al confine con il Laos. Entrammo a piedi in Birmania da clandestini e ci ritornammo in seguito in modo "normale". Assistemmo a riunioni di villaggio dentro capanne piene di fumo e con gente sballata dall'oppio. Ci lavammo in pozze d'acqua dentro foreste meravigliose, sotto cascate con ragazzini sorridenti.
Dividemmo il poco ed il molto e fu uno sballo che dura ancora adesso.

.Foto dell'autore- riproduzione vietata

sabato, giugno 18, 2011

Perché siamo qui? Tra gli zapatisti.

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La domanda è semplice. perché sei qui e rinunci a lavorare con il governo? In fondo un piccolo spazio in cui ti venga riconosciuto il tuo status da intellettuale, o da operatore sociale al loro servizio lo puoi trovare. Il vantaggio di uno stipendio e nessuna paura per la tua vita. Ed invece loro sono lì, con il fazzoletto od il passamontagna sul volto. A difendere un'idea di autonomia e di società diversa.

Qui l'intervista in spagnolo.

¿Por qué estás aquí? Podrías estar en tu pueblo sembrando maíz, criando hijos; o podrías estar trabajando en el gobierno como promotor de algo o en cargado de algo; o podrías estar en un partido político buscando cargo en el partido, en el gobierno o en los dos. Entonces, ¿por qué estás aquí en el EZLN?
 Éstas son sus respuestas…

LINK


Venite in Val Susa

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foto-10Da tre settimane resiste e persiste il presidio permanente del territorio della Maddalena a Chiomonte. In seguito ai proclami del ministro Maroni e alle provocazioni dei vertici piemontesi del PD abbiamo validi motivi per pensare che dall’inizio della prossima settimana possa verificarsi il tentativo di sgombero del presidio finalizzato all’ installazione del cantiere.
A questo proposito rinnoviamo l'invito a venirci a trovare, non soltanto per aiutarci a difendere la terra e il futuro di tutti dai blitz invocati a gran voce da maggioranza e minoranza in parlamento e a Torino, ma anche per condividere con noi tutto il resto.
Fino ad oggi, tra un allarme e l'altro, abbiamo continuato con ciò che abbiamo sempre fatto: confrontarci con chi ci viene a trovare, organizzare conferenze, concerti, assemblee, spettacoli teatrali, visite guidate a siti archeologici nei luoghi interessati dal progetto TAV.... Così come non rinunciamo alle nostre cene condivise e alla convivialità.
La val di Susa è incorreggibile, a volte perfino incosciente: ma forse anche per questo la resistenza notav è vista come una sorta di bene comune da difendere, una ricchezza anche per molti che non vivono in valle. Beh, venite. Se vi fermate a dormire non dimenticate tenda e sacco a pelo...
per la cucina ci pensa la Val di Susa!
L’ASSEMBLEA DELLA LIBERA REPUBBLICA DELLA MADDALENA NO TAV

venerdì, giugno 17, 2011

Sarà dura, la repressione contro il movimento no tav avanza

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Il video mostra come è stata accolta la polizia che è andata a perquisire la casa di Perino questa mattina.
Questo quello che ha dichiarato il "perquisito":

"E' stato un altro autogol perchè hanno fatto arrabbiare la gente, che da oggi sarà ancora più determinata. Ci hanno fatto un favore". Così Perino ha commentato la perquisizione. "Mi hanno portato via soltanto un' agenda su cui tenevo appuntati le spese del supermercato, gli appuntamenti dal medico e le volte che sono stato al presidio della Maddalena. Quando sono arrivati i poliziotti mi hanno detto che dovevano sequestrare tutto il materiale relativo ai No Tav e così ho mostrato loro un'intera stanza, visto che sono oltre 20 anni che mi occupo di questa battaglia. Ma alla fine si sono accontentati della sola agenda. Se mi mettono agli arresti domiciliari vorrà dire che ridarò il bianco in casa".

