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Come e con chi preparare il cambiamento

Lo scambio di opinioni con Maria ha preso come spunto questo articolo di Preve: "Costanzo Preve, nel 2001: A mio avviso non possiamo ancora fare una valutazione storica complessiva degli attuali movimenti no-global, perché essi sono una realtà solo all’inizio di un processo di sviluppo i cui esiti non sono ancora per nulla prevedibili. Essi possono essere l’embrione iniziale di un futuro movimento rivoluzionario, oppure possono evolvere verso l’"opposizione di Sua Maestà" di cui il moderno capitalismo ha bisogno, un’opposizione detta "propositiva" e "responsabile", in realtà di tipo petizionistico (si fanno petizioni ai potenti perché essi ascoltino i sudditi) e solidaristico. Dal momento che gli esiti non sono ancora prevedibili, è chiaro che in questi movimenti bisogna starci dentro senza troppi pregiudizi o sospetti. Personalmente, mi considero un rivoluzionario "classico", nel senso che tutti i progetti rivoluzionari storicamente strateg...

Quelli del 77 ed il loro rapporto con il lavoro

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... 'il lavoro è un male necessario per sopravvivere, poi trovo gratificazione in altre cose'. Però dipende da quali altre cose uno può trovare: negli anni 80 non erano molte ... Io non avevo questa cosa del faticare di meno. Perché ho iniziato e lavoravo seriamente e mi sono abituato subito per poter sopravvivere lì, in fabbrica. Per me era importante fare delle cose che avessero un senso, che servissero. Quando io ho tanto tempo libero e non ho fatto cose che sono utili mi sento in colpa...per me è importante sentirsi parte di un mondo e non si tratta di tempo del lavoro, tempo libero, ma di parte della tua vita, faccio qualcosa che mi serve. Fare niente perché non so cosa fare, non lo chiamo tempo libero perché me lo sento costretto in qualche cosa. ... Sull'idea di lavorare poco: siamo al mondo con tanti altri esseri umani, tante altre forme viventi che ci sono e facciamo delle cose che servono per tutto il resto, allora l'idea di lavorare il meno possibile m...

Comunismo, populismo, socialdemocrazia, fascismo e nazismo

"Il tentativo di imporre il primato della politica (organizzata in forme diversissime, dal pluralismo partitico socialdemocratico al partito monocratico di tipo comunista, fascista o populista) sulla logica autonomizzata dell’economia capitalistica pura, è stato l'elemento comune di di alcuni giganteschi fenomeni novecenteschi. Se poi vogliamo fare giochi estivi di nessuna importanza, e mi si chiede soggettivamente in che ordine “morale” e politico metto questi fenomeni, allora risponderò subito così: al primo posto metto il comunismo storico novecentesco nel suo insieme (nonostante bestialità, crimini, ecc.), poi metto il populismo terzomondista (Peròn, Nasser, ecc.), poi al terzo posto metto l’onesta socialdemocrazia (Palme, ecc., con esclusione della socialdemocrazia imperialista, interventista e bombardatrice alla D’Alema), ed al quarto ed ultimo posto metto il nazifascismo (di cui considero particolarmente imperdonabili il colonialismo razzista ed il razzismo di sterminio...

Ilio Barontini e l'Africa

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Per dignità non per odio - GAP Un eroe livornese: Ilio Barontini in Africa Qualcuno penserà, ma cosa c’entra tutto questo con Livorno e il quartiere Pontino? C’entra perché la Costituzione non l’hanno guadagnata e scritta i Folgorini morti accanto ai tedeschi, ma gente come Ilio Barontini, livornese e abitante di questo quartiere. In questo articolo vogliamo ricordare la sua difficile missione in Somalia, nazione martoriata da una storia difficile fatta di invasioni, dominazioni sanguinarie e stragi civili. Somali, Etiopi ed Eritrei, purtroppo, a causa di queste vessazioni, ad oggi non trovano ancora pace. La loro patria è molto più a sud di El Alamein, ma oggi è gente molto vicina a noi, se consideriamo, ad esempio, la numerosa comunità somala ed eritrea livornese, composta nella stragrande maggioranza da rifugiati politici. Ilio Barontini, nel 1938, decise di andare laggiù, insieme a allo spezzino Bruno Rolla e il triestino Anton Ukmar per aiutare questa gente a liberarsi dall’ “im...

