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Correre, il risveglio

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ll tempo sembrò fermarsi. Immobile lasciò che lo sguardo vagasse sul lussureggiante intreccio della macchia arborea. La luce del giorno che moriva regalava riflessi cangianti alla giungla che si stendeva a perdita d’occhio davanti a loro. Riconobbe la macchia rosso scuro dei caoba e dei cedri, gli alti e flessuosi chicozapote, gli alberi della gomma sul cui tronco si sovrapponevano le ferite delle ripetute incisioni, i piccoli sapote dai frutti dolci e succulenti, gli alti ceiba a cui la mitologia messicana aveva affidato un ruolo sacrale. – Tierras calientes – mormorò rapita. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- La bocca impastata, formicolio alle gambe. Prime sensazioni del risveglio. La difficoltà nel mettere a fuoco l'ambiente circostante, si stropicciò gli occhi. Il freddo dell'immobilità. Si stirò spingendo le braccia davanti a sè, intrecciò le mani, provò a riprendere il contro...

Correre, l'incontro

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Si chiese, per l’ennesima volta, perché fosse là, così lontana dalla sua vita abituale. – Un altro mondo – sbuffò. Non aveva la risposta nemmeno questa volta. Era da tempo che non sapeva rispondersi. – Forse perché non mi pongo le domande giuste – concluse. Indispettita riprese la corsa. Avampiede, tallone…avampiede, tallone… trovò infine l’andatura giusta e i pensieri molesti svanirono, assorbiti dal ritmo della corsa. Avvertì il pendio farsi più dolce. Sbucò in una radura e lo vide, disteso sull’erba, il viso rivolto alla carezza del sole, gli occhi chiusi. Si avvicinò col fiato ancora grosso, pronta al litigio. Lui dormiva, completamente abbandonato al sonno. Disarmata gli si sedette accanto e restò a guardare l’orizzonte che si tingeva di rosso.

Correre, la sosta.

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Il torpore avvolse i suoi sensi lentamente. Sentiva venire meno la percezione delle cose. La mente si proiettò in una dimensione in cui il dolore fisico si diradava. La sensibilità del tatto, dell'olfatto e dell'udito avvolti in una coperta.  Tutto veniva avvertito distante.Gli occhi chiusi come una barriera alle sollecitazioni della luce.I pensieri svanirono, i rumori diventarono una dolce nenia in grado di addormentarlo. Ebbe la sensazione di elevarsi rispetto al terreno. Stava bene in quel tunnel fatto di niente con il paesaggio immobile intorno; l'erba  il suo profumo in attesa del suo risveglio. Viaggiava così verso il sogno. Il suo cervello si muoveva elaborando immagini, le sue palpebre iniziarono a muoversi freneticamente, qualche movimento del corpo, la ricerca di una posizione più comoda. I volti si accavallarono improvvisi,con loro immagini confuse e colori solo percepiti, indefinibili. Mentre lui dormiva  la vita scorreva come sempre, la polvere alzata dai...

L'uomo cane e la fedeltà

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Si dice che il cane sia l'amico più fedele dell'uomo. Ora, il concetto di fedeltà è una cosa che mi irrita. Presuppone, al fondo, l'incapacità di vivere un rapporto con l'animosità necessaria affinché sia un rapporto fertile. Nella fedeltà c'è pigrizia, c'è la difficoltà a mettersi sullo stesso piano. Ed i cani sono fedeli. Così dicono.  I cani, in quanto animali, hanno però delle scusanti. Loro non vivono questo loro particolare modo di essere  in modo cerebrale. Non ci ragionano sopra. Magari sono disposti a tornare dal padrone anche se questo gli molla un calcio sui coglioni. La tragedia è quando s'incontra l'uomo cane. Si quella specie di barboncino che uno si porta dietro se necessario alleviare il senso di solitudine. Non è un amico,  si badi bene, è solo uno che ha subito qualche trauma incofessabile e che sente la necessità di superare la cosa attacandosi quanto più possibile alla causa dei suoi mali. http://www.youtube.com/watch?v=mT6cjziaO8M ...