Sul business che riguarda la TAV sono tutti d'accordo.Trasversalmente. Tutti meno un po' di gente che abita da quelle parti. Tenteranno di far passare questa operazione mandando migliaia di agenti. Dovranno immaginare per queste migliaia di agenti  una permanenza almeno decennale da quelle parti, e per loro non sarà una passeggiata. 
Militarizzano un territorio così come fanno di solito in giro per il mondo quando qualcuno non è d'accordo. 
Quei buontemponi del PD, sempre pronti a far mettere l'elmetto in testa a qualcun altro, avevano chiesto l'esercito ed una sorta di dichiarazione di guerra a quel territorio.
Lo stesso partito di cui si narra nelle intercettazioni di cui parla il mafioso DeMasi con l'onorevole Lucà PD che gli chiede una mano per Fassino, impegnato nelle primarie. Lo stesso Fassino (PD) che ha impedito che il presidente della regione Cota, della lega,rispondesse ad una domanda fatta sull'assessore alla sanità Ferrero (PdL)arrestata  per turbativa d'asta ed abuso d'ufficio. "Non è argomento della conferenza stampa" ha tuonato il Fassino contro l'improvvido giornalista che non si faceva i cazzi suoi.
Sarà mica un caso che questi signori siano così cortesi tra di loro e così incazzati contro un popolo che resiste?
Sarà dura. Cazzo se sarà dura per lor signori.

Narcoguerra

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Non è l'Afghanistan, è il Mexico.



06/16/2011
Mexican officials say 33 people have been killed in the space of 24 hours in Mexico’s industrial capital, Monterrey.
Security officials in the northern state of Nuevo Leon, where Monterrey is located, said most of those killed had links to the country’s drug cartels.
But two of the victims were identified as bodyguards of the governor of Nuevo Leon, Rodrigo Medina.
Police said a threatening message addressed to Mr Medina had been found next to the bodies.
Mr Medina said the threats would not stop his determination to beat organised crime.
A spokesman for the Nuevo Leon Security Council, Jorge Domene Zambrano, said the killings were almost all connected to a deadly battle for control of the region between rival drug cartels.
“Only five have links to the authorities – the two bodyguards, and three guards from Cadereyta prison,” he explained.
According to the authorities, five presumed gang members were killed in a battle with the army and 10 people died in a confrontation between rival gangs.
The bodies of the remaining victims were found dumped in various parts of the city and, in some cases, hanged from bridges.
The state is the stronghold of the Zetas, thought to be one of Mexico’s most violent drug cartels.
They are engaged in a deadly battle with the Gulf, Sinaloa, and La Familia gangs.

giovedì, giugno 16, 2011

Riprendere la strada

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Inesorabilmente si avvicina un vento di disordine. A chi gli chiedeva se aveva messo nel conto la rivolta che esplose improvvisa nel 62 in p.zza Statuto, qui a Torino, un compagno rispose " Sorprese anche noi, solo che avevamo lavorato per prepararla. E di questo eravamo coscienti."
Per farlo c'è un solo modo, riprendere la strada e prepararsi a farlo.
 Francia-foto di M.P.














Verso la Mauritania dal Marocco foto-M.P.



mercoledì, giugno 15, 2011

Questi prendono per il culo

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Prendete nota, ieri durante la soporifera trasmissione di tale Floris abbiamo ascoltato un tizio che siede da tempo immemore in parlamento, e che ricordiamo come quello che pur di fare un governo e fare il presidente del consiglio ci mise dentro un fascista, rivendicare la vitoria nei referendum. Questo signore ha la faccia come il culo. Mentre il suo partito ha presentato alla camera una proposta di legge sull'acqua che dice testualmente:
 "L'assemblea d'ambito affida la gestione del servizio idrico integrato secondo criteri d'efficacia, efficienza ed economicità a soggetti privati, pubblici o misti, prevedendo obblighi stringenti in capo ai soggetti affidatari e precise disposizioni per la revoca dell'affidamento."  e si è distinto per non aver fatto praticamente nulla quando si  trattava di raccogliere le firme lui RIVENDICA.

Poco più in là una burocrate del sindacato straparlava di democrazia mentre buttava fuori dal sindacato 17 iscritti alla FILT CGIL per uno striscione giudicato "indecente" che la contestava

Questo è lo stato dell'arte comatoso di questa corte di parassiti. Loro straparlano mentre le loro azioni, le loro proposte di legge e la loro visione va nella direzione opposta.
Ho l'impressione che non abbiano capito molto di quello che si muove sotto il tappeto.Vivono crogiolandosi nell'illusione che certe questioni non li riguardino perché appartengono ad un altro schieramento. Non si rendono conto che in tanti stanno capendo qual'è il punto. Scardinare un sistema in cui costoro non rappresentano ormai che se stessi. Omologati e per nulla distanti dal nano e da ciò che rappresenta. Vale una massima che gira per le piazze "che se ne vadano tutti", e quando diciamo tutti intendiamo proprio TUTTI. 