Padroni

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Il tipo che si è presentato nei locali della Eutelia cercando di cacciare i lavoratori che occupavano lo stabile appartiene a questa "stirpe" ( link ). 'Sto tipo, per me, fa pari e patta con l'altro leghista che voleva fare gli interessi dei lavoratori rivendendosi l'azienda INNSE. In attesa di quello, rifiutava le commesse che gli arrivavano perché la rendita è una roba che con il lavoro non ci azzecca niente. Prototipi di padroni grezzi. Ma avanguardia cialtrona nei modi spicci di tutta quella massa di parassiti che ingrassano sulla pelle di noialtri. Ora io penso che una sana dialettica, fatta da pseudo sbirri armati di mazze di ferro e rappresentanti di quella medio piccola impresa del Nord che tanto va di moda, è ciò di cui molti di voi hanno bisogno per ritornare alla sostanza delle questioni. Altro che tavoli concertativi, mediazioni e triccheeballacche. Quella roba è la parte più stupida ed evidente di un sistema che intimamente condivide quell'approc...

Scuola e 68

Da un commento su un blog Due ordini di scuola in Italia hanno bisogno di una serio e profondo ripensamento: la secondaria superiore (21% di abbandono scolastico!) e l’università (diplomati iscritti: 38%, laureati 11%!) L’unico ordine di scuola che negli anni ha promosso un rinnovamento della didattica, interventi sulle difficoltà di apprendimento e a favore dell’inclusione è stata la scuola elementare. Un impegno quotidiano di cui i saccenti non sanno niente. Ma perché allora è la scuola che maggiormente ha subito questa macelleria grossolana che sta letteralmente scardinando una realtà apprezzata, anche nelle valutazioni internazionali? La necessità di razionalizzare è la scusa per i tagli, ma i tagli sono il pretesto per la vera ragione di questo blitz: la vera colpa della scuola elementare è di essere culturalmente irriducibile alla cultura che oggi vuole governare. "Quando il Ministro Tremonti rinfaccia alla nostra scuola di essere figlia del ’68 ci offre la vera chiave inter...

Cronache dall'altro secolo

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(Alfredo M. Bonanno e Christos Stratigopoulos sono rinchiusi nel carcere di Amfissa, a centocinquanta chilometri da Atene. Un carcere fatiscente, nel quale le condizioni detentive sono vicine a quelle di un campo di concentramento, tanto da essere soprannominato “il crematorio”. Sono stati rinviati a giudizio e aspettano il processo. Chi volesse scrivere loro può farlo inviando la corrispondenza a: Tzamala 3 - 33100 Amfissa - Greece. Il manifesto che vi abbiamo appiccicato qua sopra è – da quel che sappiamo - il primo scritto abbastanza sensato e significativo che sta circolando in Italia a proposito del loro arresto. Ci piace pubblicarlo qui, mescolandolo ai nostri racconti quotidiani di sommosse, evasioni e rivolte, proprio a dimostrare che “la dignità offesa che scaccia la disperazione e si trasforma in azione” non è una esortazione colma di speranza ma un fatto già concreto e che di processi insurrezionali in corso, bene o male, qualcuno ce n’è. Circoscritti e limitati quanto si...

Non mi chiedete se ho vinto o se ho perso

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Poiché la politica con la p minuscola, che questo tempo esprime, non mi interessa più di tanto dedico un po' di questo spazio ai ricordi. Lo faccio partendo da alcune testimonianze di compagni che, circa 10 anni fa, si riunirono per ripercorrere l'esperienza fatta in uno dei più famosi circoli del proletariato giovanile di Torino. Il primo brano che propongo (non mi chiedete se ho vinto o se ho perso) è l'ultimo di un libretto che hanno scritto e che si trova in rete. E' passato tanto tempo e quello che a molti di noi viene rimproverato è di essere ancora inchiodati a quei tempi. Sarà, forse, che quello che vediamo oggi non fa venir voglia di andare oltre la soglia di casa? Quello che è scritto nel brano lo condivido in gran parte, in particolar modo condivido il punto in cui alla fine di questa esperienza storica ed umana rimarrà un bilancio che ognuno di noi dovrà fare con la propria coscienza in funzione di come ha vissuto. Da quel punto di vista non è che mi senta t...