Le facce

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Riesce difficile parlare di Vik, di quelli che come lui hanno speso la loro vita per una causa. Ieri ho partecipato alla commemorazione di Miccichè. Un operaio di 25 anni che nel 1975 fu ucciso a Torino, durante un'occupazione di case, da una guardia giurata. Un colpo di pistola tra gli occhi e la sua vita finì. Quello che mi imbarazza è leggere il modo in cui la vita di questi compagni viene usata. Hanno un comune denominatore, durante la loro vita fanno fatica a farsi ascoltare, le loro azioni vengono viste come quelle di isolati estremisti, fanatici. Quando fai puntano il ditino su di te. Ti giudicano, scrivono frasi vaporose che cercano di rompere quell'immagine di cavaliere solitario ed errante. Ti prendono per il culo. E' evidente che non parlo di chi con loro condivide ideali, modalità di lotta e (con tutti i limiti) si applica nella propria vita cercando in qualche modo di essere coerente con principi ed orizzonti ideali. Parlo di quelli che accendono il lumino, ...

Correre, la discesa

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La discesa, si preparò ad affrontarla concentrandosi, sapeva che un passo falso poteva voler dire cadere, irrigidì i muscoli, cercò di scacciare i pensieri, cambiò postura e si avviò, il sole, la polvere, il sudore, la fatica, si sentiva bene, non vedeva tracce di erba, solo sassi, correva veloce, come a scacciare fantasmi, ricordò le parole, le sensazioni, come aveva deciso, quel giorno camminando per strada, nella sua città, tra gente sconosciuta, i marciapiedi pieni di folla, neanche uno sguardo a sfiorarlo,l'indifferenza, le vetrine e le luci, la merce abbondante, i sorrisi stereotipati, i semafori a regolare il flusso, non quello dei pensieri, quello della gente, la gente, i loro movimenti, la lentezza e la frenesia, poi si accorse di lei, la vide di sfuggita, diversa, calda, sconosciuta, distante, era da tanto che cercava, e la vide lì, tra la folla, tra le sue cose, la seguì, gli piaceva come si muoveva, la leggerezza dei suoi gesti, i capelli sciolti, ne immaginò il profumo...

Il mio viaggio nelle immagini che ho scattato

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Vittorio Arrigoni ed i testimoni scomodi

Vittorio e' morto. Vivi la tua vita intensamente, come in una pellicola cinematografica le emozioni si alternano. In sala gli spettatori ti osservano mangiando il loro pacchetto di popcorn.Ogni tanto fanno "Oohhh". Partecipano emotivamente, si asciugano una lacrima. Poi tornano alle loro cose. Ai loro sorrisi ed alla loro vita. Tu sai che per quanto ti sforzi non potranno mai capire la differenza tra esserci e stare ai margini come spettatori.  Poi la pellicola finisce, il nastro velocemente si riavvolge, qualcuno lo rimette sullo scaffale, e qualcuno  lo riprenderà per capire. E tu rivivrai. Vittorio e' morto, e non posso non pensare a chi rimane. Ma non a voi.Piango e penso a chi porto nel mio cuore.Gente anonima, testimone di fatti che con l'incoscienza dell'essere giovani stanno li', sporcandosi le mani, dalla parte giusta. Ce ne sono, cazzo se ce ne sono. Scrivono documenti incredibili su esperienze di vita per molti incomprensibili. Passano il temp...

Liberate Vittorio Arrigoni

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http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI&feature=share http://www.youtube.com/watch?v=SblB2O7AfP4&feature=related

Correre

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Inizio' a correre lungo il sentiero guardando fisso davanti a se', l'erba bassa gli toccava le caviglie, i sassi gli pungevano la pianta dei piedi, pensava al suo passato ed a quanto fosse distante in quel luogo, pensava alle sue azioni, a come aveva vissuto fino ad allora, la corsa era leggera, il paesaggio intorno colorato da una luce lieve che il sole del primo mattino faceva trasparente, la rugiada  ogni tanto  sfiorava   i suoi polpacci, le prime gocce di sudore iniziarono a imperlargli la fronte, ansimava, ma non sentiva dolore nei polmoni, il ritmo dei suoi passi con il procedere diventava sempre piu' armonioso, guardo' di lato, gli animali che incrociava lo guardavano stupiti, lui solo in quel luogo, ripercorse con la mente gli ultimi giorni, a come aveva preso quella decisione, accelero' il passo, senti' la fatica, il dolore nel costato ma guardo' ancora davanti a se', la liberta' costava fatica e non faceva sconti, un  groppo alla gola ...