Intanto prendiamo nota anche di questo, di come un ex socialista ministro della repubblica accoglie i precari della pubblica amministrazione. Già il precariato, quella condizione sociale a cui in tanti hanno contribuito, partendo dal buon Treu per finire con questo buffone.


martedì, giugno 14, 2011

Narcotraffico ed informazione in Mexico

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La questione del narcotraffico è l'emergenza per eccellenza in questo momento in Mexico. Dietro a questo fatto c'è una serie di avvenimenti che stanno trasformando nel profondo la società messicana.
La militarizzazione del territorio ha portato come conseguenza ad un aumento dei conflitti armati nei vari stati, e ad un incremento impressionante dei morti per scontri a fuoco. Grazie a questo si è operata su base nazionale una strategia che mette nello stesso contenitore la repressione del traffico della droga e la repressione di tutto ciò che si oppone politicamente, in questo momento, al governo Calderon. 
Una delle questioni cruciali è l'informazione. Un'iniziativa interessante è quella messa in piedi grazie al sito Wikinarco.com su cui potrete trovare, scorrendo la cartina del Mexico, informazioni su quelli che sono gli avvenimenti in corso. E' una mappatura in tempo reale dei conflitti armati, delle zone di spaccio, dei sequestri e delle esecuzioni.


Segnalo anche questo blog :http://juarezenlasombra.blogspot.com/
Ci sono reportage sui desaparecidos e su quanto accade a ciudad Juàrez. Buona lettura

lunedì, giugno 13, 2011

Un altro mondo è possibile, tra referendum e Mexico

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E così il nano si è preso un'altra tranvata.
Quello che fa impressione sono alcune questioni,  accennerò qui qualche punto di domanda da sviluppare con calma ed in seguito, su cui si glissa preferendo dare significato al cazzotto politico dato a quel signore.

1- questi referendum hanno messo al centro la questione che riguarda alcune modalità di utilizzo delle risorse disponibili (l'acqua) e l'idea di ciò che serve per garantire sufficiente energia alla macchina che è al centro di questo sistema (modello economico). Se questo è vero mi chiedo come mai, parlando di energia ad esempio, nessuno faccia un passo oltre e spieghi qua'è la sua visione per il modello di sviluppo che ha in mente. Se questo modello prescinde  ed è al di sopra del significato che vogliamo dare a quella somma di paroline magiche che stanno dentro l'idea di uno sviluppo sostenibile. Se questa idea si sposa con la direzione che il governo dell'economia, a livello globale, ha intrapreso. E se questa direzione non abbia bisogno di un indirizzo diverso che vada oltre la semplice idea che la soluzione è in qualche pannello solare.

2- il referendum sull'acqua ha avuto per me un significato molto semplice: la questione della sua gestione e della sua distribuzione deve rimanere in mano pubblica. E' responsabilità della comunità, nel suo insieme, che questa risorsa venga trattata coniugando l'efficienza con la disponibilità, gli investimenti necessari con l'economicità. In quanto bene "non disponibile" per il mercato è fuori da questa ipotesi l'idea che si superi il no alla gestione privata con l'idea che una commistione tra il pubblico ed il privato è fattibile in un altro modo. Perché in realtà quei camaleonti del pd meno elle hanno in testa proprio questo. Creazione di società miste con la partecipazione di capitale privato. Su questo basta ascoltare Bersani che fa una distinzione capziosa tra obbligo di liberalizzare e no. I cittadini hanno espresso un no secco all'idea che i privati mettano mano, sotto qualsiasi forma, alla gestione della distribuzione dell'acqua. Solo che loro fanno finta di niente.

In attesa che l'idea di un "altro mondo possibile" prenda corpo, e non sia così nebuloso, metto un link che parla del processo di autonomia in sviluppo in una parte del Mexico molto popolare da noi, specie tra quelli che mettono la maglietta del Che andando a prendere l'aperitivo la sera. Il Chiapas. Anche lì c'è un problema legato alla disponibilità ed all'utilizzo dell'acqua. Anche lì c'è un modello di sviluppo che cerca di affermarsi a qualsiasi costo e che vede nelle leggi del mercato l'unico parametro a cui fare riferimento. anche lì ci sono uomini che resistono a modelli culturali e valori che non sentono propri. 
Buona lettura.