E' caduto solo un muro , i cocci rimangono per terra.

Oggi lo show business, dopo aver fatto del Natale, della Pasqua, della festa del papà e della mamma passando da quella della donna dell'otto Marzo occasione per fare un po' di soldi, passa all'incasso dell'evento della caduta del muro di Berlino per celebrare una cosa enorme come è il concetto di "libertà e di democrazia". Di muri costruiti per separare nel corso dei millenni ne abbiamo visti tanti. Molti sopravvivono come reperti storici ed archeologici e sono buoni per le foto da fare ai gruppi dei tour operator, altri resistono imperterriti e difficilmente saranno abbattuti. La differenza di questi ultimi è che lo scopo per cui sono stati costruiti è quello di garantire la giusta causa dell'occidente ricco, democratico e per un cazzo ipocrita. Quindi rimaniamo estasiati di fronte alle meraviglie tecnologiche degli Israeliani contro i palestinesi , in sintonia con l'esperienza e la frustrazione accumulata dentro i vari ghetti presenti nelle tante ci...

Dichiarazione di voto in una giornata uggiosa

Ho dato la mia disponibilità a partecipare a questa tornata elettorale per reazione. Reazione ai sorrisetti di chi già pensava che questo contenitore fosse bello che andato per mancanza di persone che volessero sporcarsi le mani. E invece no, e favvanculo dico. Ora, dovrei stare qui a convincere qualcuno a votarmi. Vi dico di risparmiare tempo, semplicemente perché di altri candidati da scegliere ne avete a iosa. Non sono adatto per lavorare in team, non sopporto la gran parte di questa sinistra e, di conseguenza, credo che sarei poco incline a mediare con chi troverò in redazione. Sono ad un punto della mia vita in cui non ho voglia di stare a ragionare sui modi in quanto preferisco scorciatoie che mi tolgano dall'impaccio di stare lì a cercare di convincere qualcuno su alcuni sacri principi. E quali sono questi principi in una roba come Kilombo? 1- non rompetemi i coglioni, non censurerò mai un post anche se scritto da un brigatista 2- non rompetemi di nuovo i coglioni, non starò...

Lotte nei lager italiani

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Fonte: http://www.autistici.org/macerie/?p=21973 Diario Siamo finalmente riusciti ad avere i nomi dei tre reclusi del Cie di Torino arrestati ieri notte, con l’accusa di aver rotto dei vetri della loro sezione. Vi invitiamo a scrivergli, per non lasciarli soli. Dei primi due sappiamo nome e cognome esatti, del terzo solo il cognome, per ora. Adel Ben Fdhila Mohammed Ben Alì Boumesa L’indirizzo è via Pianezza, 300 - 10151 Torino

Il punto più avanzato

nota a cura del :Subcomandante Alex Siamo all’avanguardia, non c’è che dire. Per una serie di motivi storici, culturali, “antropologici”, il nostro paese è un brillante laboratorio linguistico. Il punto più avanzato di ardite sperimentazioni dialettiche, dove il contenuto va di pari passi con la forma. Argutezza, sottigliezze, brillanti “escamotage” fanno parte del nostro “pane quotidiano”. Questo, almeno per quel che riguarda i tempi moderni, lo si deve principalmente al fatto che siamo un paese profondamente “riformista” in tutte le sue componenti essenziali: il governo è riformista, l’opposizione è riformista, confindustria è riformista,il premier è “profondamente” riformista, la chiesa è riformista. Il Vaticano, no. L’esercizio dialettico si pone quindi come avanguardia dell’innovazione: più il paese progredisce, più ferve la diatriba, la dialettica tra le varie componenti. Questo ci riporta direttamente in una mirabile sintesi storica, alla “polis” greca, quella della diatriba e d...