Xanica- Oaxaca, Mexico

Questo il lavoro svolto dai compagni del nodo solidale , ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscerli e li porto nel cuore. INTRODUZIONE I collettivi europei Nodo Solidale (Roma), il Collettivo Zapatista “Marisol” (Lugano) e Nomads di XM24 (Bologna), che formano la PIRATA (Plataforma Internacionalista por la Resistencia y la Autogestión Tejiendo Autonomías) , hanno organizzato una Brigata di osservazione sulle violazioni dei diritti indigeni nella comunità di Santiago Xanica, Oaxaca, alla quale hanno partecipato anche un'attivista francese e una dello Stato Spagnolo. La Brigata ha visitato il Municipio e i suoi dintorni, da lunedì 14 al successivo 21 marzo 2011, raccogliendo voci e immagini delle persone che stanno subendo le suddette violazioni. Il lavoro si è svolto intervistando gli/le integranti dell'organizzazione locale Comitato di Difesa dei Diritti Indigeni (CODEDI) 1  ed alcuni abitanti, esaminando documenti e attraverso riunioni di genere con le don...

Narcos

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Mazatlan e' una citta' con un quartiere coloniale bellissimo, da tempo e' abitata da canadesi e yankee che vengono qui a svernare.  Ha una spiaggia lunga 25 km., un paio di isole di fronte, delfini e balene che transitano al largo. L'ho frequentata per giorni, sono andato a dormire in un quartiere un po' cosi' e li' ho vissuto giornate "intense". Al mattino il sole non ammette che tu poltrisca nel letto, e' forte, caldo e mette addosso voglia di muoversi. C'è l'abitudine di vendere i giornali con lo strillone che, in pratica, ti fa l'elenco delle notizie piu' importanti. E qui sono per lo piu' notizie di morte. L'esercito pattuglia la citta' costantemente, cosi' fa la polizia federale, quella comunale e quelli addetti alla prevenzione del crimine. Li vedi girare sulle loro camionette scoperte, con le mitragliatrici sul tetto ed i mitra nella tua direzione. La pretesa e' quella di rassicurarti, la voglia che...

Saviano....ma vai a cagare, va'

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http://www.youtube.com/watch?v=RweqkHM0VVw&feature=player_embedded#at=170

Tierra y Libertad - Emiliano Zapata

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Guatemala Y Mexico

file:///Users/marioparavano/Movies/Guatemala%20y%20Mexico/Guatemala%20y%20Mexico.mov istruzioni: cliccate con il pulsante destro del vostro mouse cliccate su apri URL se non l'avete installate quick time player (e' gratis) buona visione

Lavoratori stagionali e vite che non valgono nulla nel mercato delle braccia

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Salgo sul pullman assonnato, la sveglia mi ha buttato giu' dal letto nonostante la resistenza di buona parte del mio corpo. A Tepic il tempo è fresco, il cielo azzurro e decine di poliziotti armati fino ai denti si muovono per la citta'. Vado al fondo e mi siedo vicino ad un tipo con una bandana verde in testa, un paio di occhiali neri ed il corpo tatuato in lungo ed in largo. "Mucho gusto hermano, mi nombre y Mario"  - " Mi placer, Nestor" Insieme a lui una decina di persone occupano i posti davanti a noi. Sono giovani ed anziani. " Da dove arrivi?"  " Da Ermosillo, siamo lavoratori stagionali e torniamo a casa" " Ella   ha   ganado   mucho   dinero ? " No, non abbiamo guadagnato nulla, il padrone ci ha cacciati" Lo guardo interdetto, lui alza i suoi occhiali sulla fronte mi fissa ed inizia il suo racconto. " Siamo arrivati nella tenuta di Ermosillo di sera, si chiama vignedos 2000. Ci hanno alloggiati in una s...