LINK

Film da vedere: El Infierno

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Cercate un film "interessante" e fuori dai soliti schemi? Guardatevi questo El Infierno. Io vi posto solo il trailer, su youtube lo trovate sezionato e per intero. Magari così vi passa la voglia di fare i turisti da quelle parti e quelli come me avranno meno italioti stupidi lì tra i coglioni.

domenica, giugno 12, 2011

La rivoluzione

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Questa mattina sono andato a votare ed ho votato quattro sì. Lo stesso ha fatto Carla, e così le persone che conosco, così come le mie sorelle.
Siamo gente che vota poco, non amante della politica "istituzionale" ed attratta da quanti alle parole ed ai discorsi ha sostituito il fare. Ci  stanno discretamente sul culo quelle faccine da piccolo borghesi modello "cappuccino e bombolone" ridotti ad urlare lo sdegno su feisbuk e con il culo inchiodato da mille scuse, gente che sublima la voglia di riscatto votando Pisapia o Fassino.
Però questa mattina valeva un'eccezione.
In tanti se passerà il referendum si faranno avanti mettendo un cappello sul significato di questa partecipazione. Sarà il loro significato e non sarà il mio.
Una signora prima di me, e più "anziana" del sottoscritto, guardando il presidente di seggio, giovane e con il viso imberbe, ha detto "voto per voi, mica per me. Per la vostra generazione, a cui lasciamo questo schifo.E spero che serva a qualcosa".
Spero anch'io che serva a qualcosa, ma diffido.
A quella signora, al suo lento incedere, al suo argomentare lieve dedico questa poesia.

Rivoluzione

Ho visto una formica,
in un giorno freddo e triste,
donare alla cicala
metà delle sue provviste.

Tutto cambia: le nuvole,
le favole, le persone...
la formica si fa generosa...
è una rivoluzione!

Gianni Rodari

sabato, giugno 11, 2011

Mexico, la festa della libertà a Xanica

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“Mentre loro contavano i dollari, io perdevo il tempo contando le stelle. Io volevo fare un uomo di ogni
animale umano e loro, più pratici, hanno fatto un animale di ogni uomo. Tuttavia, preferisco essere un
sognatore che un uomo pratico”
Ricardo Flores Magon


La festa della libertà a Xanica
Un articolo in italiano che racconta la vicenda dell'ex prigioniero politico Abraham Ramirez Vasquez, attraverso l'emozionante festa realizzata nel villaggio indigeno zapoteco di Santiago Xanica. La dimostrazione che la lotta e la solidarietà pagano.
Fonte: nodosolidale


Link per leggere l'articolo

venerdì, giugno 10, 2011

Musica italiana

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Quando penso alla musica italiana la memoria mi rimanda ad un giradischi di colore giallo. Di quelli in cui inserivi un 45 giri in una fessura e poi stavi lì ad ascoltare. E' l'unica immagine colorata che ricordo di quel periodo, il resto sono immagini in bianco e nero.
La musica  era fatta da gente come i Giganti. I testi erano semplici, le armonie orecchiabili ed era musica che piaceva a tutta la famiglia.
Poi le cose cambiarono, e quello che piaceva a me non piaceva ai miei. E allora se devo proporre qualcosa di quel periodo in bianco e nero prima, e colorato poi ci sono questi quattro  pezzi. Due sono dello stesso gruppo.





giovedì, giugno 09, 2011

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Mosaico Mexico - John Mack

Sono tutti uguali, chi lo dice? La 'ndrangheta

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Queste sono conversazioni tra galantuomini:


Lucà: «...Ascolta, ti volevo chiedere questo, tu sai che a Torino abbiamo le primarie».
Demasi:«Certo! Tu dimmi qualcosa che io mi interesso».
Lucà:«Io sto sostenendo Fassino».
Demasi: «Eh beh, anch'io avrei fatto la stessa cosa».
Lucà: «Obbiettivamente mi pare la persona più seria in questo momento (...) volevo chiederti se magari, perché la partita è molto dura con Gariglio
Demasi: «Sì, una mano».
Lucà: «Se magari hai qualche, amico a Torino».
Demasi: «Certo!... certo che ne ho!».
Lucà: «A cui passare la voce, perché possono votare tutti i residenti a Torino, che abbiano compiuto sedici anni. »
Demasi: «Tutti i residenti a Torino...esatto!».
Lucà: «Quindi insomma, se qualcuno riesce, se hai qualche amico da consigliar».
Demasi: «Come non nè ho... ne ho!... ne ho più di uno... grazie a Dio... ne ho più di uno».