PRC, SeL e la questione morale

ROSSI DI VERGOGNA I comunisti e la questione immorale di Germano Monti * La notizia dei finanziamenti erogati dai palazzinari romani al PRC in coincidenza con l’approvazione del Nuovo Piano Regolatore della Capitale è nota ormai da mesi, resa pubblica anche da dirigenti dello stesso PRC. Questi finanziamenti sono stati conferiti - sia direttamente al partito che ad un’associazione collaterale – nel corso del 2008, prima della catastrofe elettorale, almeno da quanto è dato sapere. Né il vecchio gruppo dirigente romano (ora confluito nel nuovo partito guidato da Niki Vendola), né quello “nuovo” conseguente al congresso di Chianciano hanno mai fornito pubblicamente spiegazioni in merito, nonostante l’evidente malessere suscitato dalla vicenda; anzi, il comportamento della “nuova” direzione politica è apparso quantomeno contraddittorio. Da un lato, è stata presentata una denuncia alla magistratura perché indaghi su quei finanziamenti; dall’altro, oltre a non affrontare pubblicament...

Ho sentito che non volete imparare niente

HO SENTITO CHE NON VOLETE IMPARARE NIENTE Ho sentito che non volete imparare niente. Deduco: siete milionari. Il vostro futuro è assicurato - esso è Davanti a voi in piena luce. I vostri genitori Hanno fatto sì che i vostri piedi Non urtino nessuna pietra. Allora non devi Imparare niente. Così come sei Puoi rimanere. E se, nonostante ciò, ci sono delle difficoltà, dato che i tempi, Come ho sentito, sono insicuri Hai i tuoi capi che ti dicono esattamente Ciò che devi fare affinché stiate bene. Essi hanno letto i libri di quelli Che sanno le verità Che hanno validità in tutti i tempi E le ricette che aiutano sempre. Dato che ci sono così tanti che pensano per te Non devi muovere un dito. Però, se non fosse così Allora dovresti studiare. Bertolt Brecht Da questo sito: http://www.eco.unibs.it/~palermo/

Due parole

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Troppe cose e poco tempo, o meglio poca voglia di stare qui a commentare quello che ci accade intorno. Ho scorso velocemente i titoli dei giornali, scrivono che vogliono privatizzare la gestione della distribuzione dell'acqua (in pratica i tubi in cui scorre). L'acqua in quanto tale rimarrà pubblica. Questa coraggiosa scelta è frutto dell'infaticabile mediazione di quelli del PD che, poiché sono gente di popolo ma anche pragmatici, si rendono conto che riqualificare l'infrastruttura costa un sacco di soldi e chi cazzo vuoi che ce li possa mettere quelli se non i privati di buona volontà; attenti alle esigenze della comunità quando queste passano attraverso le loro tasche. Già, i privati. Questa categoria vaporosa ed ansiogena allo stesso tempo. Fatta da gente pronta a portare all'estero montagne di soldi lucrati sulla pelle della gente. Categoria fatta da rispettabilissime persone in giacca e cravatta, professionisti della parola che non si scaldano mai e che sussur...

Morire in galera

La morte di Stefano Cucchi e l’ondata di indignazione al riguardo, soprattutto dopo la pubblicazione delle sconvolgenti immagini del suo corpo martoriato, sono un fortissimo e drammatico richiamo alla realtà: per tutti coloro che si occupano di carcere, per lavoro o per impegno civile, ma anche per chi ne sente parlare soltanto dai giornali e soltanto quando in carcere finiscono persone “famose”. Ma la realtà del carcere ha poco a che spartire con il mondo “leggero” dei rotocalchi, è una realtà dura e “cattiva”. Quando il sistema penitenziario italiano viene definito “fuori-legge”, “illegale”, “incivile” (parole più volte usate dallo stesso Ministro della Giustizia), vuol dire che la sofferenza di chi sta in carcere supera il livello ritenuto ammissibile, che la “pena” diventa “supplizio”. Soffrono in primo luogo i detenuti, ma soffre anche la polizia penitenziaria, che nell’ultimo mese ha “pagato” con tre suicidi lo stress di un lavoro sempre poco riconosciuto. E dove gli agenti “stan...