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Enzo: ...ascolta un attimo...siccome devo fare una cena a Ciriè con il Sindaco...tu hai qualche conoscente?...su Ciriè?...fai mente locale poi mi dici...
Demasi: ...eeeeh...mah...faccio mente locale... si...c'è....va beh...va beh... poi te lo dico...
Enzo: ...ecco...c'è...praticamente sto predisponendo questa cena per il Sindaco di Ciriè...che è Francesco Brizio, che è un mio amico... gli ho detto: mah... ti faccio una cena di amici paesani... qualche Calabrese c'è...
Demasi: ...va beh...adesso...adesso...(inc.)...



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 «Le belle donne si fanno aspettare», commenta Giuseppe Catalano all'arrivo di Claudia Porchietto, assessore al Lavoro (Pdl). Siamo nel Bar Italia, via Veglia, al centro di Torino. È il 23maggio del 2009, in piena campagna elettorale per le Provinciali. E il futuro esponente della giunta Cota era candidata alla carica di presidente della Provincia. In quel bar, che frequenta spesso, la signora della politica torinese (anche lei non indagata) quel giorno si è fermata a prendere un aperitivo con il «responsabile provinciale della Cosca di Siderno» a Torino. E con Franco D’Onofrio, padrino del “ crimine torinese”. L'incontro è breve, dalle ore 13.54 alle ore 14.01, il tempo di un crodino. 
fonte: corriere della sera


Dice che la 'ndrangehta era interessata ad orientare il voto, uno ingenuamente si può chiedere come mai. E già che ci siamo sarebbe interessante sapere qual'è l'orientamento della 'ndrangheta e della mafia sulla questione TAV.



mercoledì, giugno 08, 2011

In Val di Susa si va alla guerra, sponsor il PD.

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Il partito democratico si è espresso per la militarizzazione della Valle di Susa.
I cosiddetti democratici vogliono che l'esercito presidi quel territorio, e chiedono che il luogo  in cui deve sorgere il cantiere diventi sito strategico quindi vietato a chicchessia. La stessa logica usata dal governo del nano per gestire l'emergenza rifiuti in Campania, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Tra qualche anno questi stessi personaggi si strapperanno le vesti per l'inutilità di quest'opera, come hanno fatto  ad esempio per la costruzione dell'aeroporto della Malpensa.
Fino ad allora mafie ed interessi forti saranno garantiti. 
Vi posto due  appelli sulla situazione che si va prefigurando. 


*Appello URGENTE dalla Valsusa*

Carissimila situazione in Valsusa sta diventando veramente delicata: a questo punto è molto probabile nei prossimi giorni (o prossime notti) una prova di forza voluta dal governo, da partiti di maggioranza e di minoranza, dall'associazione degli industriali di Torino e chissà da quanti altri. Il nuovo sindaco di Torino, Fassino, incontrerà domani Maroni sul problema TAV e gli chiederà "/di fare i passi necessari per l'avvio del cantiere/".
Quali siano questi passi è facile immaginare, viste le posizioni assunte dal PD torinese.Vi proponiamo un appello urgente di solidarietà con la Valsusa: fatelo girare più che potete, in rete, sui giornali locali, tra i vostri contatti; dateci la vostra adesione e chiedete l'adesione di tanti singoli cittadini, associazioni, esponenti del mondo della cultura... insomma, fate voi.Vi allego l'appello. 
Lo trovate anche su www.notavtorino.org con le informazioni per aderire: per il momento potete inviare un email a postmaster@notavtorino.org con oggetto"valsusa" e indicare il vostro nome (se l'adesione è a titolo personale) oppure l'associazione/comitato/movimento/ecc. per cui date l'adesione.La Val di Susa è pronta a rispondere a questa ennesima provocazione come ha sempre fatto: con migliaia di persone, in modo pacifico ma assolutamente determinato. Impedire l'installazione di questo primo cantiere è oggi il nostro primo obiettivo, domani vedremo.Ricevere molta solidarietà e tantissime adesioni al nostro appello ci può essere di grande aiuto.E chi può venga al presidio della Maddalena di Chiomonte.
Un abbraccio    
Ezio (Comitato notav Torino)

Premessa
In questi giorni la Val di Susa sta vivendo momenti di tensione che ricordano quelli dell’autunno 2005 quando fu usata la forza per imporre l’apertura di un cantiere in vista della realizzazione del TAV Torino-Lione. Da allora nessun cantiere è stato aperto ma le promesse di governi di diverso colore di aprire un dialogo e un confronto con le istituzioni locali si sono dimostrate un inganno e le amministrazioni democraticamente elette, critiche sulla realizzazione della grande opera, non sono state riconosciute dal governo quali interlocutori affidabili e sono state estromesse dai tavoli di confronto.
Decine di migliaia di persone chiedono semplicemente di essere ascoltate, chiedono un confronto vero, pretendono che alle loro ragioni – scientificamente documentate – si risponda entrando nel merito. In cambio ricevono insulti e l’accusa di voler difendere il loro piccolo cortile, di volersi opporre al progresso, di non rispettare le regole: slogan e accuse infondate in risposta ad argomenti seri, a pratiche di protesta pacifica, all’utilizzo rigoroso di ogni spazio previsto da leggi e procedure.
L’opposizione al TAV Torino-Lione è diventata in questi anni un esempio di partecipazione democratica dal basso, di democrazia vera, di resistenza all’illegalità ed al sopruso in difesa dei beni comuni: un’opposizione popolare che può contare sul sostegno della comunità montana e di ben 24 consigli comunali.
Viceversa il governo e le potenti lobby che governano l’economia e la finanza, con l’appoggio di partiti di maggioranza e minoranza, non hanno esitato a stravolgere procedure, infrangere leggi e ingannare l’Unione Europea pur di assicurarsi un grande business da cui anche la grande criminalità organizzata e le mafie contano di trarre profitto. Hanno scatenato una grande campagna mediatica per nascondere le dimensioni e le ragioni dell’opposizione, per screditare il movimento notav presentandolo come covo di estremisti e sovversivi: la criminalizzazione del dissenso è un’arma micidiale a cui ricorre solo chi disprezza il confronto democratico e le regole condivise.
Oggi, fallito ogni tentativo di comprare il consenso e la benevolenza di cittadini e sindaci, il governo sta preparando una nuova prova di forza: il Prefetto assicura che “sarà il Questore a decidere tempi e modi” per installare il primo cantiere. E mentre la campagna di disinformazione si intensifica rispuntano le intimidazioni mafiose e le provocazioni che si ripetono puntuali dal 2005 ad oggi, dagli incendi dolosi dei presidi notav alle buste con le pallottole. In nessun caso indagini serie hanno portato a individuare i responsabili, ogni volta il movimento notav ha denunciato la natura mafiosa di tali gesti, ha riaffermato e rivendicato con orgoglio il carattere pacifico della propria lotta, ha invitato a cercare esecutori e mandanti tra chi ha interesse ad avviare i cantieri.
Se questo è il quadro non possiamo rimanere indifferenti, non possiamo rimanere in silenzio e ci rivolgiamo a singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura affinché si uniscano a noi in questo appello.
Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa
Come singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura:
  • rifiutiamo l’idea che la realizzazione di una grande opera possa ridursi ad un problema di ordine pubblico
  • condanniamo senza riserve l’invito ad usare la forza e a militarizzare il territorio lanciato nei giorni scorsi da rappresentanti del popolo eletti in Parlamento,  da alcuni partiti e da alcune associazioni di imprenditori
  • denunciamo il disprezzo delle più elementari regole della democrazia e pretendiamo dal governo il rispetto della legalità, il rispetto dei diritti dei cittadini, il rispetto nei confronti della amministrazioni locali democraticamente elette
  • respingiamo il ricatto e le strumentalizzazioni secondo cui chi si oppone al TAV non difende il lavoro: al contrario la realizzazione di questa grande opera inutile penalizzerebbe pesantemente le economie locali in cambio di pochi posti di lavorio precario e privo di tutele e di diritti, mentre un diverso utilizzo delle risorse pubbliche creerebbe numerose opportunità di nuova occupazione
  • le ragioni di chi si oppone a questa grande opera inutile, devastante, che sottrarrebbe enormi risorse economiche ai servizi pubblici di tutto il paese sono le nostra ragioni: non ci rassegniamo all’idea che il nostro futuro possa essere deciso da quell’intreccio perverso tra politica, affari e criminalità organizzata che governa ampie aree del nostro paese e inquina la nostra società.
Il nostro riferimento continua ad essere la Costituzione, quella Costituzione nata dalla Resistenza e oggi troppo spesso violentata. Per queste ragioni esprimiamo la nostra solidarietà alla resistenza notav e ci impegniamo a sostenerla concretamente.
Torino, 7 Giugno 2011